Editoriali dei direttori – Ottobre 2018
Aprile. O boh, forse maggio. Una giornata scolastica come tante altre. La mia testa, come innumerevoli altre volte vaga per sentieri indefiniti, stordita com’è dalle
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Aprile. O boh, forse maggio. Una giornata scolastica come tante altre. La mia testa, come innumerevoli altre volte vaga per sentieri indefiniti, stordita com’è dalle
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L’estate addosso, la consapevolezza che presto tutto svanirà. Un senso di ansia commista a leggerezza sembra pervadere le innocenti giornate. Ancora un paio di mesi e sarò fuori da questa realtà che chiamiamo scuola. Eppure oggi più che mai mi sento immerso in essa: non riesco a guardarmi allo specchio e immaginarmi lontano da un mondo che ancora mi avvolge come una piovra. Continua a leggere
Frequento il Liceo Classico da ormai cinque anni e, fin da quando mi sono iscritto, ho sempre voluto prendere Fisica. Lo so, lo so, allontanate dalla vostra mente la prima cosa che vi è sovvenuta (“di che disturbi soffri per voler studiare Fisica?”) e concentratevi su un altro aspetto che, sicuramente, vi sarà saltato all’occhio.
Fisica e Liceo Classico. Qualcosa sembra non andare, eppure vi assicuro che è solo una sensazione. Continua a leggere
Quando la scorsa estate ho iniziato a lavorare a questo progetto, non mi sembrava vero. Non era la prima volta che mi capitava di dover lavorare su un copione, ma non ero mai partita da zero.
Quest’anno al laboratorio teatrale abbiamo scelto un classico: Le Rane, una commedia di Aristofane. Portarla in scena così com’è per noi era impossibile. Continua a leggere
Ai nostri giorni, parlare di classe operaia può sembrare poco popolare. Gli operai sono stati gradualmente sostituiti dalle macchine e oggi la catena di montaggio sembra una cosa antica, inattuale, appartenente a un mondo lontano, passato, desueto. Continua a leggere
Sono Bartimeus! Sono Sakhr al-Jinni, N’gorso il Possente, Serpente dalle Piume d’Argento! Ho riedificato le mura di Uruk, di Karnak e di Praga. Ho parlato con Salomone. Ho corso nelle praterie insieme ai padri dei bufali. Ho sorvegliato l’Antico Zimbabwe fino a quando le pietre caddero e gli sciacalli banchettarono con le sue genti. Sono Bartimeus! Non riconosco signore alcuno. E per questo ora sono io che ti ordino di parlare, ragazzo: chi sei tu per convocarmi? Continua a leggere
La banda dei brocchi e Circolo chiuso, rispettivamente scritti nel 2001 e nel 2004, sono entrambi ambientati in Inghilterra: il primo durante gli anni Settanta, il secondo negli anni Novanta. Continua a leggere