Aristofane: un aristocratico non convenzionale

Il volto inedito del commediografo ateniese, tra femminismo e impegno civile

Aristofane, uno dei massimi esponenti della commedia arcaica e, ahinoi, l’unico del quale ci siano pervenute alcune opere complete (undici, per l’esattezza), è universalmente noto per il suo modo singolare e innovativo di comporre commedie. Sebbene a scuola venga riconosciuta e studiata la sua genialità, spesso i suoi scritti vengono letti per poi essere lasciati fluire nei meandri più reconditi della nostra coscienza e in seguito dimenticati, poiché presi in considerazione esclusivamente nelle ore di greco, come oggetti di studio. Continua a leggere

Le “Anime Oscure” di Bertold Brecht

Tra le opere del drammaturgo di Augusta e Dark Souls III: qual è la poetica dei giorni nostri?

Sì, questo avrebbe dovuto essere un brillante e frizzante pezzo sulla poesia di Brecht, un articolo che avrebbe dovuto rilanciare tra gli studenti l’efficacia narrativa di un così grande poeta, forse troppo misconosciuto in Italia per la sua produzione lirica, ma che certamente merita di essere annoverato tra i più grandi letterati tedeschi del Novecento. Messo di fronte al computer però sorge dentro il mio già turbato animo un interrogativo forte, vero, definitivo: “Adesso dovrei scrivere su Brecht dopo aver passato tutta la settimana a giocare a Dark Souls III” invece di fare tutte le appropriate ricerche sul caso pretendendo di fare l’intellettuale vero?” Continua a leggere

Lunga vita all’Hamlet!

“There is nothing either good or bad but thinking makes it so”

Amleto-National Theatre Live è un adattamento della tragedia shakespeariana, diretto da Lyndsey Turner, prodotto dalla Sonia Friedman Productions e rappresentato al Teatro Barbican di Londra dall’agosto all’ottobre scorso ottenendo un incredibile successo, con vendite record di oltre 100.000 biglietti. Continua a leggere

L’imperdibile Jeeg Robot

Un supereroe all’ombra del Colosseo, tra malavita e umorismo romanesco

Quando nelle sale italiane entra l’inconsueto, il prodotto si aggira su due poli: pessimo oppure ottimo. Per “Lo chiamavano Jeeg Robot” ne è nato un terzo: fantastico. La trama si sviluppa intorno al personaggio di Enzo Ceccotti, il quale, fuggendo da una rapina che egli stesso aveva compiuto, si butta nel Tevere ed entra in contatto con dei rifiuti tossici. Così nascono i suoi superpoteri, ma ancora ignaro si dirige da Sergio, membro dell’associazione criminale guidata dallo Zingaro, per vendergli un orologio. Continua a leggere

I David di Donatello tra ingiustizie e rivelazioni

Tra capolavori di originalità come “Lo chiamavano Jeeg Robot” e il sopravvalutato “Quo vado?”: il controverso futuro del cinema italiano

La sessantunesima edizione dei David di Donatello si è svolta lo scorso 18 Aprile. Sugli esiti della cerimonia, c’è ben poco da dire: eccezion fatta per i premi a “Lo chiamavano Jeeg Robot” (in particolare per il bravissimo Luca Marinelli), tutto il resto è stato un vero e proprio scempio. “Perfetti sconosciuti”, film piuttosto modesto e poco convincente, diretto da Paolo Genovese, la cui filmografia farebbe inorridire chiunque (come dimenticare “Immaturi” e “Immaturi – Il viaggio”, niente di dissimile dai nostri soliti cinepanettoni?), risulta sopravvalutato in maniera spaventosa. Ma ciò che più atterrisce è senza dubbio il fatto che “Non essere cattivo”, unico film veramente degno e significativo di questa edizione, non sia stato minimamente considerato. Continua a leggere

Gersh-wins: tra jazz classico e moderno

George Gershwin, l’uomo che portò il jazz nel sancta sanctorum dei generi musicali

Arrivato ad uno degli ultimi numeri della Lucciola su cui scriverò, non potevo non parlare di uno dei più grandi musicisti del ‘900, uno che riuscì a sintetizzare musica popolare e musica classica, e che elevò il jazz a genere colto e non popolare, colui che, chiedendo lezioni di piano a Maurice Ravel, fu liquidato dal compositore francese con: “perché vuoi diventare un mediocre Ravel quando già sei un buon Gershwin?”.

Insomma, è il genio di George Gershwin di cui sto parlando. Continua a leggere

L’Io, il Mondo e il Flying Spaghetti Monster

Uno sguardo sul mondo del Pastafarianesimo, religione tollerante quanto esilarante

Premessa: il seguente articolo è scritto al solo scopo divulgativo. Non c’è in esso alcuna intenzione di catechizzare il lettore e di spingerlo a convertirsi alla religione del Pastafarianesimo, di cui d’altronde nemmeno lo stesso autore si sente di far parte, essendo già legato a un altro credo religioso. Tuttavia, la crescente popolarità di tale confessione e un’innegabile attrattiva che essa esercita su un numero sempre crescente di persone, unita al messaggio di pace e fratellanza di cui questo culto vuole farsi portavoce, rappresentano per lo scrivente un motivo sufficiente per parlarne.

Il Pastafarianesimo è un’antica religione, esistente già da centinaia di anni, la cui Chiesa ha però deciso di rivelarsi al mondo intero solo di recente, dopo essere rimasta a lungo nella segretezza per paura che il proprio messaggio non venisse compreso. Continua a leggere

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