Monthly Archives: luglio 2021

INTERVISTA A MASSIMO NIGRI, CREATORE DI “FRAGMENTS OF THE PAST”

Forse, leggendo un libro fantasy o fantascientifico, avrete provato la sensazione di ritrovarvi persi in un altro mondo. Un mondo sconosciuto, alieno, che però esploriamo passo passo accompagnati dalla mano dell’autore. La tecnica di saper costruire questo mondo, di saperne scolpire i dettagli, di regolarne la logica e il senso, si chiama world building. Il world building consiste nel riuscire a creare l’ambiente in cui si andranno a muovere i personaggi della storia, “il palcoscenico” dove tutto si svolgerà. L’abilità consiste nel saper mantenere una coerenza di fondo in modo che il lettore neanche si accorga della realtà in cui è immerso. Creare un mondo significa costruirne l’ecosistema, la storia, la geografia e tutti gli elementi che ne costituiscono l’identità.  Uno degli esempi più lampanti di world building è di certo “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, il quale sviluppò una lingua immaginaria,  il “Quenya” ( chi poteva parlarla? Quale era la storia di questo popolo?, ecc.). Con questa “indagine” Tolkien ideò la razza degli elfi e, utilizzando le stesse modalità, ne mise a punto molte altre. È proprio il porsi domande lo strumento più importante quando si idea un mondo . Alle volte si può finire sommersi in un mare di dettagli inutili e eccessivamente minuziosi, la maggior parte dei quali non avrà modo di finire nella nostra storia. Quante volte leggendo un libro ambientato in un mondo inventato, vi sarete annoiati a leggere pagine e pagine di descrizioni e spiegazioni su elementi superficiali di quell’universo e senza alcun collegamento con la trama? Questo accade quando un autore sviluppa un mondo attentamente e crede che spiegarcelo nei minimi particolari aiuterà a immergerci in esso. Come in tutte le cose, anche nel world building c’è bisogno di moderazione. Ai tempi di Tolkien (inizi del secolo scorso) il world building poteva avere solo due utilizzi: scrittura per la trama di un libro oppure per un film. Oggi questo prezioso strumento può avere tantissimi sbocchi: dai videogiochi ai giochi di ruolo (sto guardando voi, giocatori di “Dungeons and Dragons”), al fumetto, al world building fine a se stesso, fatto per il puro gusto di creare un realtà diversa da quella di tutti i giorni. Tolkien creò il suo mondo perché riteneva che l’antica mitologia del suo paese mancasse di un carattere coerente e unito e infatti scrive: “Desideravo creare un insieme di leggende più o meno connesse fra loro, dalle più complicate e cosmogoniche fino alle favole romantiche”. Ho sempre creduto, in quanto appassionato della storia delle civiltà del nostro mare, che un lavoro simile andasse fatto anche con il Mediterraneo, e con le tante leggende e storie che ne hanno sempre circondato le acque. Poco tempo fa, imbattendomi in un post su Reddit, ho scoperto che qualcuno lo aveva già fatto: Massimo Nigro e il suo meraviglioso progetto di “Fragments of the Past”. Ma lasciamo che sia lui a presentarsi.

– Come ti presenti?

– Mi chiamo Massimiliano Haematinon Nigro, sono uno scrittore e illustratore professionista. Vorrei dire artista, ma la parola spesso evoca immagini conflittuali!

– Come presenteresti il tuo progetto a chi non lo conosce ?

– Fragments of the Past è un progetto che vuole fare con il mondo culturale mediterraneo quel che Tolkien ha fatto con le saghe scandinave e i temi cristiani, una riscrittura e una nuova sintesi. Da questo progetto nascono una serie di libri illustrati e un gioco di ruolo. Per me è anche un tentativo di ricreare per i moderni un’esperienza poetica del mondo, come quella che forse ebbero gli antichi dell’Età del Bronzo quando ci si riuniva intorno al fuoco per ascoltare i versi degli Aedi. 

– Dove nasce la tua passione per il disegno?

– È molto recente, ho iniziato a disegnare 5-6 anni fa, quando avevo 26-27 anni. Ho tentato di intraprendere diverse strade prima di capire cosa volessi fare, benché abbia sempre amato l’arte, mi consideravo mancante del talento necessario per crearla. Poi ho capito che il talento è per i deboli :D, per creare basta tanto amore e molta pazienza. A spingermi verso la direzione giusta è stato il caso: con il mio più caro amico, Antonio Scacchetti, ho fondato nel 2013 una startup di game development: la Dev9k. Abbiamo lavorato nelle repubbliche baltiche a seguito del supporto di un incubatore estone e venendo esposto al processo di creazione dei videogiochi ho avuto modo di capire cosa volessi fare nella vita: creare mondi.

– E invece quella del worldbuilding?

– Di vecchissima data, ho ritrovato di recente degli appunti per un mondo immaginario ispirato a The Mutant Chronicles, credo di aver avuto all’incirca 6 – 8 anni. Ovviam

ente è un rimpasto di cose copiate qua e là, esattamente come faccio oggi, ma almeno copro le mie tracce!

