Monthly Archives: dicembre 2014

La fenomenologia dell’idea

Ecco un’idea pronta all’assalto. Acquattata non aspetta altro che il momento propizio per aggredirti. Ecco, la vedi, la piccola bastarda, che striscia verso di te. È inutile difendersi. Quell’opinione non ti appartiene. Non è tua! Non lasciarti persuadere. Ma l’indomani la senti fuoriuscire fluidamente dalle tue labbra socchiuse. Con gli occhi spalancati, ancora attonito dall’accaduto, non ti accorgi che intanto quella, bel bella, si va a insinuare nella mente di un altro malcapitato. Bisogna sperare che non dilaghi troppo! Altrimenti quest’epidemia di pensiero unilaterale ci sminuirà tutti. Ma non essere pessimista. Magari la prossima volta, mio caro, il tuo sistema immunitario riuscirà a demolire l’estranea e far prevalere la tua, di opinione. Continua a leggere

Divergenze, fumo di sigarette e libri di Reyes sparsi per terra

Mi versi del whisky mentre mi guardi in silenzio. Sono seduto su una poltrona in pelle, una delle tante cose che ci ha lasciato in eredità tua madre quando è morta. Ci ha lasciato solo mobili e casse di frutta sciroppata. Mi sono detto “meglio di niente”, e abbiamo accumulato tutto in questa stanza. Questa camera la chiami “stanza della memoria”. C’è accatastato di tutto, da vecchi quadri che facevi quando ancora eri giovane e bella, a collezioni di medagliette al merito di quando ero scout. È una stanza terribilmente patetica. Continua a leggere

Lettera a Roma

Ciao Roma,

per amarti non serve avere un poster in camera dove c’è il capitano circondato da bandiere giallo-rosse… Non serve essere romanisti per amarti, perfino i laziali ti adorano. Anche chi è lontano da te, ti conosce e ti reputa fantastica! Vederti da turista è un altro conto, un’altra emozione; non l’ho mai provata ma deve esser bello avere il tempo di vedere il Colosseo al tramonto… pensa che all’imbrunire l’ho visto una volta sola… Continua a leggere

C’era, una volta, Light

Light se ne stava lì, appollaiato sul davanzale consumato della finestra della sua cella… della sua stanza. Ormai conosceva a memoria il paesaggio che si ritrovava a fissare per ore, da anni. Delimitato dagli spigoli di una comune finestra, quel viale era rimasto intatto, immutato, contrariamente alla persona che continuava a fissarlo imbronciato, dal sottile vetro opaco che rigidamente lo estraniava da quel quadretto urbano. Continua a leggere

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