Monthly Archives: giugno 2015

Storse la bocca. Fece finta di niente, ma la testa le doleva come se avesse dei chiodi infissi nelle tempie. Aveva la nausea. Chiuse gli occhi. Non passava.

Si alzò dalla sedia vacillando impercettibilmente, aveva bisogno di uscire. Quella Nausea senza poesia, senza filosofia, la faceva sentire fuori posto; percepiva chiaramente la vanità di tutto ciò che la circondava, come aria umida e appiccicosa sulla pelle, vagamente soffocante…

Si teneva su, continuava a respirare, continuava a non morire, per cosa in fondo? Qualche legame fin troppo forte che fin troppo spesso sottovalutava, non le permetteva di annegare nello sconforto, nella consapevolezza della gratuità, dell’inutilità.

Un’amara considerazione da nichilista, esistenzialista o ciò che vuoi, che unita alla banalità dei sentimenti umani ancora una volta confondeva la sua identità impedendole di fissarla in uno schema preciso, in un bianco o nero, in un appiglio solido cui aggrapparsi senza pensare troppo.  Si sentiva così effimera, così volatile.

 

MARGHERITA

E non so se ti amo non so se ti amerò, ma quando ti penso sorrido e quasi mi basta. Quasi però, lo sai, sono incostante, non è una scelta, sceglierei il contrario. Sono sfuggente. Il mio cuore lo è, come i miei pensieri distratti, fuggevoli, diafani. Ho paura di innamorarmi di un altro. Continua a leggere

Trappola

Esce dal labirinto di corridoi di quell’immenso edificio sotterraneo insieme ai suoi compagni. Si trovano in una sala non troppo ampia, dalle pareti spoglie e dal colore chiaro. Di fronte a loro si trova un ascensore multiplo, con quattro porte di vetro scuro. Appena sopra l’ascensore c’è un quadrante ricoperto di spie luminose. Ad entrambi i lati del quadrante vi sono tre pannelli rettangolari, dagli angoli smussati, simili a schermi di vetro smerigliato. Mandano un opaco bagliore verde. Oltre le porte si intravede un pozzo nero e ignoto. Continua a leggere

Una storia che vale la pena

Shhhhhhhh, ho detto, shhhhhhh. Sta zitto un momento e guardami. Sei pazzo anche tu? Che vuol dire che non lo sei? Io sarei pazzo?! Ma lo sarai te, tua madre e quel grande toro pieno di corna di tuo padre! Shhhhhh, ho detto, shhhhhh! Lo senti? Senti che sta dicendo la gente? Dice che siamo pazzi entrambi ma, ma io non ci credo. Io mi sento benissimo! Mai stato pazzo, credi a me… eppure in questa squallida società sembra che nessuno possa fare niente, e appena ti sporgi un po’ finisci che ti gettano in questo posto! Continua a leggere

Immunità paradossale

Quello squarcio azzurro di cielo. Così terso, così intenso, incorniciato dai rami di un pino. Quel dolce oscillare delle fronde, così rilassante, così irreale. E quei volti che facevano capolino nel suo tratto di cielo. Rovinavano la perfezione della scena. Ma cosa volevano? L’unica cosa evidente era che quelle facce impertinenti di sconosciuti laceravano il suo idillio. Continua a leggere

Il finale è sempre breve, passa veloce: arrivano per me le soglie di questo passaggio. Voglio rievocare ogni istante, immagini in movimento, un vortice, e poi annullarmi nel pensiero, che tutto corra via. Pensarvi come ricordi, che sottile dispiacere, volti e voci e mura colorate, voi che avete reso la mia storia interessante, che avete nutrito questi cinque anni. Voglio ricordarvi tutti come siete adesso, spezie della mia vita. Già i corridoi e le scale, dove cammino sicura, non mi appartengono più, li vedo farsi un poco lontani. Continua a leggere

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