– Ti sei ispirato a qualcosa in particolare nella realizzazione di “Fragments of the Past” ?

–  Omero, Ovidio, Erodoto, la Saga di Gilgamesh, Eschilo, Euripide, Nonno di Panopoli, Tolkien e la pittura di Alma Tadema.

–  Dove possiamo trovare il tuo progetto e come possiamo aiutarti a realizzarlo?

– Il primo libro di Fragments of the Past è disponibile su: https://https//bit.ly/FOTPstore , mentre la Quickstart gratuita del Gioco di Ruolo sarà online il 16 Dicembre 🙂 Per maggiori informazioni vi consiglio di seguire la pagina ufficiale su Facebook: https://www.facebook.com/fragmentsofthepast ; oppure il mio profilo su Instagram @haematinon. Potete iscrivervi alla Newsletter per ricevere preview, demo di libri e contenuti gratuiti! Ma sopratutto parlate di Fragments of the Past, giocate in questo mondo, vivetelo. Se riuscissi ad ispirarvi, create poesie, disegni, miti e condivideteli. Nel mio sogno Fragments è un mondo figlio della grande tradizione di Esiodo e Omero: una realtà viva che raccoglie tante storie, mille varianti delle stesse vicende tutte annodate ai medesimi temi.

– C’è qualche idea futura di cui ci vuoi raccontare?

–  Mentre finisco di preparare il primo manuale per il gioco di ruolo di Fragments, ho già disegni e appunti per la prossima ambientazione! Ma dovrà aspettare ancora tre anni, come minimo. Ho ancora molte isole, santuari, tiranni scellerati ed empie sacerdotesse di cui narrare e, forse, un videogioco da realizzare.

– Nella nostra scuola ci sono molti aspiranti illustratori, hai qualche consiglio per loro?

–  Sì, ci sono alcune fondamentali indicazioni, le stesse che do ai miei studenti durante le prime lezioni:

1) Accettate la frustrazione  e i dubbi come parte del processo di apprendimento, imparate ad amarli come segno inequivocabile che state affrontando ciò che deve essere affrontato. Se al termine di un allenamento di crossfit non vi sentite morire, non vi siete allenati.

2) Studiate i fondamentali, lo stile non è una scusa per non saper disegnare in prospettiva. Siate umili e studiate le basi della comunicazione visiva: composizione, valori, prospettiva, anatomia e design, colori.

3) Fare l’artista non è una carriera da poveracci come molti credono. Videogiochi, cinema e nuove forme editoriali permettono di guadagnare e anche molto bene. Ma non riuscirete senza sacrifici, l’arte richiede tempo e devozione.

4) Cercate mentori e non scuole. Per la mia esperienza è meglio affidarsi al rapporto individuale con un maestro: costa meno di una scuola e permette la creazione di un rapporto più stretto. Se necessario, cercate diversi mentori per le diverse cose che volete imparare e chiedete non solo informazioni tecniche, ma anche consigli professionali, sulla carriera, sui soldi, sugli aspetti commerciali e fiscali.

5) Fare l’artista è una professione: consideratevi dei mercenari, amazzoni che posso combattere al servizio di una regina (quando lavorate per un progetto altrui) o per edificare il vostro regno (quando seguite i vostri progetti). In ogni caso, siate fieri di ciò che fate!

6) La conoscenza è più importante di tutto il resto: se le finanze ve lo permettono privilegiate sempre un lavoro che vi permetta di imparare cosa nuove e affinare la vostra tecnica. Il sacrificio sarà ricompensato.

7) Coltivate il vostro amore per l’arte e la scrittura, l’amore è l’unica cosa che veramente serva. Scordatevi il talento.

M. H. GABRIELE ASCIONE

OTTO E MEZZO: UN CAPOLAVORO TRA SOGNO E REALTà

Otto e mezzo è un film scritto e diretto da un grande maestro del cinema italiano, Federico Fellini.

Per comprendere meglio il regista ed il suo essere surrealista viene in mente una frase : “Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno”.

Una caratteristica fondamentale di Fellini è, infatti,la contrapposizione tra sogno e realtà; chi guarda i suoi film, spesso, non riesce a distinguerli.

“Otto e mezzo” è un film del 1963, a mio avviso il migliore di Fellini, vincitore di due Oscar (miglior film straniero e migliori costumi).

È la storia di un regista ,Guido ,interpretato dal grande Marcello Mastroianni, che sta lavorando ad un nuovo cortometraggio con risultati poco confortanti .

La sua vena creativa ormai si è inaridita, durante le riprese è spesso assente,si sente solo, oppresso dai suoi collaboratori che lo sollecitano.

Possiamo dire che Mastroianni in Otto e mezzo interpreta l’alter-ego di Fellini. Guido è un personaggio molto complesso, tende sempre ad escludersi,come se fosse un “pesce fuor d’acqua” in mezzo a tutta quella gente,come se vivesse in un mondo che non gli appartiene più. Spesso gli compare in sogno una donna di nome Claudia che per lui rappresenta la speranza, l’unica persona di cui si può fidare e con cui riesce a comunicare.

