Erranti parole

Erranti parole. Sfuggenti, troppo forti per attendere di essere scritte. Parole che si compongono da sole bruciandosi così, lettera dopo lettera, al pensiero di essere scritte su di un foglio, che avido si nutre riempiendosi di inchiostro e divorando pensieri al fine di imprigionarle per poi renderle a colui che sa coglierle. Continua a leggere

Era mattina

Era mattina, quella sera, quando M*** mi ha baciato.

Era mattina, eppure era notte fonda dentro di lui.

Pensavo fosse un nuovo inizio, la fine dei miei spasimi, e invece non fu niente di tutto ciò; i miei spasimi si acuirono, i miei affanni si moltiplicarono e le mie speranze, che pur avrebbero dovuto infrangersi, non lo fecero, divennero disperate, mi impedirono – e mi impediscono tutt’ora – di accettare la realtà. Continua a leggere

Non pensi

Non pensi di dover scappare? Non da me, ma con me. Migriamo attraverso verdi e morbidi prati verso alte montagne appuntite, bianche; lasciamoci avvolgere dalla candida neve e tuffiamoci in mare. Perdiamoci in mare. Nei suoi abissi. Lasciamoci colorare dalla vita e manteniamo questo patto. Questa tela che abbiamo tessuto senza neanche accorgerci. Non ti voglio rendere nero, mi piace il tuo essere trasparente. A te piace il mio nero. Seguiamo la vita, scivoliamoci dentro, bruciamoci con i suoi fuochi, camminiamo scalzi sulla sua terra, lasciamoci avvolgere dalla sua aria, bagnare dalla sua acqua. Cantiamo i suoi inni e balliamo sul destino.

ANGELICA

Sono nel bosco

Sono nel bosco e cammino, cerco la mia libertà tra i rovi di queste fronde. Respiro libera, la assaporo per poco, ho paura, è calata la notte. Strani ululati e ringhi sembrano seguirmi ovunque io vada, mi sento fragile, spaesata. Ma dentro di me nasce una sensazione che pensavo di aver dimenticato: sono lupo, gatto, serpente, aquila, verme. Ora quei versi che mi spaventavano mi sembrano voci familiari, e mi addormento, cullata dal vento. Una volta sveglia non riconosco più nulla e i rovi attorno a me sembrano una prigione. Chiudo gli occhi, respiro, e una volta riaperti le foglie del bosco si tingono di blu, e presto come queste tutto. Tutto blu. Vedo l’infinito.  Continua a leggere

Letterina di Natale

Caro Babbo Natale,

sono sempre io, è inutile chi ti dica chi, ti scrivo tutti gli anni e se mai ti capitasse di leggere le letterine che noi tutti ti mandiamo mi riconosceresti subito da come scrivo. Ti scrivo come ogni anno per chiederti i doni di Natale, poi come al solito fai di testa tua, quindi le cose sono due: o non ti frega niente di quello che ti scrivo, oppure devi assumere qualche elfo in più affinché ti dia una mano per fare ordine. Quest’anno, caro il mio Babbo, è diverso. Per farti comprendere di più devo aggiornarti Continua a leggere

Editoriali dei rappresentanti d’istituto (dicembre 2016)

Le parole sono importanti.

La frase è celebre ma sempre attuale. Le parole sono importanti perché contengono una realtà molto più vasta di quanto si possa immaginare nel semplice lasso di tempo necessario a pronunciarle. Perché, combinate insieme, permettono a più persone di comunicare in un mondo in cui la condivisione, nel senso più ampio del termine, è fulcro di ogni cosa. Questo perché le parole altro non sono che un versatilissimo strumento di Continua a leggere

Editoriali dei direttori (dicembre 2016)

È quasi Natale. Micheal Bublè e Mariah Carey escono dall’annuale letargo per invadere i nostri sterei, la gente compra lucine su lucine nemmeno dovesse comunicare col “sottosopra” dell’inflazionatissimo Stranger Things e si riaccende la violentissima faida tra sostenitori del panettone e del pandoro, una roba di una violenza che nemmeno Ivan il terribile, celebre ultras, saprebbe scatenarsi di più. Continua a leggere

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