Category Archives: Attualità

L’impegno nell’ombra di una periferia

Si staglia davanti ai miei occhi, così prepotentemente, quel chilometro di cemento monstre di cui neppure il soprannome “Serpentone” sa smorzare l’artificiosa gravità. Dopo dieci giorni trascorsi, letteralmente, a faccia a faccia con l’edificio simbolo di Corviale, non sono ancora in grado di comprendere come la mente umana abbia potuto pensare, progettare, realizzare una così assurda

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L’altra Roma

Quando dici “prendo il trenino e vado a Ostia”, già percepisci quest’ultima come lontana, a sé rispetto a Roma: in quei  trenta minuti di viaggio c’è tutta la distanza, non solo fisica ma anche ideologica, tra la capitale e, a ben vedere, null’altro che una sua frazione. L’aria che respiri lì, oggi, è una brezza lieve intrisa di fredda desolazione, come se negli sguardi, nei gesti e nei vicoli si celasse un non detto, un che d’inenarrabile che, a tratti, mette a disagio.

È difficile  ricomporre i pezzi, dopo la nostra irruzione a Ostia, perché il campionario umano in loco è quantomai eterogeneo, lungi dal  manicheismo spicciolo che ne fa un coacervo di soli interessi di parte. Continua a leggere

Addestramento popolare

Lo scorso 5 novembre si sono svolte le elezioni regionali in Sicilia, valevoli per la nomina del nuovo Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, in una circostanza che è stata più volte banalmente indicata come un “laboratorio” delle politiche a  livello nazionale, sia per l’importanza del contesto – basti pensare ai suoi abitanti, circa 5 milioni, o agli ampi poteri che il “parlamento siciliano” possiede in virtù dello statuto speciale – che per vicinanza temporale con le elezioni governative. La destra, unita in un’inedita coalizione tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, ha sconfitto con ampio scarto i pentastellati del M5S, dopo aver annientato un Pd già compromesso in partenza e che ormai appare essere inconsistente sia per quanto riguarda la percezione comune sia per il suo peso politico effettivo. E mentre l’imperterrito maratoneta Mentana incalzava di interrogativi il presidente neo- eletto Musumeci, le elezioni volgevano al termine anche in un’altra città. O forse dovrei dire municipio? O frazione? A ogni modo ognuna di queste definizioni sembra essere sproporzionata  per Ostia, Continua a leggere

I danni della cattiva politica

Il recente referendum indetto in Catalogna per ottenere l’autonomia da Madrid ha visto la vittoria del fronte indipendentista: un’eco della superficiale gestione del governo Rajoy, incapace di mediare tra le forze in campo.

Zapatero ci aveva provato. Correva l’anno 2006 e il governo del premier socialista varava un nuovo statuto di autonomia per la Catalogna, poi approvato dai catalani tramite referendum, che sostituiva quello del post-dittatura e che Continua a leggere

Il cinema nel mondo: Francia

“Il vecchio sistema è morto. Noi crediamo in quello nuovo”
(Manifesto di Oberhausen, 2 febbraio 1962)

È giunto dunque il momento di iniziare questo ambizioso e considerevole progetto che, per quanto possa essere accusato di arroganza e presunzione (almeno in riferimento all’autrice), si riserva certamente il merito e il necessario dovere di emergere in un periodo storico estremamente buio per quel che concerne l’arte cinematografica, in cui la demoniaca commercializzazione a discapito di una qualsiasi ricerca qualitativa e dell’immagine ha inesorabilmente condotto a una Continua a leggere

Siria: dove il calcio non è solo un gioco

Minuto 120. Calcio di punizione. Rincorsa. Più lunga del solito, probabilmente. Sembra coprire un’eternità. Ma poi la palla si alza. Si avvicina alla barriera. La infilza. Potente. Inarrestabile. Perfetta parabola. La sfera di gioco sembra essere avvolta in un medium spazio-temporale a cui nulla può opporsi. Il terrore negli occhi dell’estremo difensore avversario. E poi il boato. Continua a leggere

Una figurina quanto mai inappropriata

C’è sempre un confine molto labile tra il fare ironia e suscitare il riso tramite battute accattivanti (ogni riferimento alla mia persona è puramente casuale, NdR) e scadere, invece, nella volgarità o, peggio, nell’essere irrispettosi nei confronti di un altro essere umano. Il litigio che scaturisce a causa di questa forma, che al giorno d’oggi chiamiamo “black humour”, è un acceso dibattimento che, però, non porta poi a nulla di concreto e risolvibile in tempi brevi.

