Madre, lavanda
Mia madre è nata verde.
Come i suoi occhi.
Come la speranza.
Come Van Gogh.
Mia madre è nata carnosa e soffice. Continua a leggere
Mia madre è nata verde.
Come i suoi occhi.
Come la speranza.
Come Van Gogh.
Mia madre è nata carnosa e soffice. Continua a leggere
Fare la spesa nel mare di specchi. Occorre solidità. Sei un oplita solitario. Hai perso la tua falange. Corri via da questi matti. Dove sta tua madre?
Sei stanco. Le mani sporche di sangue nemico. Avete lo stesso gruppo sanguigno. Sei rimasto sordo. Non vedi i suoni. Attacca. Attacca la tua armatura sulla tua anima. Morire per la patria è bello. Attendi la tua fine con un fine preciso. Hai davanti la sedia vuota. Continua a leggere
“Cosa desidereresti alla mezzanotte, se si esaudisse qualunque cosa?” Chad serrò le labbra in un’espressione concentrata. Bess provò ad immaginare tutti quei desideri che gli frullavano nella mente rendendolo così indeciso, e ad un tratto si ritrovò a volerli realizzare tutti.
“Chiederei di rivederti”. Continua a leggere
Quando avevo sei anni ho conosciuto una signora sposata con Dio, ma che amava noi bambini anche se facevamo chiasso e riuscivamo a buttare giù un istituto. Aveva qualche chilo di troppo, beveva acqua in continuazione e il suo accento ricordava il lungomare napoletano. La sua canzone preferita era “A te” di Jovanotti, una volta mi ha mandato a posto con zero spaccato in storia perché le avevo detto che Continua a leggere
“Non sei una tipa che ama rischiare, non è vero, Hoffman?”. Samantha batté un piede per terra.
“Smettila subito, Luke! Tu non sai niente di me, e probabilmente mai saprai qualcosa! Smettila di parlare come se la sapessi!”
“E allora salta in macchina” Continua a leggere
Io sono una piccola anima che gira per le vie della città cercando di fare meno rumore possibile. E ce la fa. Sempre.
Sono una piccola anima che va alla ricerca di un amore folle, di amicizie eterne e del proprio equilibrio correndo su un filo sottile con in mano un bilanciere: una folata e sono giù. Continua a leggere
Si alzò faticosamente in piedi, facendo leva sulle braccia. Tentò di guardarsi intorno, ma un pesante velo nero e freddo gli copriva gli occhi. Sentiva la tempia destra pulsargli. Stancamente sollevò una mano e la portò istintivamente al viso; si sorprese quando la sentì urtare contro una dura lastra che pareva metallo. Poi ricordò; e con un gesto automatico e lento si sfilò l’elmo, lasciandolo scivolare adagio in terra. Continua a leggere
Silenzio. Null’altro che assoluto, indifferente assordante Silenzio. È il Silenzio il maestro migliore: il Silenzio, che ci mostra quanto i nostri sforzi siano vani e infondati, che ci disillude. Dall’appello che scrissi sul numero scorso nulla è cambiato: quella splendida creatura che pure ora mi è tanto odiosa ha continuato a condurre la propria esistenza, incurante della mia venerazione. Né ha senso illudersi che la mia invocazione non l’abbia raggiunta: so per certo che l’ha letta, e sono sicura non l’abbia fraintesa. Dunque perché spendere tempo e lacrime per comporre queste misere righe? Perché logorarmi dentro se tanto so che a nessuno importa? Non ha senso, ma cosa ce l’ha? A questo punto non resta che augurarsi che l’estate possa alleviare le mie pene, e sperare che settembre mi porti una miglior Fortuna.
Addio.
SISIFO
Era stato un viaggio duro. Tanti sacrifici, tanti morti, tanta sofferenza. Egli era riuscito a sopravvivere e tornare a casa. Il regime era caduto, la guerra era finita e lui cosa ci aveva guadagnato? La moglie lo aveva tradito, ma la casa era rimasta sua, come il figlio che continuava ad aspettarlo. Ella continuò ad essere sua moglie ed entrambi finirono i loro giorni come se la guerra non ci fosse mai stata. Solo nella testa di Arturo era avvenuta la guerra. Egli era l’unico ad averla vissuta e così a portarsela con sé tutta la vita, senza però averla Continua a leggere
Non posso dire di lasciarvi dopo cinque anni di Lucciola, questo no, ma lascio il Manara dopo cinque anni di “servizio” e di studio. Una buona metà del quale sarà probabilmente concentrato in quest’ultimo sforzo per l’esame. Gli anni di servizio ne La Lucciola sono stati due soli, ma intensi e con più di qualche soddisfazione: avete presente Continua a leggere