Chi l’ha detto che i cartoni sono roba da bambini?

Il 30 dicembre 2015 esce nelle sale Anomalisa, diretto da Charlie Kaufman (sceneggiatore di Eternal sunshine of the spotless mind e Being John Malkovich) e Duke Johnson (ricordato per le serie Moral orel, Frankenhole). Il film racconta di Michael Stone, un famoso oratore motivazionale ed esperto di servizio clienti, durante il suo viaggio a Cincinnati, dove terrà un seminario in occasione dell’uscita del suo ultimo libro; qui incontra Lisa, una donna Continua a leggere

Il potere della Nona Arte

Come il fumetto riesce a convogliare sentimenti e messaggi profondi e seri

Impeto, desiderio di rivalsa, solitudine, cinismo. La rivoluzione silenziosa prende voce: è il grido strozzato di emarginati, disadattati, di una generazione giovane e smarrita, che stenta a riflettersi in una società difficile e ottusa. A tutto ciò hanno saputo dar linfa le menti de “La Rabbia”, antologia di fumetti pubblicata da Einaudi Stile Libero e approdata in libreria il mese scorso: otto storie affidate al genio creativo Continua a leggere

“Didone, per esempio” – Quando i classici diventano irriverenti

L’antichità classica è quella roba antica con cui noi, classicisti disperati, abbiamo a che fare ogni giorno, anche più di quanto vorremmo. È quel qualcosa che, nonostante il grande amore che nutriamo nei suoi confronti (tale da aver scelto un liceo come il nostro), anche solo a nominarlo, subito richiama alla mente dei più le immagini di vecchi antri di musei, teche piene di reperti chiusi lì dentro a prendere polvere da chissà quanto tempo, busti che ti guardano con un’aria arcigna e talvolta piuttosto indagatoria. È, insomma, quell’insieme di storie e di nomi troppo lunghi e astrusi da ricordare, che tendiamo a chiudere nella soffitta del nostro cervello, nei meandri più remoti della nostra mente. Ed è proprio di questo che Mariangela Galatea Vaglio si ostina a parlare, raccontando di Continua a leggere

Revolution Radio. Una recensione

I Green Day tornano sulla scena con un nuovo album, ma non tutto va come sperato

Da vecchio fan sfegatato quale sono, quando i tre di Berkeley hanno annunciato l’uscita del loro dodicesimo album in studio, ero a godermi le meritate vacanze nel freddo gelido di Amsterdam (sì, lì fa freddo anche ad agosto). Come un bravo schiavo dei social network che si rispetti, quella mattina aprii Facebook e mi trovai davanti la copertina del nuovo album dei Green Day, Revolution Radio: una radio che prende fuoco e la rivoluzione. “Green Day, finalmente siete tornati!”. Continua a leggere

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