Lo potevo fare anch’io
Tradizionalmente la nostra civiltà occidentale ha come obiettivo, nell’arte, la ricerca del bello. Quest’ultima, infatti, viene comunemente considerata una disciplina che debba ricreare fedelmente la realtà,
Tradizionalmente la nostra civiltà occidentale ha come obiettivo, nell’arte, la ricerca del bello. Quest’ultima, infatti, viene comunemente considerata una disciplina che debba ricreare fedelmente la realtà,
Il destino del mondo a colpi di racchetta
Sempre di più viene sconsolatamente sottovalutato, magari ritenendolo di serie B, magari un divertente passatempo, quello che, dopo aver
«Si direbbe che alzandosi sopra il soggiorno degli uomini si lascino tutti i sentimenti bassi e terrestri, e che a mano a mano che ci si avvicina alle regioni eteree l’anima sia toccata dalla loro inalterabile purezza»
(Jean-Jacques Rousseau)
Il saṃsāra occidentale è la vita quotidiana. Il divertissement di Pascal, il continuo affaccendarsi senza
La terribile delusione del post Italia-Svezia non è stata ancora metabolizzata dalla maggior parte del pubblico della Nazionale, complici anche le amichevoli che hanno visto gli azzurri impegnati contro Argentina e Inghilterra e che hanno rievocato i
Giovinezza
Arbusto
Se ne sta
Lievemente
Fragile e crudo
Spoglio e vulnerabile
Così
11/12/2017
Passa il tempo
troppo velocemente
Sulla corda tesa, in un labirinto di linee e rasoi cammino, ai margini di una costante confusione. Confusione di sentieri perduti, errati e il dolore… di lame furenti. Feriscono il cuore. Mente
Lei ha detto che era una femmina e io ho pianto, sono contenta che lo sia. E spero che sia anche stupida: è la cosa migliore per una ragazza in questo mondo, essere una bella oca giuliva!
(da The Great Gatsby)
A volte, quando sento qualcuno dire “chissà come mai tutti i più grandi geni erano infelici e soffrivano”, mi verrebbe da rispondere “ma sei stupido?”. Ma non pensate ch’io
Entrando saluto A che sta chiudendo il suo ombrello e, mentre salgo le scale, incontro l’addetto al rifornimento dei distributori di merendine. Ci scambiamo il buongiorno, come da un bel po’ di tempo a questa parte: una mattina di qualche anno fa gli chiesi scherzando se mi potesse dare uno snack di quelli che stava inserendo e lui mi rispose che
Inverno. Un pomeriggio cupo, freddo. Uno di quei pomeriggi sospesi nel nulla. La pioggia batteva forte contro le finestre e l’orologio riecheggiava nella stanza con quel suo irritante e nevrotico ticchettio, tic-tac-tic- tac,