Un aspetto che apprezzo molto di Fellini è l’attenzione che utilizza nel creare ogni singolo personaggio e il suo modo di esaltare la figura femminile: sceglie infatti Claudia Cardinale per interpretare il ruolo di Claudia, per i lineamenti del viso molto delicati, ed un sorriso rassicurante. Caratterizzata da una bellezza unica, come anche Mastroianni, uomo di gran fascino e di un’eleganza imparagonabile, dall’espressione un po’ misteriosa ed ermetica, come il personaggio che interpreta.

Altri personaggi fondamentali in questo film sono: l’amante di Guido, interpretata da Sandra Milo e la moglie interpretata da Anouk Aimée. Anche qui, le attrici, hanno delle caratteristiche fisiche specifiche per interpretare questi ruoli: Sandra Milo è una donna prosperosa, con uno sguardo da cerbiatta molto seducente, mentre Anouk, al contrario, è una donna con lineamenti del viso molto spigolosi; il personaggio che interpreta, infatti, è molto diffidente e non riceve più attenzioni da suo marito Guido. Una scena che mi ha colpito molto è quella ambientata nell’Harem, scena onirica, in cui Guido è circondato da tutte le donne con cui ha avuto una storia, un’avventura, fino a quel momento: le donne lo viziano preparandogli un bagno caldo e la moglie, vestita da classica casalinga gli prepara la cena. Qui Fellini riesce ad esaltare la figura femminile in maniera eccezionale, approfondendo ogni caratteristica di ognuna di loro, non cadendo mai nel volgare, ma mantenendo sempre un tono elegante, quasi ammaliante.

Ad un certo punto della storia, Guido ordina l’installazione di una struttura di grandi dimensioni, che successivamente farà abbattere, decidendo di abbandonare tutto. Subito,però, si rende conto che in questo modo avrebbe lasciato le persone con cui aveva lavorato.

L’opera si conclude con un surreale carosello accompagnato da un’orchestra circense.

Possiamo dire che il film viene interpretato come un vero e proprio circo, e che quello che stiamo guardando è il “film nel film”. 

La poetica di otto e mezzo sta proprio nel generare confusione  allo spettatore,penso che solo un talento come Fellini possa riuscire a fare un capolavoro del genere.

ANNA AGNINI

LA PLAYLIST

Stiamo tutti lentamente tornando alla nostra sfera di solitudine, abbiamo giusto avuto il tempo di salutarci per poi tornare a dover star rinchiusi dentro le nostre  quattro mura, solo che stavolta riusciamo sporadicamente a vedere qualche volto diverso dal solito, allora con questo vado ad annunciare la playlist che ci accompagnerà in un viaggio ancora più incerto del precedente, di cui però già conosciamo in parte le abitudini conciliando fra i suoi alti e bassi musica in grado di lasciarci vivere, con centimetro di libertà in più nella nostra mente. 

“(You don’t know) How glad i am”- Nancy Wilson: questo celebre brano del 1964 tratto dall’omonimo album della cantante californiana Nancy Wilson l’ho selezionato per un motivo molto particolare, poiché nonostante il testo non presenti alcuna caratteristica peculiare, le dinamiche vocali della canzone sono a mio avviso meravigliose, lei ha una capacità di proiettare la voce in maschera con una maestria invidiabile, inoltre la voce viene messa in risalto dalla strumentale che segue il trend dell’epoca in cui è stato registrato il brano.

Genere: R&B

“Cash Machine”- Oliver tree: brano del 2019 tratto dall’album “Ugly is beautiful” di questo cantante californiano il quale parla di quanto effettivamente la ricchezza materiale sia superflua, quasi condannando e prendendo in giro con il suo solito stile ironico e goliardico il reale problema dell’avarizia, definisce il ricco come una figura insicura che ha bisogno del suo denaro per darsi forza, con metafore molto singolari ma d’impatto. La strumentale si lega in maniera stranamente armoniosa con il testo creando un connubio travolgente, io stessa al primo ascolto mi sono sentita come stravolta dal brano, nonostante nel tempo abbia sentito strumentali più potenti è l’insieme che è stato capace di catturarmi, suggerirei inoltre l’ascolto dell’intero album poiché variegato e contenente molti stili diversi rendendosi completo e favorendo un’esperienza d’ascolto molto interessante.

Generi: Dance/Elettronica

“Bete Noire”- On Video: brano del 2020 di questa band britannica che con  la suddetta canzone è finita in moltissime playlist tematiche create dal colosso Spotify acquistando sempre più popolarità, non prende parte ad un album specifico in quanto fino ad ora siano stati rilasciati solo singoli. Il brano parla dell’esperienza di un membro del gruppo diagnosticato con sindrome da deficit d’attenzione e iperattività in età adulta e lo stigma che si crea intorno a ciò. La strumentale di marchio prevalentemente Punk sembra quasi essere nostalgica dei primi anni duemila, come tutte le canzoni della band, dandogli quella spinta in più che nel genere serve per non scadere nel banale.

