Tu sei con me
Apparsa mi sei in un sogno
Soffice bagliore amoroso
In un cinereo candore cotogno
D’adamantino affetto Continua a leggere
Apparsa mi sei in un sogno
Soffice bagliore amoroso
In un cinereo candore cotogno
D’adamantino affetto Continua a leggere
4/6/’16
Ormai non ho molte possibilità. So che mi sta osservando e che non posso uscire dalla sua morta pupilla. La sua espressione è di ghiaccio, pallida, come se la luce della luna riflettesse così tanto quella del sole da colpire con tanta forza la sua pelle e renderla accesa, ma non basterebbe tutta la luce dell’universo a dare vita a quegl’occhi. Continua a leggere
6/6/’16
Ciao Emily, come va? Qui va alla grande, anzi, mai stato meglio. Sono ormai due notti che vedo il mondo in maniera diversa. Sono rinato e tutto grazie a lui. Mi ha fatto dono di ciò che io prima, con la mia umana mente limitata, non riuscivo a comprendere. È la verità quando ti dico che non mi sono mai sentito così vivo. Continua a leggere
La sua mano accarezzò la pelle del ragazzo dalla guancia destra fino a dietro l’orecchio, sul collo. Poi, con l’altra mano, accarezzò la guancia sinistra fino alle spalle dell’orecchio sinistro, sul collo. La pelle del ragazzo era così soffice e liscia. Il giovane allora cominciò a togliersi la sua camicetta bianca per il piacere di chi lo desiderava. Continua a leggere
Siamo onesti, tirare le fila di un periodo come cinque anni non è semplice. Se questi anni sono poi quelli del liceo, la cosa si fa tragica. Li ho sentiti chiamare in molti modi, “I migliori anni della tua vita”, “il tempo della spensieratezza” (seh….), “gli anni che non dimenticherai mai”. Non li dimenticheremo, è vero. Ognuno recherà con sé istantanee diverse di questo tempo, foto sbiadite che si cerca disperatamente di distinguere, immagini buffe, attimi di pura leggerezza, momenti di nostalgia. Continua a leggere
Sono stati cinque anni lunghi e pieni, animati dalle bizzarrie e dall’estro dei nostri compagni e professori, e conditi dai loro colpi di genio ed eventuali strafalcioni bipartisan.
Il nostro pane quotidiano sono state clamorose rimonte notturne prima dei compiti in classe, di tale portata da far impallidire l’orgoglio di Nibali, improvvisazioni di argomenti affatto complessi di fronte alle quali i migliori musicisti jazz, sconsolati, appendono i loro strumenti al chiodo, pianificazioni strategiche di futuri programmi di studio alternate a più realistici momenti di ozi di Capua, stravaccati sul divano, da causare la disfatta di almeno una dozzina di Annibali. Continua a leggere
Care lettrici, cari lettori
Chi vi parla è un redattore della Lucciola giunto alla fine dell’ultimo anno tra i banchi di questo liceo e anche all’ultimo articolo di questo ultimo numero della Lucciola 2015/2016. Ciò che mi spinge ad aggiungere un editoriale ulteriore a quello dei direttori è la volontà di esprimere personalmente quanto sia importante per il liceo Manara avere un giornale d’Istituto, e per ogni studente che collabora sentire di far parte di un progetto collettivo, Continua a leggere
Care lettrici, cari lettori
eccoci qui. Chiedo venia, ma questa volta credo che riuscirò meno del solito a trattenermi dallo scrivere una vera e propria lettera aperta. Perdonatemi se sarò retorico, perdonatemi se mi dilungherò e darò sfogo alla nostalgia. Non lo avrei mai creduto possibile: l’ultimo mio numero della Lucciola. Continua a leggere
Novantaduesimo minuto. Immobile va, tiene palla, punta l’uomo. È fresco, ha rilevato da poco Eder. Il difensore belga invece è stanco, incespica, non lo tiene. Allora Ciro serve a destra Candreva. L’esterno della Lazio si ferma, accarezza il pallone di un delizioso interno destro. Ha visto Pellè tutto solo, lo serve. Graziano si coordina, è ormai pronto… la palla gli arriva… BUM!!! Scaglia in porta il due a zero, e ogni italiano improvvisamente si riscopre nazione. Continua a leggere