Pensieri

Pensavo ai colori.

Al loro profumo.

Mi chiedevo spesso se il nero ridesse e pensavo che se si fosse sentito solo gli avrei fatto compagnia io.

Mi chiedevo anche se davvero la morte fosse nera, perché non potesse essere gialla come l’isteria o bordeaux come la passione. Continua a leggere

Flusso di coscienza

A me stesso.

Sono a Catania, alle brutte mi aiuto con Google. Inaspettatamente il viaggio è andato bene, ma il numero di notti in cui ci saranno i nostri amici me lo ero appuntato (con una biro semi scarica) su un angolo della brochure del Festival di Roma. Non mi ricordo cosa ci fosse scritto: chiederò in giro. Comunque, Velletri vista dal tuo profilo Facebook sembra essere un imperativo. Bisognerà tornarci. Continua a leggere

Editoriali novembre 2016

Cari vecchi e nuovi lettori della Lucciola, bentrovati e benvenuti.

Esce finalmente questo primo numero di novembre in un clima non poco stimolante. Tutti attendiamo frementi la data del referendum costituzionale, il tema forse più discusso di questi ultimi tempi. Tutti hanno detto la loro in materia, da politici a costituzionalisti, da esperti e meno esperti, da personalità illustri e perfino dal rapper Continua a leggere

Ai nostri illusi amici del Sì

Una critica ai difetti della nuova costituzione e alle motivazioni dei suoi sostenitori

Le ragioni che porteranno gli Italiani a scegliere fra il Sì e il No sono molteplici e disparate. Le opinioni favorevoli sull’attuale presidente del Consiglio e sull’operato del suo governo, il desiderio di cambiamento, la convinzione che questa riforma avrà un impatto positivo, il timore di favorire le fazioni politiche rivali, l’aspirazione alla stabilità politica e finanziaria sono le legittime motivazioni di chi voterà a favore della nuova costituzione. Ad animare il fronte opposto sono invece la consapevolezza delle intemperanze di questo esecutivo e dei suoi membri, la diffidenza verso le discutibili buone intenzioni di questi ultimi, la volontà di appoggiare il partito d’opposizione in cui si crede – senza palesare, come qualcuno ha sostenuto, l’intenzione di lasciare tutto così com’è, ma anzi promuovendo un rinnovamento a un livello politico piuttosto che costituzionale – e, ultima per ordine ma non per importanza, la coscienza dei difetti del testo di legge su cui voteremo. Continua a leggere

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