Genere: Punk

“Resistor”- Shinjuku Mad: brano del 2010 tratto dal self-titled album “Shinjuku Mad” di questa band canadese durata solo il tempo di produzione di due album, dalla disfatta della band però vedremo nascere un progetto al latere dal nome Blank Banshee, in grado di evolvere il sound della prima formazione del gruppo ad un grado superiore, nonostante fosse già molto alto, infatti vedremo questa canzone diventare il sample di “Dreamcast”, canzone che traspone in un’altra dimensione questo brano. Testo e strumentale di “Resistor” tuttavia riescono già al primo colpo ad esprimere il messaggio che vogliono mandare all’ascoltatore, ovvero una visione distopica del futuro attraverso suoni nostalgici rimembranti gli anni ’80, proiettando l’immagine del futuro come quella di un passato che si reitera all’infinito avvicinandosi sempre più all’autodistruzione.

Generi: Dance/Elettronica, Vaporwave

“Kids”- Current Joys (Nick Rattingan): brano rilasciato nel 2016 come singolo da questo cantante poli-strumentista del Nevada, notiamo una strumentale molto statica accompagnata da un cantato a sua volta poco dinamico, oserei dire con tono di rassegnazione, assolutamente in linea con la canzone. Il brano in sé infatti è come se fosse una lettera di un ragazzo che ormai adulto che cerca di raccontare cosa significhi non essere più un ragazzino, e quanto questo modifichi la sua visione attuale della realtà, quindi ormai perso nei suoi mille pensieri e non in grado di comprendere più cosa significhi poter ancora sognare e divertirsi senza preoccupazione, rammendando i tempi in cui sognava di crescere e affermando che forse avrebbe dovuto pensare di più al suo status presente, poiché non sarebbe mai più tornato. L’insieme di testo strumentale e voce li trovo quasi ipnotici, adatti ad accogliere le più variegate riflessioni che vengono in mente ad una persona della nostra età, accompagnandoci in un viaggio per mano che si conclude dolcemente a fine canzone.

Generi: Alternative/Indie

“Momentary Bliss”- Gorillaz ft. Slowthai & Slaves: brano rilasciato nel 2020 dalla celebre band Gorillaz e contenuto in uno degli album più elaborati e attesi di quest’anno “Gorillaz present SONG MACHINE SEASON ONE strange timez”, in questa canzone c’è anche la presenza di due promesse della musica britannica che nel Regno Unito stanno spopolando, il rapper Slowthai conosciuto anche per le sue produzioni a carattere Punk e il duo Slaves altro ambasciatore moderno di questo genere. All’interno del brano troviamo tre tipi di strumentali diverse ma legate in maniera molto armoniosa dai tre diversi modi di cantare degli artisti coinvolti nella produzione, e si nota anche l’utilizzo (nonostante sia minimale) di un sample preso dalla canzone “Lovely Rita” dei The Beatles. La produzione in generale è molto dinamica presentando al suo interno un tripudio di generi differenti, cosa solita dei Gorillaz.

Generi:Punk Rock, Elettronica, Pop Punk, Ska, Hip Hop, Britpop, Raggae Rock

“Venom”- Little Simz: brano del 2019 tratto dall’album “Grey Area” di una delle rapper britanniche più talentuose al momento, sempre acclamata dalla critica e rispettata dai suoi colleghi della scena ci propone un brano di stampo femminista con un beat ansiogeno, capace però di spiegare al meglio ciò che l’artista cerca di esprimere. Lei è sempre stata attiva su fronti come l’antirazzismo e il femminismo esprimendo nelle sue canzoni sempre dissenso verso chi tende a minimizzare i problemi relegati a queste due realtà, puntando all’anti-stigmatizzazione di determinati topic.

Generi:Hip Hop/Rap

“ATTENTION”- Joji: brano del 2018 tratto dall’album di debutto dell’artista giappo-australiano “ BALLADS 1” è un brano rappresentativo del bisogno di attenzione ed il terrore dell’abbandono che la nostra generazione sente sempre più vicino, soprattutto con lockdown generali che si minaccia possano rifare capolino facendoci ritornare alla nostra reclusione forzata, in cui temiamo di essere dimenticati o addirittura cancellati dai ricordi delle persone a cui teniamo. Testo e strumentale si legano alla perfezione e la distorsione di basso e voce ad un certo punto del brano danno quasi un’idea di implosione dell’artista, una sorta di grido soffocato d’aiuto, in cui chiede alla persona che ama solo un briciolo di attenzione per sentirsi sicuro di essere contraccambiato, alternando ciò a quasi un tono di noncuranza forzata per autoconvincersi che alla fine quelle attenzioni da lui richieste non sono più così importanti.

