Category Archives: Manara

La-vo-ro, Il paradigma della politica

Il lavoro è senza dubbio l’attività che ha influenzato maggiormente non solo la vita di ogni individuo nella Storia, ma anche e soprattutto il percorso stesso della civiltà umana nei millenni. Non a caso il termine stesso, dal latino labor (“fatica”), racchiude in sei lettere una sfera semantica immensa: in senso lato, il lavoro è “qualsiasi esplicazione di energia volta a un fine determinato”. Ovvero la base di qualunque realtà non sia del tutto statica. Nessuna. Il lavoro, quindi, fin dalle radici si configura come movimento, essenza, fondamento della realtà stessa, tant’è che trattarne in questi termini porterebbe necessariamente a discutere di filosofia o, quantomeno, di fisica. Continua a leggere

I Re Sole dell’odierno universo

Quante volte in questi anni di dura frequentazione scolastica, preparandoci a guardare al futuro, gettando un occhio su quella Historia magistra vitae di ciceroniana memoria (o machiavelliana per chi ha memoria più breve), abbiamo sentito parlare di monarchia assoluta? Una forma di governo dominata da un re al di sopra delle leggi, che ci rimanda immediatamente al ‘600 o al ‘700, a Luigi XIV, alle monarchie austriaca e prussiana e chi più ne ha più ne metta.

Spesso però tendiamo a dimenticarci che questa realtà non appartiene solamente al passato Continua a leggere

Yucatàn: la terra della contraddizione

Il Messico è il Paese che più di tutti fa convergere in sé la contraddizione, l’eterogeneità,  la  meraviglia naturale, e al tempo stesso l’incredibile povertà e decadenza. Una terra ricca di un incredibile fascino, che trasmette nell’immediato  una  spensierata leggerezza. Qui bellezza e mistero creano le coordinate di un paesaggio dalle tinte diverse, pronto a conquistare i viaggiatori con tutta la magia delle sue suggestioni e dei suoi contrasti. Dal deserto alle foreste tropicali, dalla barriera corallina del mare Caraibico ai cenote, le meravigliose piscine naturali sotterranee, tutto è permeato da un’atmosfera unica che pare  voler custodire i segreti dell’antica civiltà Maya e rende queste terre luoghi tutti da scoprire. Continua a leggere

Quando il pedone diventa regina

Re, regina, due alfieri, due torri, due cavalli, otto pedoni, 64 caselle: uno schema precostituito che sembra ripetersi incessantemente in tutta la sua opprimente regolarità, come il penetrante rumore metallico delle lancette che scoccano persistentemente nella sorda notte. Un regime, quello degli scacchi, insovvertibile e apparentemente fittizio, ma che in realtà rispecchia più di quanto sembri quello del suo demiurgo, l’uomo.

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Le 13 vite e mezzo del capitano Orso Blu

Minipirati. Onde ciacoline. Spiriti coboldi. Gaglioffi delle spelonche. Bacherozzi delle montagne oscure. Un gigante senza testa. Una testa senza gigante. Un eterno tornado. Un’illusione imprigionata. Un principe di un’altra dimensione. Un deserto dolce. Un professore con sette cervelli. Un tyrannobalenottero rex. Brache da sabbie  mobili. Sabbie mobili pensanti. Un calderone infernale. Drammatici duelli di bugie. Un drago delle cloache. Gli invisibili. Natiffotti. Schifosi  scarafonchi.  La  valle delle cattive idee. Sgnacca. Semispettri. Un grande imbuto. Pericoli mortali.  Salvataggi  all’ultimo momento. Amore eterno… ma non anticipiamo troppo! Continua a leggere

C’era una volta un juju

In uno dei passi più crudeli ed ingloriosi della storia della filosofia, Hegel descrive l’Africa come una terra priva di razionalità, dove gli uomini vivono solo secondo passione, crogiolandosi nello stato di natura come selvaggi, senza una cultura e senza una storia degne del loro nome. Le affermazioni che il filosofo ha fatto sull’Africa durante le sue lezioni – compendiate nelle “Lezioni sulla filosofia della  storia” – sono famose per la loro ottusità e prive di qualunque interesse didattico. Rappresentano tuttavia con estrema precisione il pregiudizio antropologico che l’Occidente ha avuto in età moderna nei confronti delle culture africane o asiatiche. Continua a leggere

Dietro le quinte di Ragazzi di vita

Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, torna in scena  al  Teatro Argentina di Roma “Ragazzi di vita”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Pier Paolo Pasolini. Con la regia di Massimo Popolizio e la drammaturgia  di Emanuele Trevi, questa trasposizione teatrale riporta alla luce la fame di  vita  di quei ragazzi delle borgate romane che tanto avevano affascinato lo scrittore friulano, che trascorrono le giornate alla ricerca di qualche soldo e passatempi nuovi. Siamo riusciti a incontrare Lorenzo Grilli (Riccetto), Flavio Francucci (Begalone) e  Josafat Vagni (Agnolo) durante  le  prove  dello  spettacolo. Continua a leggere

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