Editoriali Novembre 2015

Il mio secondo primo editoriale. Una circostanza credo del tutto inedita nella storia della Lucciola, ma che tuttavia mi infonde ancora più entusiasmo. L’anno scorso abbiamo lavorato con impegno, portando avanti la rivoluzione iniziata due anni fa dai grandi Guido Panzano e Luca Zammito, persone eccezionali che non finirò mai di ringraziare per tutto quello che hanno fatto per me, per il Manara e per il nostro giornale d’Istituto.

Ora abbiamo un blog che è stato visitato da oltre quattromila persone in meno di un anno, una pagina Facebook con cui condividere i nostri contenuti, e un’impostazione grafica solida che cerchiamo di migliorare costantemente, mese dopo mese. Abbiamo creato, insomma, un meraviglioso strumento per esprimere le idee degli studenti. Chiamateci idealisti, ma siamo convinti di una cosa: il Liceo Classico ci dà delle conoscenze e unaforma mentis straordinarie, che però, forse, non sfruttiamo come potremmo. Studiamo (o dovremmo studiare) in profondità la storia, ma nessuno ci insegna ad applicare quella capacità di analisi, riflessione e pensiero critico che ne deriva a ciò che accade adesso, intorno a noi, con il risultato che molti cadono nell’ignoranza e nei luoghi comuni… per il semplice fatto di non essere allenati ad almeno provare a fare tutto questo. Il presente viene abbandonato a qualche post su Facebook, mentre la nostra creatività e personalità spesso non trovano grandi spazi. Studiamo i grandi autori del passato senza avere mai la possibilità di iniziare a misurarci con loro e di impiegare il sapere che abbiamo acquisito e le nostre qualità individuali. Come possiamo fare tutto questo in futuro, al di fuori della scuola, se non proviamo a farlo adesso? È qui che affondano le radici della crisi che sta attraversando il Liceo Classico, e forse, tutto il mondo di oggi.  Ecco, noi siamo convinti che La Lucciola sia il nostro guanto di sfida al mondo, umile ma allo stesso tempo anche audace, un piccolo giornale dove ci si possa esprimere in maniera più profonda delle poche righe di un social network. Vi promettiamo che anche quest’anno cercheremo di fare del nostro meglio.

Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno collaborato all’uscita di questo numero, i nostri fantastici redattori e disegnatori, senza le cui idee queste pagine sarebbero bianche: perché La Lucciola è soprattutto una bellissima esperienza, in cui si ha la possibilità di confrontarsi con persone dagli interessi simili o diversi, di lavorare in squadra e di migliorarsi a vicenda. Ringrazio in particolare i nostri lettori: siete voi che, con il vostro interesse, ci spingete ad andare avanti.

Scusatemi se mi sono dilungato, adesso la finisco: tutto ciò che conta è nelle prossime pagine. Con la speranza che possiate trovare qualcosa di vostro gradimento, auguro a tutti buona lettura.

ALESSANDRO VIGEZZI

 

È difficile scrivere un editoriale. Decisamente difficile. Il rischio è sempre quello di scadere nel banale ma direi che l’ho già fatto visto, che lamentarsi della difficoltà di scriverlo è anch’essa una cosa banale. Pertanto, ora che il danno è fatto, non mi resta che condividere con voi quanto sia felice di partecipare ad un progetto come quello della Lucciola, una roba che ha pochi eguali e di cui quest’anno possiamo essere particolarmente orgogliosi, visto il “numero 0” pubblicato dal Miur e distribuito alla cerimonia di apertura dell’anno scolastico 2015/16 (di cui potete trovare tutte le informazioni necessarie tra gli annunci) e vista la collaborazione iniziata con l’Associazione Rinaldi, che promette grandi cose. Questa roba, come l’ho chiamata, rende chiaramente molto orgoglioso anche me, che mi trovo ad essere direttore insieme al buon Alessandro, ma allo stesso tempo mi fa sentire carico di responsabilità. È una roba importante per la quale la dedizione dev’essere completa da parte di tutti, dai direttori e dai caporedattori ai redattori e soprattutto ai lettori, senza i quali questo foglio di carta sarebbe inutile… ma in fondo è quasi pleonastico dire cose del genere: le cose funzionano, e anche bene, e ciò significa che questa dedizione completa c’è eccome.

Non mi dilungo oltre e auguro a tutti una buona lettura di questo primo numero.

FRANCESCO PASSARETTI

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One comment

  • Bravi Alessandro e Francesco, complimenti a voi e a tutti i ragazzi che in questa esperienza sanno mettere in gioco le proprie competenze di scrittura e la libera capacità di pensare ed essere creativi, mi auguro che siano in tanti a seguire le orme tracciate dal vostro cammino 😉

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