Generi:R&B/Soul

“Black Dog”- Arlo Parks: brano del 2020 rilasciato come singolo da questa portentosa artista britannica che in poco tempo è riuscita a far conoscere la sua musica ad un gruppo ampissimo di ascoltatori. La strumentale di questa canzone è caratterizzata da un tono malinconico raffigurante a pieno lo spirito del testo, la controparte vocale si muove come una mano su un nastro di velluto, poiché la voce candida dell’artista accompagna l’insieme amorevolmente abbracciando il testo. Il testo nello specifico parla di una persona che cerca di scacciare il mostro della depressione che sta mangiando viva dall’interno una persona a cui vuole bene, non sapendo però come fare le tenta tutte in maniera a volte goffa, cercando di salvare dal buio totale chi ormai ci brancola da molto tempo.

Generi:R&B/Soul

“Mai”- Videoclub: brano del 2019 rilasciato come singolo del duo francese che dal 2018 fa parlare di sè in tutto il mondo avendo pubblicato fino ad ora solo sette canzoni, il testo è molto semplice e parla del sogno della ribellione adolescenziale e la voglia di libertà estrema che tutti  noi proviamo ad un determinato punto della nostra vita, la strumentale tende ad avere tratti nostalgici degli anni ’80 ma a differenza di come vengono di solito lavorati questi vengono presentati come freschi, come se li avessero svecchiati e resi qualcosa di nuovo, legando il tutto con una sorta di botta e risposta fra strofa e ritornello costituito dall’alternanza delle voci dei due cantanti.

Genere: Indie Pop

SERENA MAVROVIC

L’ (A)NORMALITà DEL CRIMINALE

La cronaca attuale riferisce sempre più spesso di crimini; sui giornali leggiamo notizie dell’ultima ora, qualche testimonianza, informazioni riguardanti la vita della vittima e/o del presunto artefice del crimine, ma soprattutto la scritta “le indagini proseguono”. Chi si occupa delle indagini? La prima risposta che ci passa per la mente potrebbe essere il pubblico ministero, la polizia.

In effetti è così, ma dietro eventi denominati “crimini violenti”, quali l’omicidio o la violenza domestica c’è molto di più.

A tal proposito menzioniamo la criminologia, la disciplina che studia la criminalità e la devianza(comportamento che viola le norme della comunità), gli autori e le vittime dei reati e di atti criminali, nonché la reazione tra questi fenomeni.

 La criminologia si caratterizza per lo studio del reo (accusato, colpevole) e del reato secondo un approccio interdisciplinare e include la psicologia, il diritto, la psichiatria, la sociologia e le neuroscienze.

Inoltre si focalizza sulle strategie di prevenzione, trattamento e controllo della criminalità.

Dobbiamo la sua nascita agli studi, conseguiti in contesto italiano nel diciannovesimo secolo, in materia di diritto penale di Cesare Lombroso: medico, antropologo e giuristae del magistrato Raffaele Garofalo.

Analizziamo con più attenzione l’opinione del primo.

Secondo Lombroso,“l’uomo criminale è portatore di una stimmate congruente con le caratteristiche di una modalità comportamentale primitiva e selvaggia”. In poche parole, l’uomo delinquente sarebbe portatore di uno psichismo anormale non tanto perché espressione di una mente malata, ma a causa dell’emergere di strutture comportamentali anticamente adattative, al giorno d’oggi tuttavia del tutto incongruenti con l’evoluzione raggiunta. I delinquenti, alla pari dei folli, esprimono una dialettica mentale patologica e per questo è come se fossero portatori di uno psichismo malato.

In realtà, malgrado le ricerche di fattori biologici riguardanti la tendenza criminale, tentate soprattutto negli Stati Uniti, non è stato possibile scoprire nulla di utile circa il complesso rapporto fra elementi costituzionali e propensione all’azione criminale. Il fenomeno della criminalità presenta aspetti di grande diversità impossibile da ricondurre a fattori generativi unitari.

La ricerca psicologica sta mostrando in modo evidente come gran parte degli atti criminali non sia il frutto di uno psichismo spinto al limite della patologia o non risulti dipendente da una malattia mentale; compiere un’azione di tale portata rientrerebbe, dunque, tra le diverse modalità che sceglie l’essere umano per agire.

I crimini violenti rappresentano un campo della condotta umana distaccato dalla normalità, ma allo stesso tempo non estraneo ad essa.

Il centro del lavoro sta nel comprendere se l’atto violento è causato da una scelta dell’individuo oppure rappresenta l’espressione di uno psichismo che porta a una serie di fattori quali vanno oltre alla razionalità del soggetto.

Ci rendiamo conto che non si tratta di un lavoro semplice, immediato e che soprattutto è in continuo sviluppo.A tal proposito l’orientamento clinico ha assunto in criminologia caratteristiche nuove: il contributo della psichiatria e della psicologia deve essere valutato a partire da obiettivi non usati finora, considerati all’interno delle problematiche del diritto e contestualizzati in senso storico e culturale.

