Monthly Archives: giugno 2017

Uomo contemporaneo

Fare la spesa nel mare di specchi. Occorre solidità. Sei un oplita solitario. Hai perso la tua falange. Corri via da questi matti. Dove sta tua madre?

Sei stanco. Le mani sporche di sangue nemico. Avete lo stesso gruppo sanguigno. Sei rimasto sordo. Non vedi i suoni. Attacca. Attacca la tua armatura sulla tua anima. Morire per la patria è bello. Attendi la tua fine con un fine preciso. Hai davanti la sedia vuota. Continua a leggere

Quando avevo sei anni

Quando avevo sei anni ho conosciuto una signora sposata con Dio, ma che amava noi bambini anche se facevamo chiasso e riuscivamo a buttare giù un istituto. Aveva qualche chilo di troppo, beveva acqua in continuazione e il suo accento ricordava il lungomare napoletano. La sua canzone preferita era “A te” di Jovanotti, una volta mi ha mandato a posto con zero spaccato in storia perché le avevo detto che Continua a leggere

Armature

Si alzò faticosamente in piedi, facendo leva sulle braccia. Tentò di guardarsi intorno, ma un pesante velo nero e freddo gli copriva gli occhi. Sentiva la tempia destra pulsargli. Stancamente sollevò una mano e la portò istintivamente al viso; si sorprese quando la sentì urtare contro una dura lastra che pareva metallo. Poi ricordò; e con un gesto automatico e lento si sfilò l’elmo, lasciandolo scivolare adagio in terra. Continua a leggere

Silenzio

Silenzio. Null’altro che assoluto, indifferente assordante Silenzio. È il Silenzio il maestro migliore: il Silenzio, che ci mostra quanto i nostri sforzi siano vani e infondati, che ci disillude. Dall’appello che scrissi sul numero scorso nulla è cambiato: quella splendida creatura che pure ora mi è tanto odiosa ha continuato a condurre la propria esistenza, incurante della mia venerazione. Né ha senso illudersi che la mia invocazione non l’abbia raggiunta: so per certo che l’ha letta, e sono sicura non l’abbia fraintesa. Dunque perché spendere tempo e lacrime per comporre queste misere righe? Perché logorarmi dentro se tanto so che a nessuno importa? Non ha senso, ma cosa ce l’ha? A questo punto non resta che augurarsi che l’estate possa alleviare le mie pene, e sperare che settembre mi porti una miglior Fortuna.

Addio.

SISIFO

Un’immortalità mortale

Era stato un viaggio duro. Tanti sacrifici, tanti morti, tanta sofferenza. Egli era riuscito a sopravvivere e tornare a casa. Il regime era caduto, la guerra era finita e lui cosa ci aveva guadagnato? La moglie lo aveva tradito, ma la casa era rimasta sua, come il figlio che continuava ad aspettarlo. Ella continuò ad essere sua moglie ed entrambi finirono i loro giorni come se la guerra non ci fosse mai stata. Solo nella testa di Arturo era avvenuta la guerra. Egli era l’unico ad averla vissuta e così a portarsela con sé tutta la vita, senza però averla Continua a leggere

I saluti dei redattori

Non posso dire di lasciarvi dopo cinque anni di Lucciola, questo no, ma lascio il Manara dopo cinque anni di “servizio” e di studio. Una buona metà del quale sarà probabilmente concentrato in quest’ultimo sforzo per l’esame. Gli anni di servizio ne La Lucciola sono stati due soli, ma intensi e con più di qualche soddisfazione: avete presente Continua a leggere

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