Dopo questa probabilmente ovvia, ma doverosa premessa, il tema che sta più riguardando da vicino i ragazzi e gli adulti patiti di un semplice, ma mediaticamente efficace, sport di nome football, è sicuramente ciò che è accaduto all’Olimpico la sera del 22 ottobre, giorno nel quale è andata in scena Lazio-Cagliari. La cornice di pubblico biancoceleste, che torna allo stadio più spesso per via degli ultimi risultati positivi delle aquile, fa ben sperare tutti, compreso il presidente Claudio Lotito che, a fatica, tira dei sospiri di sollievo. Questi ultimi, tuttavia, bloccati sul nascere da un comportamento della Curva Nord che ci fa capire come ci sia ancora molto da lavorare, sia dal punto di vista del tifo, sia dal punto di vista umano.

La storica curva della Lazio, trasferitasi per due partite nei distinti Sud a causa di una squalifica, ha avuto l’orrenda idea di attaccare degli adesivi che ritraevano Anna Frank palesemente “photoshoppata”, con indosso la maglia della Roma. Il fatto, nei giorni successivi, ha scatenato un vero e proprio putiferio e non è la prima volta che la squadra capitolina ha compiuto atti antisemiti o comunque non consoni ad un contesto come quello del tifo e della goliardia. L’errore, per quanto grossolano e banale possa essere, è il rischio di generalizzare troppo l’accaduto, facendo passare questa foto di Anna Frank come una denuncia dell’intera curva o, addirittura, di tutta la tifoseria laziale nei confronti del tifoso romanista. Gli articoli usciti sui massimi giornali di punta italiani e sul web tendono, da questo punto di vista, ad esser fatti con lo stampino: titoli accattivanti, foto della Frank con la maglia giallo-rossa e, per di più, una condivisione degli articoli stessi su Facebook, con tanto di occhiello al post fuorviante, architettato solamente per alimentare il fenomeno del cosiddetto “clickbaiting”.

Con queste affermazioni, ovviamente, non tendo assolutamente a voler scusare una piccola parte dei “curvaroli” e l’atto da loro realizzato, perché, probabilmente, ci sarebbe solamente da accusarli e non sostenerli, a prescindere dal tifo che si ha in comune con loro.

Proprio su quest’ultimo punto è interessante aprire un altro filone. La notizia della figurina incriminata ha portato ad un’esagerazione mediatica che ha pochi precedenti: persone che volevano rinominare lo Stadio Olimpico “Anna Frank Stadium”, per dirne soltanto una. L’intento di queste persone, se vogliamo tirare le somme, è stato pienamente raggiunto e già il fatto che noi ne stiamo parlando è, per loro, una vittoria prima di battere il calcio d’inizio.

Ho sentito anche molti altri tifosi della Lazio paragonare quest’atto ad altri, compiuti anni addietro, dalla curva romanista: il classico “laziale ebreo” o “Anna Frank tifa Lazio”, ma anche “meglio una coppa in faccia, che un razzo nell’occhio” nei confronti di Paparelli.

Ciò che ogni volta provo a far capire è che un tifoso (nel senso proprio del termine), che sia di sponda giallo-rossa o bianco-celeste non importa, non avrebbe mai interesse a comportarsi in tale maniera: il recente “un consiglio senza offesa: dormite con la luce accesa” degli Irriducibili, con tanto di manichini legati ad un cappio al collo, ci fa capire come l’interesse di queste persone non sia poi il vero divertimento o lo sport. Quest’ultimo, di contro, è una sorta di mezzo attraverso il quale far passare le proprie opinioni politiche (in primis), e il binomio sport-politica o calcio-politica non è mai salutare per il benessere e l’economia del calcio che, prima di essere spettacolo, dovrebbe soprattutto insegnare alle nuove generazioni il rispetto reciproco. Il fatto che fossero dei ragazzi, anche minorenni, ad attaccare questi adesivi che ritraevano la famosissima autrice del “Diario” non deve farci sobbalzare dalla sedia: ormai ci troviamo di fronte ad un imbarbarimento generale delle nuove/future generazioni che a lungo andare porterà sicura destabilizzazione e caos nella società.

Non è, quindi, solo dopo che le cose avvengono che bisogna agire ma, in un certo senso, occorre studiare queste azioni e provare ad insegnare in scuole elementari, medie e superiori ciò che appartiene veramente all’uomo: la ragione. Nessuno in tutto l’Universo la possiede, meno che noi, ma ci stiamo pericolosamente slegando da essa e ciò, a lungo andare, sarà controproducente per gli anni a venire.

Il vostro caro e affezionato collaboratore esterno 

GIOVANNI MARIA ZINNO

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