Libertà volterriane
Non sono d’accordo con te, ma morirei affinché tu possa uccidermi.
MARIA VITTORI
Non sono d’accordo con te, ma morirei affinché tu possa uccidermi.
MARIA VITTORI
Ripassare
assorta
in questo fresco
lieve
in classe.
Raggi di sole
dalla finestra.
Vociare
tra i banchi.
Silenzio fuori.
Pensieri in testa.
GAIA R
Fuoco.
Scoppiettante e pungente calore.
Si discioglie tra i battiti di un cuore ormai sterilizzato.
Purezza.
Smusso gli spigoli della mia anima con il gas di un accendino scarico.
Soffoca tra le pareti dei polmoni e si infrange contro un muro di vergogna.
Sangue.
Lentamente si fa strada sul cemento.
Una pozza di tempera vermiglia macchia questo quadro asciutto.
E annego tra gelide fiamme.
GINEVRA
E’ triste accorgersi di come le afflizioni del mondo non trovino conforto. L’umanità sembra aver perduto la “speranza dell’altezza”, per citare un uomo che oltre l’Inferno ha avuto il privilegio di osservare l’Altissimo nella luce beata del Paradiso. Ma dov’è la luce? Dov’è Lui? La Sua creazione svanisce, distrutta e insozzata dai Suoi stessi figli. Chi ancora vi dimora, col tempo inizia a chiedersi come possa Dio tacere di fronte allo scempio dell’Uomo.
Tutti parlano di politica, ecologia, guerra, religione ma nessuno si è posto domande riguardo la cosa più importante e centrale in tutto questo: l’uomo. Lasciando da parte le nostre convinzioni bisognerebbe inizialmente considerare se tutto il discorso che stiamo per fare ha realmente un senso o meno. La mattina ci alziamo, facciamo colazione, andiamo a scuola, pranziamo, studiamo, ceniamo, usciamo, dormiamo, viviamo… lasciando poco spazio a noi stessi e a ciò che può sembrarci importante nell’esistenza: semplicemente continuiamo a rimandare sperando che il tempo arrivi da sé.La nostra stessa presenza su questo mondo è quindi infelice, anche se qualcuno potrebbe affermare il contrario… cos’è che rende felice questo mondo? Continua a leggere
Penso sotto le coperte. Con le mani avvolgo il cuscino freddo e caldo, sopra e sotto. Ecco di nuovo quel formicolio, dalle gambe alla punta delle dita. Il soffitto è un foglio nero su cui risaltano i colori di sogni e ricordi mischiati; sorrisi e sguardi loquaci, forse solo mie impressioni, o felici e malinconiche illusioni.
Buio. Continua a leggere
– Mi consuma. – Ci sono cose che non potrai mai perdonarle. Cosa devi perdonare? La odi e basta sentendoti pienamente in diritto di farlo. Cuffie prepotentemente ficcate nei timpani, la guardi e non sai se piangere o sorridere. Lei lo sa? Ogni tanto ti assale il dubbio che non sia così … ma lo speri. Nel suo mondo di plastica presa solo dalla data di scadenza dei ravioli G Rana. Forse sta solo fingendo di non vederti. -Perché non mi ascolti? Non mi ascolti mai. –