Il problema che viene posto dinanzi al clinico non consiste nel valutare con metodo scientifico le cause psicologiche, e non più antropologiche,che hanno determinato l’attivazione dell’azione criminale, ma di analizzare i complessi fattori soggettivi, interpersonali e razionali che hanno portato alla genesi di un fatto antigiuridico ben preciso.

L’intervento clinico in psicologia criminale occorre per ricostruire lo scenario criminale da un duplice punto di vista, al fine di mettere in luce gli aspetti di natura fenomenologica e di fornire la base per un lavoro di confronto medico legale e criminologico penalistico. Il punto di partenza è segnato dall’analisi dei fatti riscontrati,sia le ragioni della genesi,sia le condotte devianti che manifesta il soggetto.

Ciò implica un lavoro articolato altamente complesso, non privo di una certa validità terapeutica, anchese finalizzato a un obiettivo prevalentemente diagnostico.

È importante sottolineare che ogni reato ha una sua dottrina e una sua storia.

A partire dall’obiettività del fatto indagato, quindi, ha inizio il lavoro criminologico che si completa con la ricerca di fattori soggettivi ma accolti nelle dimensioni delle interazioni sociali.

Numerosi crimini violenti sono avvenuti nel corso della storia, ci sono state indagini, qualcuno ha pagato per le sue azioni e qualcun altro no, ma la domanda rimane la stessa:<< Come può l’essere umano spingersi fino a questo punto?>>

Da qui partono le indagini.

LIVIA PAOLIZZI

LA TESTIMONIANZA DI EDITH BRUCK

Il 16 ottobre 1943, è ricordato come una delle pagine più tristi della storia di Roma. Alle 5.30 di quel sabato mattina, festa del Succot, i nazisti bussarono alle porte degli abitanti del ghetto. Portavano un biglietto dattiloscritto, con un ordine per tutti gli ebrei: dovete essere pronti in venti minuti, portare cibo per otto giorni, soldi e gioielli, via anche i malati, nel campo dove vi porteranno c’è un ambulatorio. Così 300 soldati tedeschi iniziarono in contemporanea la caccia per i quartieri di Roma. L’antico quartiere ebraico fu il centro di tutta l’operazione. Furono portati ad Auschwitz 1024 cittadini romani, tra loro c’erano 207 bambini. Di tutti loro fecero ritorno solo 16 persone, 15 uomini ed una donna.

Il 17 ottobre di quest’anno, in presenza di circa un centinaio di giovani delle scuole superiori di Roma, abbiamo ascoltato la testimonianza di una donna sopravvissuta ai campi di concentramento. Lei si chiama Edith Bruck nata in Ungheria nel 1933, da una famiglia povera.

Inizia la sua storia premettendo che nonostante la cattiveria e la crudeltà di quel tempo, bisogna pensare che anche nelle persone più disumane,”c’è sempre una luce nel buio”.

Nel 1944, Edith racconta che dei fascisti bussarono alla sua porta, suo padre andò a prendere le medaglie che aveva ricevuto duranta la prima guerra mondiale, i fascisti le buttarono a terra e gli diedero uno schiaffo insultandolo.

Portarono lei e la sua famiglia, in uno dei vagoni, fino al ghetto, dove rimasero per cinque settimane.

“qui vidi la prima luce” dice: un uomo del suo villaggio entrò di notte nel ghetto e lanciò alla sua famiglia un sacco pieno di cibo che condivisero con gli altri deportati.

Arrivati nel campo di concetramento di Auschwitz iniziarono le selezioni, furono divisi in due gruppi: uomini e donne con i bambini. Edith rimase sola con la madre e le sorelle. Ad un certo punto le si avvicinò un soldato tedesco che le suggerì di andare nella fila di destra, mentre la madre andò a sinistra. Da quel giorno non la rivide mai più.

Lei pianse per cinque settimane e la kapo, stufa di sentirla, le disse di seguirla.

“vedi quel fumo? Senti la puzza di carne umana?” le disse. Edith annuì.

“ecco, tua madre è stata portata là”.

Tre mesi dopo, Edith fu spostata nel campo di Dakau. Là, avenne un altro episodio, “uno di quei piccoli momenti di luce che ti facevano tornare la voglia di vivere, di continuare, la voglia di tornare a casa”: un tedesco le diede dei guanti bucati. Può sembrare un gesto insignificante, ma là, dei guanti, anche se bucati, ti potevano salvare la vita.

In seguito li trasferirono nel campo di Bergen Belsen. Lì accadde un altro barlume di luce, quando un tedesco risparmiò la vita a lei e sua sorella. Edith non vide mai più quest’uomo.

Passano i mesi, fino al giorno della liberazione di Auschwitz.

Dopo aver dormito e mangiato per giorni la spazzatura, furono trovate dagli Americani.

Le ricoverarono e, come dice lei, le trattarono come si trattano dei neonati.

Nel viaggio di ritorno lei incontrò molte persone stremate dalla guerra, tra cui svariati tedeschi, ma nonostante tutto quello che avesse passato per colpa loro, condivise quel poco cibo che aveva.

