Author Archives: Alessandro Vigezzi

Vapore

Non c’era certezza, quella mattina; premevi il naso (freddo, freddissimo) contro il vetro della finestra in soggiorno; guardavi i raggi del sole riflettersi sulla strada, lontana. Sicuramente è colpa della luce, pensasti; rende chiaro tutto. Chissà… La visione sull’esterno cominciava ad annebbiarsi, a causa del vapore prodotto dal tuo respiro lento e profondo; ti sentisti meglio, allora, in quelle immagini indefinite. Continua a leggere

I corpi sbiaditi

Osservare, l’osservare è una cosa diversa dall’avere gli occhi aperti. Ho provato ad aprire gli occhi e a togliermi di dosso la loro pigrizia, dovuta un po’ all’abitudine e un po’ alla noia. Mi sono accorta di quanto sia interessante accorgersi delle piccole cose, delle piccole persone, che poi sono dei piccoli personaggi. I personaggi che mi circondano e che grazie all’attenzione di qualcuno che si è levato lo sguardo pigro di dosso diventano importanti e li leggi nei libri e li vedi nei film. Camminando mi trovo accanto ad un ragazzo. Continuo accanto a lui. Lo ascolto, sì, perché parla al telefono. È fuori per lavoro e abita in una casa con le finestre rosse, dice che a Roma si riconosce la sua casa con le finestre rosse. È tutta sua quella casa. Chiude la chiamata. Si gira, continuo dietro di lui, lui controlla se qualcuno lo sta seguendo. In effetti ci sono io, ma continuo camminando e non mi fermo. Lui si era girato ma non si era accorto, lo faceva sempre prima di ritirare al bancomat, “non si sa mai”. Ritira e ricomincia la corsa, sì, perché va veloce, sempre per quello che gli permettono i pantaloni da cui sbucano le mutande grigio-verde. Fa passi lunghi ma scoordinati, sì, perché oltre al fatto dei pantaloni ha un braccio rotto e quindi un gesso pesante che gli parte dalla mano e arriva fin sotto la spalla. Il gesso lo nasconde un po’ sotto la felpa larga, sul blu. Quando cammina fa rumore, “blablablasdrushsrushdilndlindlin”, parla al telefono, poi smette, trascina un po’ i piedi e c’è un continuo rumore di chiavi, quelle della casa con le finestre rosse. Finita una chiamata ne aspetta un’altra, ma stavolta non di lavoro, stavolta aspetta con ansia, un po’ agitato. Aspetta, ma poi non ce la fa più, la chiamata la fa lui. Ci tiene a quella persona e anche se è agitato ha fretta ed è circondato da rumori che lui stesso provoca, parla in modo dolce, calmo. Si ferma, semaforo. Sono accanto a lui, occhi chiari chiari chiari, belli, verdi, un po’ azzurri, la pelle è abbronzata ma non scura. Guardandolo penso al papà di Arturo, il bimbo che a Procida era un principe, anche se si vestiva di stracci. Verde, lo lascio andare.

SOFIA NAGLIERI

Il Viaggio della Memoria degli studenti del Manara

Di recente, cinque studenti del nostro Liceo Classico hanno partecipato al Viaggio della Memoria ad Auschwitz-Birkenau, organizzato dal Ministero dell’Istruzione, nell’ambito di un progetto in collaborazione con la Rai. Il progetto consisteva nel raccontare in diretta il viaggio attraverso la pagina Facebook Viaggio della Memoria 2016  Continua a leggere

Editoriali Novembre 2015

Il mio secondo primo editoriale. Una circostanza credo del tutto inedita nella storia della Lucciola, ma che tuttavia mi infonde ancora più entusiasmo. L’anno scorso abbiamo lavorato con impegno, portando avanti la rivoluzione iniziata due anni fa dai grandi Guido Panzano e Luca Zammito, persone eccezionali che non finirò mai di ringraziare per tutto quello che hanno fatto per me, per il Manara e per il nostro giornale d’Istituto. Continua a leggere

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