Monthly Archives: marzo 2015

Il fumetto italiano non è morto

ImmagineEccoci quindi qui a parlare di fumetto, e in particolare di quello italiano. Secondo alcuni, esso ha ormai iniziato un declino che lo sta lentamente portando alla tomba, complice anche la “mala amministrazione” di una delle case editrici fumettistiche più importanti in Italia, la Sergio Bonelli Editore (da adesso in poi, per comodità, SBE). Prima di analizzare la situazione a noi contemporanea, però, diamo uno sguardo alla storia di questo medium nel nostro paese.

La nascita del fumetto italiano risale al 27 dicembre 1908, data in cui esce il primo numero del Corriere dei Piccoli,un supplemento domenicale illustrato del Corriere sella Sera. Lo stile di questo piccolo albo è tuttavia ancora ben lontano da quello moderno, basti pensare al fatto che al suo interno non troviamo balloons: le vicende sono infatti narrate da strofe in ottonari a rima baciata poste al di sotto delle vignette; questo perché la mentalità dell’epoca ancora non permetteva di concepire libri per l’infanzia (così erano ritenuti i fumetti) destinati al puro intrattenimento, motivo per cui, tra le altre cose, le storie che venivano raccontate avevano sempre valenza educativa. Continua a leggere

Alan Moore: l’autore di V per vendetta è un genio incompreso

Non c’è che da invidiare le opere di Alan Moore, ha sperimentato di tutto, romanzi, storie, canzoni di protesta e perfino pornografia. Comunque non sono nulla a che vedere con lo scempio che è stato fatto per cercare di tradurre i suoi fumetti su pellicola. Ne abbiamo tantissimi esempi: dal film di “V per vendetta, alla lega degli straordinari gentleman, “From Hell” o ancora “Watchmen”. Ognuno di questi, nato da un best-seller del fumetto, punto di riferimento per gli amanti del romanzo illustrato (termine migliore per definire i fumetti di Alan Moore), è finito negli scaffali del dimenticatoio di Hollywood da cui ogni tanto esce, riportato alla luce da folle di fan che presi dal ribrezzo vogliono darlo alle fiamme. Continua a leggere

Dove eravamo rimasti

Ogni volta che El-Hamdaoui fa un doppio passo, una scuola calcio in Marocco esplode.

Come promesso un mese fa, ci serviamo del povero attaccante viola per riaprire la diffamazione degli oscuri personaggi del pallone. Le regole sono sempre quelle: per essere oggetto di presa in giro su questo giornale non conta la fedina penale o l’ignoranza. Certo, meglio per noi se si hanno svariati precedenti per furto alla Conad e la prima comunione come titolo di studio, ma anche un cervellone senza anni di galera non deve sentirsi esente da frecciatine. Continua a leggere

Tanto

Silenzio nella brughiera tra inverno e primavera.

Nuvole d’uccelli che tornano al nido
In corsa sfrenata, spinti dalla Natura vera,
Persi nel muto strepito di un grido.

Fumo che si sparge sopra un lago immutato,
L’inutilità del vento che t’accarezza
E che non ti scalda davanti a quel creato,
Tronca le parole e le porta la brezza.

Illumina un Sole che soleva un tempo,
Una volta solo un raggio mi tocca
E ciò mi basta per imprimere in me stesso
Una cicatrice di quell’urlo che muore,
Penso.

Silenzio.

CENERE

Jerry Cliffordy

Questa è la storia del mio amico Jerry Cliffordy. Nato e cresciuto nel Tennessee Jerry era un ragazzo semplice di buone maniere, che rivolgeva sempre il saluto a chiunque incontrava anche se non lo conosceva. Era anche un po’ tardo ma io non gli davo troppa importanza. Egli era un poeta. Un giorno mi raccontò di un promontorio a strapiombo sul mare così alto che potevi vedere tutto l’oceano, le terre dopo di questo e, se ti ci impegnavi, anche quelle dietro la linea dell’orizzonte. Gli chiesi di portarmici. Mi rispose che aveva il terrore di tornarci. Gli chiesi, scherzando, se le vertigini gli facessero tremare le ginocchia, ma divenendo per la prima volta serio mi rispose: “Non ho mai temuto l’altezza ma ho sempre avuto paura di trovare una volta il coraggio per provare a volare”.

8

La Caduta

“Guarda fratello come splende l’aurora”, il giovane osservava le alte nubi rosate. L’altro si pose al fianco senza distogliersi dalla dolce vista del nuovo giorno. “Credo sia l’ultima per me, il sole non può tornare sui propri passi.”
“Perché sei stato così superbo? Perché generi dissonanza?” chiese l’altro. “Un tempo eri d’esempio per noi…”.
“Sai, penso che le stelle più luminose siano le più belle” disse il giovane “muoiono presto, è vero. Tuttavia brillano al culmine della gloria, della luce più impetuosa e abbagliante. Possiedono la grazia audace della giovinezza.”
A quel punto l’altro lo scosse afferrandogli il braccio:” Ma non capisci? Non vedi il tuo errore?”. Continua a leggere

Era così

La montagna aveva il sapore di ketchup, würstel e cioccolata calda con panna. Ma anche di sudore. Il suo primo approccio era stato traumatico. Si ricordava il sorriso dei suoi genitori che lo salutavano entusiasti mentre, per la prima volta, veniva trascinato dal maestro di sci verso i campi. Riusciva a malapena a slittare in avanti e l’unico risultato era la faccia nella neve bagnata. Così fredda e ostile. Non capiva proprio perché dovesse subire tutte quelle torture gratuitamente. Quella settimana pianse tutte le mattine fino all’ora di pranzo, quando finiva la scuola sci, e come premio poteva finalmente gustarsi le patatine fritte al calduccio. Continua a leggere

Molti sussurri

Prestateci orecchio poiché la nostra non è che l’ennesima voce fuori dal coro. Se potete, fermatevi, non avete nulla da perdere; dimenticherete le nostre parole prima che il giorno finisca. Vi invitiamo, voi che leggete queste righe con quel ridicolo sguardo assorto, a considerare di riflettere su qualcosa che una volta tanto esuli dall’incompetenza scolastica. Sta di fatto che per non affannare le eccessivamente le vostre testoline ottenebrate, ci limiteremo a dare un breve sguardo a qualcosa di non troppo ponderoso. Continua a leggere

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