Quando tornò nel suo villaggio, lei e le sue sorelle non furono credute e nessuno voleva ascoltare le loro storie.

Fu molto difficile ricomincare a vivere una vita normale.

Alla domanda se avesse provato mai odio nei confronti di chi l’ha fatta soffrire, Edith risponde con testuali parole:”l’unica cosa che ringrazio a Dio, è che io sia salva dall’odio. Io non ho mai odiato nessuno, forse questa è una debolezza, ma non mi importa”.

Per evitare che tutto questo si ripeta, lei ci consiglia di contribuire “anche con solo una goccia di bene”. Citando Primo Levi:”tutti coloro che dimenticano il proprio passato, sono condannati a riviverlo”.

MARIA TORNESELLO

Componimenti creativi

Allontanarsi

Volevo parlarti,

allontanarti dagli sguardi non desiderati,

dalle voci confuse,

dalle grida represse.

Scappare con te

solo per un istante,

per vedere cosa si prova

a rifugiarsi tra i silenzi,

a cercare il calore

della pace,

a rispecchiarsi nell’acqua limpida

non contaminata dalla pioggia.

Forse è impossibile

in un mondo che corre

fermarsi senza aspettare?

O è forse un dovere

mettere in pausa la fretta

e abbandonarsi al sognare?

MARIA GUERRIERI

Un libro sotto al cuscino

via di fuga per i pensieri scomodi.

Tentativo di spegnere la mente,

          ma nelle parole sottolineo ciò che mi smuove.

         E alla fine ci faccio i conti comunque,

con quello da cui scappo.

E nel frattempo è maggio,

schizzi di sangue

e sprazzi di paesaggio.

Chi sono io,

anemica un po’ viva e un po’ smorta,

con la speranza negli occhi

e il grande Gatsby tra le dita.

Chi sono io,

se non credo in Dio,

se non sono bella,

se non inseguo un ideale.

ISOTTA RIGGIO

Il valore del tempo

Il tempo,
Che continua a passare inesorabilmente,
ma la gente inconsapevolmente
non se ne accorge.
Solo se ti fermi
per un momento,
ti accorgerai che:
Il passato è argento;
Il presente invece vale oro;
Il futuro invece non si può valutare,
dato che deve ancora arrivare.

G. PITA

Una scuola, una casa, un rifugio

Mi manchi amata scuola, mi mancano i tuoi muri, le tue scale, il cortile e l’aula magna.

Mi manca l’aria che si respira durante le assemblee.

Questa pandemia ci ha tolto i sapori migliori della vita.

Ci ha imposto delle regole nuove,dei comportamenti innaturali.

Eppure,malgrado tutto, sei sempre dentro di me. Come un cordone ombelicale che ci lega indissolubilmente.

Quando tutto questo sarà finito ci riapproprieremo dei tuoi spazi, che sono i nostri.

Allieteremo le tue mura con i nostri canti, riempiremo le tue giornate con la nostra rumorosa presenza.

Perché noi siamo pronti, e non aspettiamo altro che poterti riabbracciare.

Scuola è Nostra.

CONTESSA

Lo strambo e lo strambo evento che cambiò la stramba vita dello strambo

Presentazione dello strambo:

Morgan Hill era un uomo nervoso. Non nervoso nel senso che era irritabile o soggetto a scoppi di rabbia improvvisa. Morgan Hill sembrava semplicemente vivere in uno stato di ansia costante. Ogni fibra del suo essere appariva tesa, agitata, inquieta. I suoi movimenti erano teatrali, melodrammatici, improvvisi. Gli occhi, esageratamente spalancati, si spostavano velocemente in tutte le direzioni come se avesse il perenne terrore di essere seguito. Il corpo alto, secco e tremante, era sempre intento a torcersi le mani con risatine isteriche. Morgan Hill, in sostanza, si mostrava come la copia perfetta di un Chihuahua spaventato.

Tuttavia, nonostante desse l’idea di essere un tipo riservato e in procinto di collassare da un momento all’altro, tutti coloro che avevano avuto l’immenso onore di conoscerlo sapevano bene che mai e poi mai avrebbero dovuto fare domande sulla sua carriera e sulle sue ricerche. Se c’era qualcosa di cui Morgan Hill era orgoglioso, quello era il suo lavoro.  Appena cominciava a parlare sulla sua occupazione ogni traccia di riservatezza o nervosismo spariva completamente garantendo al suo interlocutore una morte lenta e dolorosa causata da un cocktail letale di noia, esasperazione e diffidenza riguardo alle capacità cognitive dello strano individuo. Il problema, per tutti coloro che avevano la sfortuna di abitare nelle vicinanze, era che approfittava di qualsiasi cosa, anche della più stupida, per avere occasione di sproloquiare sul suo lavoro.

Morgan Hill era un ufologo. Un ufologo specializzato in clipeologia, meglio conosciuta come paleoufologia.  

