Erranti parole

Erranti parole. Sfuggenti, troppo forti per attendere di essere scritte. Parole che si compongono da sole bruciandosi così, lettera dopo lettera, al pensiero di essere scritte su di un foglio, che avido si nutre riempiendosi di inchiostro e divorando pensieri al fine di imprigionarle per poi renderle a colui che sa coglierle.

Città di parole. Città dove le emozioni sono forti e sillabe errano libere come foglie che si lasciano guidare dal fresco vento d’autunno. Come libellule nascono e prendono il volo, poi, giunte a destinazione, muoiono divorate dalla carta.

BIANCA DELLA GUERRA

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