Category Archives: Cultura

Il Ragazzo Invisibile e il cinema di genere

Il 18 dicembre dell’anno scorso è uscito in tutte le sale italiane “Il Ragazzo Invisibile”, film di Gabriele Salvatores (noto per importanti pellicole quali Nuovo Cinema Paradiso e Mediterraneo,) che racconta la storia di Michele Silenzi, dodicenne originario di Trieste la cui vita verrà stravolta dalla scoperta, come da titolo, del potere dell’invisibilità. Il film, girato con un budget di otto milioni di euro – comunque  molto pochi per un prodotto del genere – ne  ha incassati, in cinque settimane di programmazione, circa  4.500.000, rivelandosi dunque un flop al botteghino. E questo è un vero peccato.  Continua a leggere

Dimentica la mia recensione: Zerocalcare e la sua “medietas

Storie di intrighi internazionali, sangue dei nobili di Russia misti a presenze demoniache e segreti inconfessabili. Ma chi? Zerocalcare? Quello che (non) scrive e disegna sul suo blog della sua difficile situazione di 30enne svogliato mentre, a detta sua,ingurgita plum-cake e ragiona col suo amico immaginario dalle sembianze di un armadillo? Sì,proprio lui. Continua a leggere

La favola di Miyazaki, esempio per bambini e adulti

Se un adulto accendesse la televisione e si ritrovasse un film come Laputa o Nausicaa, di certo penserebbe che non è un film adatto alla sua età, ma non potrebbe essere più nel torto. E’ un luogo comune pensare che se un film è d’animazione, se i personaggi sono bambini o adolescenti e la trama non è quella di un thriller o di un poliziesco, allora il pubblico designato non supera i 10-12 anni. Una favola che apparentemente è per bambini nasconde dietro di sé una verità meglio interpretabile dagli adulti,  o da chi ha comunque una critica più matura. Prendiamo in esempio il grandissimo Hayao Miyazaki che da sempre ha affascinato un pubblico di tutte le età con i suoi cartoni giapponesi, che vengono chiamati “anime”. Continua a leggere

Pink Floyd, un fiume senza fine Parte 2

Torno a scrivere la seconda parte della storia dei Pink Floyd, e forse non dovrei: perché chi non conosce Dark Side of The Moon? O Wish you Where Here? Insomma dagli anni ’70 in poi i Pink Floyd sono diventati non solo famosissimi ma sono diventati vero e proprio simbolo del rock! Dopo l’ album Atom Hearth Mother, nel ’71, il quartetto pubblica Relics, un album con dei brani del primo Barrett. L’anno dopo Relics faranno un memorabile concerto-film. Il live è in un contesto un po’ particolare: infatti i Pink Floyd si trovano a Pompei. Nell’anfiteatro della città archeologica sotto il Vesuvio suonano i successi di Meddle, Ummagumma e Saurcerful of Secrets ( io consiglio di sentire e vedere su youtube il video del brano Echoes del live a Pompei). Continua a leggere

La folla fra Aristofane e Le Bon

La folla è un’entità di difficile definizione: un insieme di “vespe scatenate”, citando Melantone. Quelle stesse vespe della commedia aristofanea “Σφηκης”, le quali, come da titolo, entrano in scena come sostenitori di Cleone. E non è un caso che proprio Cleone sia il primo nella storia della letteratura ad essere chiamato demagogo (da Tucidide 4, 21, 3 anche se il δημαγωγός riferito ad ἀνήρ è da interpretare differentemente dal significato che diamo noi oggi al termine), ma non sicuramente il primo ad accattivarsi le simpatie della folla grazie all’abile oratoria e a proposte populiste. Nel mondo greco tutti, o quasi, potevano essere demagoghi. Anche il salsicciaio dei “Cavalieri”, un’altra commedia aristofanea, lo può essere: gli bastano “manicaretti di parole […], una voce ripugnante, origini basse, volgarità”. In realtà non è poi così semplice diventare trascinatori di masse. Anzi, spesso è necessaria una specifica e rigorosa preparazione: così valse per tutti i dittatori del ‘900 che fondavano il loro potere proprio sulla persuasione di gruppi umani così manovrabili. Lenin e Stalin, Hitler e Mussolini, tutti lessero molto attentamente “Psicologia delle Folle” dell’etnologo e psicologo francese Gustave Le Bon; il dittatore italiano, in particolare ne era un profondo estimatore, tanto da considerarla un’“opera capitale” a cui spesso fare ritorno. Egli, in effetti, vorrebbe incarnare “il tipo dell’eroe caro alle folle”, il “Cesare”, teorizzato da Le Bon, come il Cleone tucidideo o il Ferrer manzoniano. Continua a leggere

Fuga dalla Terra?

Due settimane fa sono andata a vedere il film “Interstellar”. Diciamo che normalmente preferirei spararmi un colpo piuttosto che vedere un film di fantascienza, perché di solito sono solo degli interminabili polpettoni senza capo né coda, fatti solo di effetti speciali e dialoghi pieni di parole del gergo fantascientifico, comprensibili quanto una lezione di kazako (almeno per me, nonostante la scienza mi piaccia pure).

Però questa volta, dopo aver visto il trailer, mi sono detta “perché no?” (devo ammettere che sulla scelta ha influito anche il fatto che il protagonista era Matthew McConaughey, il quale, diciamocelo, merita alquanto). Fatto sta che, contro ogni aspettativa, il film non mi è per niente dispiaciuto. Continua a leggere

La nostra immagine riflessa in uno “specchio nero”

Domanda: avete  mai visto, letto o ascoltato qualcosa che vi ha intellettualmente preso a pugni in faccia? E non mi riferisco a reality o trasmissioni da casi umani: quelle al massimo ingaggiano una rissa da bar o da discoteca con la vostra intelligenza, e il più delle volte perdono pure… Intendo proprio un incontro di boxe coi controfiocchi, alla Rocky, tra la vostra mente e qualcosa capace di scuotere dalle fondamenta tutto – o quasi – ciò che credete di credere. Risposta: molto probabilmente sì, dato che il mondo dell’intrattenimento – culturale e non – è vario e ha già prodotto forme di espressione che sortiscono questi effetti.

Fatte queste premesse, si può tranquillamente affermare che quello di cui scriviamo oggi rientra nella categoria appena illustrata. Ma partiamo dal principio: Black Mirror è una serie tv britannica, uscita nel 2011 e tutt’ora in corso, il cui l’autore è Charlton Brooker, che ricordiamo anche per aver scritto un’altra serie (Dead Set,  molto bella anche questa, con cinque episodi di venti minuti in cui si tratta il tema dell’apocalisse zombie in maniera molto originale…). Continua a leggere

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