Category Archives: Poesie

Indaco

 

Impregnata di elettricità sembra

Volgersi l’aria

Stanca e risentita, frizzante e inviperita

In questa serata d’indaco vestita

Che scuote i nervi d’un umore che varia

 

Di mille gradazioni di lapislazzulo è dipinta

Si respira ièmale l’oscura tinta

Che pare provenga dispersa dal mare

Sicuro e sereno del suo colorare

 

L’estremo confìn mi gusta mirar

Di un acceso rossore comincia a fumigar

Che si attenua nel roseo color d’un dito

Forse dell’Alba pel greco mito

 

Nubi compatte rubàn l’cielo

Di color cinereo hanno posato il lor telo

Lo stesso che profuma i capelli tuoi

Del sapor inebriante che hai quando vuoi

 

E negli occhi s’è rifugiato l’cielo

Cerulei e azzurri, leggero come un velo

Ogni tuo movimento esprime sensibilità

Dono più grande della tua beltà

 

Nella sera la tua anima riluce

La malinconia ombrosa che porti dentro

La guancia rorida di una lacrima al centro

Desidero carezzar con la tua man che mi conduce

 

E sfiorandoti il viso con dolcezza

La mia anima si congiunge alla tua, fragile d’onore

Un torpore mi invade di ebrezza

E nell’indaco vado ad assaporar l’amore

 

OMICRON

 

Senza Titolo

 

Che poi la verità  è che la vita è un classico. Un liceo classico dico. Che quando stai giù ti butta ancora più a terra: ti prende per i piedi e ti trascina nel baratro. La verità è che piacerebbe a tutti in alcuni momenti fare una pausa dalla vita: un salto in un mondo trascendentale, un po’ di pace nell’anima e  poi pronti  a ripartire. Ma la vita non ti aspetta, come i professori al liceo classico: loro vanno avanti. Anche se hai la febbre. Sarebbe più facile essere in un’altra scuola, scappare. Ma forse un giorno capirò che il classico mi ha formato non solo culturalmente. Ieri, ad esempio, pensavo che il classico mi ha salvato la vita. Oggi voglio andare al linguistico.

ROSSO

Senza Titolo

Sono rimasta senza vita.
Sono rimasta aggrappata ad una nuvola.
Ha piovuto ed io sono caduta con la pioggia e come la pioggia, goccia per goccia, sono tornata a terra.
E come una goccia mi sono ritrovata a sparire tra le crepe del terreno.
La terra beve tutto, mi prende e prosciuga. Mi ha tolto la voglia di vivere.
E forse ora vorrei solo sparire per volare libera.Ho bisogno di essere libera.
Mi sento obbligata e costretta da questo terreno che non mi fa respirare.
Vorrei tornare ad essere una nuvola, libera, guardare da lontano,  ascoltare la musica dell’anima, nel cielo, leggera, sola con tutti… volerei insieme al vento e bacerei il Sole della Vita.

ROSSO

Opposti simili e noi

Gli opposti non si attraggono

O meglio si avvicinano, si sfiorano

Ma seppur attratti

Vivono vite parallele, senza intrecciarsi.

Allo stesso modo i simili,

Si accostano.

Ma combattono, nemici,

senza accorgersi

La stessa guerra.

Poi ci siamo noi

Imperfetti con chiunque altro.

Uno sporgente di quei difetti

Che mancano all’altro.

Completi solo insieme.

Le cui vite si intrecciano

E diventano un unico percorso.

 

ELEONORA PAPOTTO

Vapore

Non c’era certezza, quella mattina; premevi il naso (freddo, freddissimo) contro il vetro della finestra in soggiorno; guardavi i raggi del sole riflettersi sulla strada, lontana. Sicuramente è colpa della luce, pensasti; rende chiaro tutto. Chissà… La visione sull’esterno cominciava ad annebbiarsi, a causa del vapore prodotto dal tuo respiro lento e profondo; ti sentisti meglio, allora, in quelle immagini indefinite. Continua a leggere

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