Author Archives: Alessandro Vigezzi

Era così

La montagna aveva il sapore di ketchup, würstel e cioccolata calda con panna. Ma anche di sudore. Il suo primo approccio era stato traumatico. Si ricordava il sorriso dei suoi genitori che lo salutavano entusiasti mentre, per la prima volta, veniva trascinato dal maestro di sci verso i campi. Riusciva a malapena a slittare in avanti e l’unico risultato era la faccia nella neve bagnata. Così fredda e ostile. Non capiva proprio perché dovesse subire tutte quelle torture gratuitamente. Quella settimana pianse tutte le mattine fino all’ora di pranzo, quando finiva la scuola sci, e come premio poteva finalmente gustarsi le patatine fritte al calduccio. Continua a leggere

Molti sussurri

Prestateci orecchio poiché la nostra non è che l’ennesima voce fuori dal coro. Se potete, fermatevi, non avete nulla da perdere; dimenticherete le nostre parole prima che il giorno finisca. Vi invitiamo, voi che leggete queste righe con quel ridicolo sguardo assorto, a considerare di riflettere su qualcosa che una volta tanto esuli dall’incompetenza scolastica. Sta di fatto che per non affannare le eccessivamente le vostre testoline ottenebrate, ci limiteremo a dare un breve sguardo a qualcosa di non troppo ponderoso. Continua a leggere

Inumanità

Cadde la neve e mi accorsi che era la prima volta che la vedevo nella mia città, ma quel pensiero non mi aiutò a dimenticare i boati che sentivo in lontananza [battito]. Era iniziato tutto in qualche città lontana dalla mia: venti megatoni avevano spazzato via venti milioni di abitanti nella stessa frazione di secondo in cui mio figlio stava giocando con una farfalla in giardino; poi il caos [battito]. Fui arruolato e dovetti allontanarmi dalla mia famiglia negli stessi attimi in cui “l’arma che si promise di non usare più” strappava via la carne a tre miliardi di persone [battito]. Continua a leggere

Liberté égalité fraternité

Giorgina impazzì verso i ventotto, stava guardando la sua soap opera preferita e gli uccellini cantavano leggiadri in quell’ottobre roseo. Il primo sintomo furono le lentiggini che le sputarono improvvisamente su tutto il corpo, prima sul viso, poi sulla pancia e via via su tutto il corpo. Il secondo sintomo fu la visione di Chopin, non lo riconobbe subito, le ci volle almeno una frazione in più di qualunque pianista estimatore del “poeta del pianoforte”. Apparve proprio all’angolo del suo cucinotto, lo riconobbe poiché tempo addietro aveva avuto l’occasione di osservare alcuni dipinti di Delacroix e fortuna… c’era anche lui. Continua a leggere

Editoriali Gennaio 2015

“Chiudere tutti i covi fascisti – Emilio Resisti”. E’ con questo striscione che si è aperto il corteo nazionale Antifascista del 24 Gennaio a Cremona. In testa al corteo i familiari, seguiti da compagni e compagne da parte di tutta Italia, solidali con il ragazzo aggredito. Per coloro che lo ignorassero, il 18 gennaio verso le 18 é stato attaccato il CSA Dordoni a Cremona: cinquanta fascisti di Casapound hanno assaltato il luogo di collettività e hanno aggredito Emilio, un militante cremonese, approfittando del fatto che fosse caduto a terra. E’ stato colpito al volto con una spranga. La polizia é diventata complice dell’azione fascista, poiché ha lasciato in libera circolazione tali aggressori, chiedendo solo i dati personali e non fermando nessuno in questura. Emilio è in coma da quello stesso giorno, la mattina del corteo é stato svegliato, ha risposto positivamente e poi è stato nuovamente sedato.

Il 24 Gennaio a Cremona sono arrivati treni da Brescia, Milano, Mantova e molte altre città. Cremona quella mattina era una città immobile, negozi chiusi, servizi autobus bloccati, grandissimi schieramenti della polizia nei pressi di Porta Venezia. Il corteo è partito alle 13. Si è diretto verso la sede di Casapound, luogo da cui partono numerosi attacchi squadristi da ormai troppo tempo, a danno di moltissimi studenti e attivisti politici. E’ stato poi inevitabile il danneggiamento di banche e del comando della Polizia Locale, poiché il corteo era di tali dimensioni da non poter essere del tutto controllato. Ma inevitabile specialmente perché la rabbia era tanta e la giustizia lontana.

E allora dopo tutto quello che è successo mi viene da riprendere una sola frase e condividerla qui con voi: “dover giustificare l’antifascismo è una delle più grandi sconfitte culturali e politiche della nostra generazione”.

EMILIO RESISTI.

 ALICE SAGRATI

 


 

In pochi si aspettavano che venisse tanta gente alla notte bianca del Liceo Classico: un pubblico numeroso ha assistito alle iniziative (noi direttori abbiamo dovuto dire addio alle corde vocali per presentare il giornale e il sito a tutti quelli che erano interessati), il cibo è finito assai presto, e quel che più conta, si respirava un bel po’ di entusiasmo. Tuttavia, lo scopo che si prefiggeva quest’evento era di far ricredere coloro che si sentono così intelligenti da disprezzare il Liceo Classico, e di attirare la “maggioranza disinteressata” della gente. Invece, quello che abbiamo fatto è stato suscitare un interesse ancora più grande in persone che erano già interessate al Liceo Classico: la maggioranza degli esterni, infatti, era composta da ragazzi delle medie in cerca della loro futura scuola, e dai loro genitori. La notte bianca è stata un successo, ma se davvero vogliamo che il Liceo Classico, in futuro, non sia spazzato via dagli ignoranti, dovremo dare un senso, nella nostra vita, a quello che abbiamo imparato qui, e soprattutto a come abbiamo imparato a pensare. Solo se sapremo portare la nostra cultura nel mondo “da uomini”, e non da polverosi accademici, e solo se ci crederemo, ce la potremo fare.

Vi auguro buona lettura, con la speranza che i recenti attentati a Charlie Hebdo possano farci assaporare ancora di più, nel nostro piccolo, la libertà di questo giornale.

 ALESSANDRO VIGEZZI

Annunci Gennaio 2015

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 ALESSANDRO VIGEZZI

 

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 FRANCESCO PASSARETTI

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