Category Archives: Racconti

Sinestesia

Scrivo di te perché a volte il passato torna su e mi ritrovo a riflettere su cosa è successo, capendo che certi fatti non avranno mai davvero una spiegazione. Ricordo di un soleggiato pomeriggio. I treni passavano ogni due minuti; a volte ne passavano due insieme, e l’acqua nella bottiglia sul comodino tremava. O forse noi la facevamo tremare. Chissà, mi chiedo… Continua a leggere

Era così

La montagna aveva il sapore di ketchup, würstel e cioccolata calda con panna. Ma anche di sudore. Il suo primo approccio era stato traumatico. Si ricordava il sorriso dei suoi genitori che lo salutavano entusiasti mentre, per la prima volta, veniva trascinato dal maestro di sci verso i campi. Riusciva a malapena a slittare in avanti e l’unico risultato era la faccia nella neve bagnata. Così fredda e ostile. Non capiva proprio perché dovesse subire tutte quelle torture gratuitamente. Quella settimana pianse tutte le mattine fino all’ora di pranzo, quando finiva la scuola sci, e come premio poteva finalmente gustarsi le patatine fritte al calduccio. Continua a leggere

Inumanità

Cadde la neve e mi accorsi che era la prima volta che la vedevo nella mia città, ma quel pensiero non mi aiutò a dimenticare i boati che sentivo in lontananza [battito]. Era iniziato tutto in qualche città lontana dalla mia: venti megatoni avevano spazzato via venti milioni di abitanti nella stessa frazione di secondo in cui mio figlio stava giocando con una farfalla in giardino; poi il caos [battito]. Fui arruolato e dovetti allontanarmi dalla mia famiglia negli stessi attimi in cui “l’arma che si promise di non usare più” strappava via la carne a tre miliardi di persone [battito]. Continua a leggere

Liberté égalité fraternité

Giorgina impazzì verso i ventotto, stava guardando la sua soap opera preferita e gli uccellini cantavano leggiadri in quell’ottobre roseo. Il primo sintomo furono le lentiggini che le sputarono improvvisamente su tutto il corpo, prima sul viso, poi sulla pancia e via via su tutto il corpo. Il secondo sintomo fu la visione di Chopin, non lo riconobbe subito, le ci volle almeno una frazione in più di qualunque pianista estimatore del “poeta del pianoforte”. Apparve proprio all’angolo del suo cucinotto, lo riconobbe poiché tempo addietro aveva avuto l’occasione di osservare alcuni dipinti di Delacroix e fortuna… c’era anche lui. Continua a leggere

Fake Plastic Trees

– Mi consuma. – Ci sono cose che non potrai mai perdonarle. Cosa devi perdonare? La odi e basta sentendoti pienamente in diritto di farlo. Cuffie prepotentemente ficcate nei timpani, la guardi e non sai se piangere o sorridere. Lei lo sa? Ogni tanto ti assale il dubbio che non sia così … ma lo speri. Nel suo mondo di plastica presa solo dalla data di scadenza dei ravioli G Rana. Forse sta solo fingendo di non vederti. -Perché non mi ascolti? Non mi ascolti mai. –

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Chiaroscuro

Sei seduto davanti a me. In silenzio guardi fuori alla finestra mentre versi un po’ di Jaeger nel tuo bicchiere. Butti tutto giù e non mi guardi. Il camino è acceso, mentre gli scoppiettii del fuoco fanno da sfondo a questa situazione imbarazzante. Penso al Natale di vent’anni fa, mentre correvi per la casa alla ricerca dei regali, sorridevi inconsapevole mentre la neve cadeva leggera. Ricordo quando mi hai chiesto la prima tela per dipingere, avevo gli occhi bagnati d’orgoglio. Continua a leggere

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