Editoriali novembre 2016

Cari vecchi e nuovi lettori della Lucciola, bentrovati e benvenuti.

Esce finalmente questo primo numero di novembre in un clima non poco stimolante. Tutti attendiamo frementi la data del referendum costituzionale, il tema forse più discusso di questi ultimi tempi. Tutti hanno detto la loro in materia, da politici a costituzionalisti, da esperti e meno esperti, da personalità illustri e perfino dal rapper Bello Figo, notoriamente impegnato in politica e attualità. Chi non sa chi egli sia non sa cosa si perde. Chi lo sa, be’, può benissimo immaginare quali eccelsi contributi abbia fornito al dibattito. Ma cultura trash/pop a parte, va riconosciuta la cruciale importanza della scelta da prendere tra poco. Ovvio che questo giornale si rivolge ad un pubblico che per la maggior parte non parteciperà a queste votazioni, ma riteniamo personalmente ritengo che il dibattito, se costruttivo, sia sempre un ottimo esercizio per esercitare il proprio senso critico e mettere alla prova le proprie credenze e idee. Poco importa se il 4 dicembre non potrai recarti al seggio: un giorno avrai l’occasione di ringraziare la tua formazione di questi anni, classica, di quelle che non si vedono molto in giro, unitamente a quella che non si acquisisce dai libri di scuola, ma dall’informazione, dalla critica, dalla discussione, che poi è la vera chiave della libertà.

Vi auguro quindi, con ciò, una buona lettura, sperando apprezziate quanto presente in questo numero.

FRANCESCO PASSARETTI

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“Non puoi distrarti un attimo, che il mondo va a farsi benedire”

Ed è proprio vero: la Lucciola si ferma per quei tre mesi di meritata vacanza concessaci dall’estate e succede di tutto: Brexit, terremoti, elezioni presidenziali, colpi di stato, attentati… C’è da diventar matti! Ma tutti questi avvenimenti epocali non sono minimamente comparabili a uno sconvolgimento di ben diversa entità, le cui terrificanti conseguenze appaiono concrete e tangibili ai vostri occhi in questo esatto momento: il nostro (BEL!) direttore Alessandro Vigezzi ci ha infatti purtroppo lasciati, ma almeno abbiamo la certezza che ora si trova in un posto migliore – vale a dire la facoltà di medicina de La Sapienza. Ultimo suo atto prima di passare a miglior vita – quella dello studente universitario – è stato di affidare il nostro amato giornale alle cure mie e di Francesco Passaretti: un atto di cui chi ben lo conosceva non si spiega la sconsideratezza. Ma tant’è: noi, da parte nostra, ci impegneremo a fare del nostro meglio per tenere alto il nome del nostro insetto preferito; voi, dal canto vostro, impegnatevi a sopportare i casini che ne deriveranno.

Piccola postilla: ogni editoriale scritto da me inizierà con una citazione. Vediamo chi è così bravo da beccarle tutte!

DAVIDE RUBINETTI

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