Superficialità
Tutti a guardar le stelle
Nessuno che si perde
Nel bianco mantello delle nuvole.
Tutti a cercare la luce nel buio
Nessuno che ammira la luce
Quando luce c’è già.
ELEONORA PAPOTTO
Tutti a guardar le stelle
Nessuno che si perde
Nel bianco mantello delle nuvole.
Tutti a cercare la luce nel buio
Nessuno che ammira la luce
Quando luce c’è già.
ELEONORA PAPOTTO
La mia anima
appartiene al mare
Alle onde sibilanti
Che sussurrano
Dolci parole ai folli amanti.
Ascolto il richiamo
Della profonda distesa.
Trema il corpo
Freme la pelle
“Vieni, perditi in me”
Preghiera del mare.
Stordita e ammaliata
Osservo il mio spezzato ritratto
A terra il mio corpo
La mia anima in acqua.
ELEONORA PAPOTTO
Che poi la verità è che la vita è un classico. Un liceo classico dico. Che quando stai giù ti butta ancora più a terra: ti prende per i piedi e ti trascina nel baratro. La verità è che piacerebbe a tutti in alcuni momenti fare una pausa dalla vita: un salto in un mondo trascendentale, un po’ di pace nell’anima e poi pronti a ripartire. Ma la vita non ti aspetta, come i professori al liceo classico: loro vanno avanti. Anche se hai la febbre. Sarebbe più facile essere in un’altra scuola, scappare. Ma forse un giorno capirò che il classico mi ha formato non solo culturalmente. Ieri, ad esempio, pensavo che il classico mi ha salvato la vita. Oggi voglio andare al linguistico.
ROSSO
Sono rimasta senza vita.
Sono rimasta aggrappata ad una nuvola.
Ha piovuto ed io sono caduta con la pioggia e come la pioggia, goccia per goccia, sono tornata a terra.
E come una goccia mi sono ritrovata a sparire tra le crepe del terreno.
La terra beve tutto, mi prende e prosciuga. Mi ha tolto la voglia di vivere.
E forse ora vorrei solo sparire per volare libera.Ho bisogno di essere libera.
Mi sento obbligata e costretta da questo terreno che non mi fa respirare.
Vorrei tornare ad essere una nuvola, libera, guardare da lontano, ascoltare la musica dell’anima, nel cielo, leggera, sola con tutti… volerei insieme al vento e bacerei il Sole della Vita.
ROSSO
La prima confessione
Questo che avete per le mani è forse il documento più pericoloso che voi abbiate mai ricevuto. Sicuramente qualcuno di voi ha altro, ma per me e per molti che valgono più di quanto gli si possa dare valore, è un documento che le persone non dovrebbero leggere (questa frase sinceramente non l’ho capita). Voi cristiani così convinti. Non sono un satanista, né qualsiasi altra cosa voi conosciate. Il padre che invocate si guarda bene dal nascondermi. Continua a leggere
Ho perduto molto nel corso della mia vita ed altrettanto, a ben rifletterci, mi è stato concesso. Mentirei se dicessi di non aver desiderato né di desiderare più di quanto ho avuto, ma in una triste quanto aleatoria logica d’equilibrio, questa è stata la parte di gioie e rimpianti che la sorte ha decretato miei. Fin da bambino mi sono interrogato sul futuro, l’interesse che nutrivo per le infinite vie del fato era, di fatto, morboso e più d’una volta le insegnanti avevano discusso con mia madre circa la preoccupante incapacità di suo figlio ad intessere rapporti sociali. “Deve togliergli quelle carte”, le dissero. “Non è sano per la sua età.” Continua a leggere
Gli opposti non si attraggono
O meglio si avvicinano, si sfiorano
Ma seppur attratti
Vivono vite parallele, senza intrecciarsi.
Allo stesso modo i simili,
Si accostano.
Ma combattono, nemici,
senza accorgersi
La stessa guerra.
Poi ci siamo noi
Imperfetti con chiunque altro.
Uno sporgente di quei difetti
Che mancano all’altro.
Completi solo insieme.
Le cui vite si intrecciano
E diventano un unico percorso.
ELEONORA PAPOTTO