I danni della cattiva politica

Il recente referendum indetto in Catalogna per ottenere l’autonomia da Madrid ha visto la vittoria del fronte indipendentista: un’eco della superficiale gestione del governo Rajoy, incapace di mediare tra le forze in campo.

Zapatero ci aveva provato. Correva l’anno 2006 e il governo del premier socialista varava un nuovo statuto di autonomia per la Catalogna, poi approvato dai catalani tramite referendum, che sostituiva quello del post-dittatura e che dava maggiori competenze alla Generalitat. Le poche ma pressanti forze politiche che reclamavano l’indipendenza furono dunque svilite: questo nuovo estatut rendeva possibile una convivenza pacifica tra Madrid e Barcellona, in virtù di nuove autonomie in vari campi a favore dei catalani.

Per capire cosa stia accadendo nei giorni nostri è opportuno, secondo me, spostarsi nel 2013: il Partito Popolare, l’ala conservatrice di Madrid, effettua un ricorso al Tribunale Costituzionale formato da giudici nominati dai populares, i quali non esitano ad accoglierlo. Nella riforma si parlava di Catalogna come nazione e per la destra era inaccettabile, visto che la Spagna era per essa l’unica nazione possibile. Lo Statuto fu reso dunque incostituzionale, causando una grande frustrazione nella società catalana e, forte del fatto che il governo, ora condotto dai popolari, non aveva riconosciuto la Catalogna come nazione, la popolarità dell’indipendentismo aumentò tra i catalani. È un indipendentismo, quello della Catalogna, che ha un’essenza puramente economica. Essendo una regione ricca non vuole dividere i suoi soldi con la Spagna povera e la crisi degli anni scorsi ha fatto estendere questa idea tra i catalans.

La frustrazione ha superato però nei giorni nostri ogni limite: oggi il governo catalano indipendentista ha imposto in maniera fanatica un referendum illegale e dichiarato unilateralmente l’indipendenza. La crisi che sta colpendo la Spagna mette in evidenza, inoltre, una grande incapacità di gestione da parte del governo di destra di Rajoy che, nonostante abbia la costituzione dalla sua, ha agito male e in ritardo, togliendo completamente l’autonomia alla Catalogna e sciogliendo il governo catalano indipendentista. Rajoy non è sceso ad alcun compromesso con l’indipendentista Puigdemont per impedire che quel referendum fosse indetto, potendo evitare quelle brutte immagini di anziani e giovani obbligati con la forza dalla polizia ad abbandonare i seggi elettorali illegali. Zapatero aveva trovato la soluzione, i popolari gliel’hanno negata: ora spetta a loro risolvere la situazione, e speriamo che essa sia nei limiti della ragione e non generi alcun tipo di violenza.

 

ALFONSO DA POZZO RIVERO

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