È davvero buona questa scuola?

Finalmente. Dopo settimane di dilazioni, rinvii, promesse e proclami, pare che a settembre (salvo imprevisti) vedrà finalmente la luce questa tanto dibattuta riforma della Buona Scuola di Matteo Renzi. Ciò che c’è di “Buono” nel progetto sono sicuramente i propositi, almeno quelli di facciata: niente più precari nella scuola, una squadra di docenti in grado di evitare supplenze, cambio di valutazione nella carriera scolastica, assunzione solo tramite concorso, trasparenza della scuola e abolizione delle procedure burocratiche più lunghe e gravose. Continua a leggere

I giovani come relitti nel mare del Nulla

Cosa significa nichilismo? Secondo Umberto Galimberti vuol dire – e affermare – che l’etica di vita, la virtù e i “valori supremi perdono ogni valore”.

Nel tardo Illuminismo, nel 1888, Nietzsche scriveva: “Il nichilismo è alle porte, lo capirete fra cinquant’anni.” Se ci guardiamo intorno (è sempre Galimberti a dirlo) dovremo convincerci che noi ce ne stiamo accorgendo dopo poco meno di un secolo e mezzo. E allora, seppure con ritardo, il “Nulla” e la distruzione dei valori (e dei diritti) è giunta paradossalmente con l’ascendere del tenore di vita, con lo sfrenato consumismo, con la tecnologia pervasiva e devastante; in una parola: col mondo globale in cui l’85% della ricchezza risiede nelle mani (e nelle tasche…) di pochi, mentre dilagano povertà e paura del futuro incognito. Continua a leggere

Traccia 1: Riguardo alla violenza

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Un’opinione diffusa associa la violenza all’ignoranza, alla mancanza di mezzi “civili” che possano sfogare e comunicare uno stato di disagio. Ne “La manomissione delle parole”, Gianrico Carofiglio sostiene che la violenza sia la reazione ad un’insufficienza verbale. La lingua è potere, in quanto facoltà di nominare le cose e di esercitare su di esse controllo e ordine. Un lessico limitato riduce la possibilità di espressione e di analisi, quindi la realtà prende il sopravvento sull’uomo, che prova paura, inadeguatezza, e odio e commette atti di forza.

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Apologia dello stereotipo

Stereotipo. Ancora una volta: stereotipo. Che riecheggi nella testa, che si dica ad alta voce: stereotipo. Cosa viene in mente? Su questo ognuno può avere un pensiero differente, ma a dispetto delle diverse opinioni oggi si vuol dimostrare come forse occorra fare delle distinzioni a riguardo e perché lo stereotipo non sia poi maligno e, anzi, in alcuni casi utile, se non necessario. Ci si rende conto di dover procedere con guanti, pinze, maschera, tuta hazmat e piedi doppiamente rinforzati di piombo quando si parla di tali questioni (anche perché qui le code di paglia, e non solo, prendono fuoco che è una meraviglia) ma andiamo avanti con la prima cosa che il liceo classico insegna a guardare: l’etimologia. “Sτερεός” significa “duro, rigido”, mentre “τύπος” sta per “forma, figura”. Continua a leggere

Possiamo ancora chiamarla Caput Mundi

Sono un tipo a cui piace molto viaggiare. Girare il mondo, e in particolare l’Europa, è uno dei miei sogni nel cassetto: le varie capitali, le città di mare, i borghi dell’entroterra, le località di montagna sono tutti luoghi ambiti da chi è attratto dal diverso e dal multiforme e ha sete di conoscenza. Spesso mi capita di ripetere a me stesso che devo viaggiare e uscire dal mio “territorio”, perché voglio conoscere differenti culture e stili di vita. Spero di riuscirci in un futuro più o meno prossimo.

Eppure sento di poter dire di essere, al pari di voi, più fortunato degli altri. Questo perché viviamo in una città che il mondo intero brama di  visitare  e  conoscere:  Roma,  una città  dalle caratteristiche non rare, ma uniche. Continua a leggere

Antiche forme d’arte… marziale

Questo mese, quando il nostro (BEL!) Direttore è venuto ad intimarmi incoraggiarmi a scrivere un articolo, ha aggiunto una postilla interessante: “Davide – mi ha detto- se scrivi ancora di film o fumetti io ti calcioroto”. Certo, non ha usato queste precise parole, né alcun tipo di allusione a una qualsiasi forma di violenza fisica, ma sono abbastanza sicuro che la sostanza fosse questa. Dunque, ritiratomi nella mia stanzetta a meno di un giorno dal limite per consegnarlo, mi sono chiesto: “Mmm, di cosa mai potrò parlare, ordunque?”. La risposta è arrivata insieme al puzzo di morte e di antica cultura cinese che si sollevava dalle mie scarpe da ginnastica: Gong Fu.  Continua a leggere

Morandi al Vittoriano: una pittura sorprendente

La mostra tenuta al Vittoriano dispone le opere di Giorgio Morandi seguendo sia la sua vita, sia le tecniche usate, quindi sarà necessario accostare la biografia e la crescita del pittore alla descrizione delle zone della mostra. L’organizzazione dell’evento è stato affidato a Maria Cristina Bandera, direttrice della fondazione Longhi e specialista di Morandi, che già aveva allestito diverse mostre sul pittore bolognese tra cui anche quella al Metropolitan Museum di New York. L’esposizione ha come obbiettivo la prosecuzione di un percorso sull’arte italiana del ventesimo secolo, iniziato nel 2012 con Renato Guttuso e passato attraverso la mostra tenutasi nel 2013, dedicata a Cézanne e ai pittori italiani influenzati dal padre dell’Impressionismo, e quella del 2014 su Sironi. Continua a leggere

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