Con il sorriso di chi la sa lunga  gli piaceva sottolineare di essere nato nella notte tra il 19 e il 20 dicembre del 1961 sotto circostanze misteriose, come per invitare il suo interlocutore a chiedere spiegazioni, cosa che nessuno saggiamente faceva. All’età di 59 anni era universalmente noto come Lo Strambo.

Di origine americana, del New Hampshire, si trovava in Italia da oltre trent’anni per investigare su certe questioni Top Secret per conto della NUFORC (National Ufo Reporting Center). Se qualche ingenuo malcapitato chiedeva cosa stesse facendo esattamente per quell’organizzazione, rispondeva prima con tono vago (non scendeva mai in dettagli in quanto le informazioni in suo possesso erano, a suo dire, strettamente confidenziali) e poi, per l’immensa gioia dell’ascoltatore, cominciava senza un’apparente motivo una lunga dissertazione sulla “teoria degli antichi astronauti”.

Viveva da solo in un piccolo appartamento; da solo per modo di dire, perché godeva della simpatica compagnia di un apatico gatto rosso battezzato FreakyFred detto anche Martin e di due piantine di grano prese durante un pic-nic sugli agroglifi (i cerchi nel grano nel sud-ovest dell’Inghilterra). Morgan era particolarmente orgoglioso delle sue piantine e nutriva per loro stima e grande rispetto. La prima si chiamava Kenneth Arnold e veniva nutrita a suon di musica classica, la seconda era stata nominata Benzodiazepine e veniva fatta crescere a ritmo di Heavy Metal.

Il suo appartamento era relativamente ordinato, o almeno più ordinato di quanto ci si aspetti da tipi come lui. Pile di riviste (tra le quali spiccavano UFO e  Weekly World News) e dvd di documentari sui temi più improbabili affollavano i mobili. Oggetti stravaganti e foto inquietanti erano sparse in giro. Tuttavia, era la sua camera da letto l’ambiente più particolare della casa: la sua stanza, senza mezzi termini, si presentava come un vero delirio. Un mosaico di articoli di giornali (che venivano periodicamente aggiunti e aggiornati), vecchie pagine di libri e oggetti non identificati tappezzavano il pavimento e le pareti. Totalmente disorientante. Nessuno, ma proprio nessuno sarebbe mai riuscito a trovare una logica  in mezzo a tutto quel mare di oggetti e informazioni. Nessuno, tranne Morgan e sua madre, ovviamente. Sua madre, Betty Hill, era una vecchietta energica tutta polmoni. Impossibile riuscire a spiegarsi come facesse a urlare al figlio con un’intensità tale da far tremare le pareti, eppure ci riusciva. Betty Hill era uno dei grandi misteri irrisolti dell’umanità. Veniva spesso a trovare il figlio dall’America e quando lo faceva bisognava essere certi di procurarsi al più presto possibile tappi antirumore per essere protetti dalle possenti grida di una nonnina dal buffissimo e assai marcato accento americano.

Le giornate di Morgan passavano tranquille, erano per lo più impegnate nello studio di enormi tomi sulle antiche civiltà in contatto con forme di vita extraterrestri (stava preparando un lungo articolo da mandare a una delle riviste di cui era socio) e nel ritagliare e collezionare tutte le notizie di fenomeni misteriosi accaduti all’interno del sistema solare. La mattinata cominciava con una nutriente colazione: mezzo litro di acqua caricata con onde gamma ad alta frequenza. Poi, metteva la musica per Kenneth Arnold e per Benzodiazepine e, dopo essersi aggirato a caso per l’appartamento come un’anima inquieta, decideva di rilassarsi qualche minuto davanti ad alcuni dei suoi programmi preferiti: Mistero e Enigmi alieni. Dopodiché si alzava di scatto, come colto da un pensiero improvviso, si girava in torno come se si aspettasse di vedere qualcosa e qualcuno, afferrava enormi occhialoni da aviatore e si precipitava fuori di casa. Tutto questo succedeva ogni mattina esattamente alle 9.30 e 15 secondi. Nessuno sapeva dove Morgan fosse diretto, probabilmente nemmeno lui. Tutti però sapevano fin troppo bene (e di questo Morgan se ne era accertato personalmente) a cosa servissero gli occhiali da aviatore: erano un sofisticato dispositivo fabbricato con appositi materiali contro la lettura delle onde celebrali che avevano inoltre la funzione di proteggere dalle radiazioni nocive a cui la mente umana veniva fatta esporre (nemmeno lui aveva specificato da chi) al fine di istupidirla e manipolarla.

Il suo pomeriggio era dedicato, invece, alla manutenzione e alla revisione delle apparecchiature per captare onde aliene.

La sera si dedicava poi alla sua attività preferita: si posizionava nel terrazzo che affacciava sul cortile e, con l’enorme telescopio che aveva comprato con i risparmi di una vita, guardava le stelle mentre il fresco vento della notte gli scompigliava i capelli.

Morgan adorava le stelle.

NOTA DI INTRODUZIONE ALL’EVENTO DEL PROF. DOC. HILL

Cercherò ti trascrivere tutto. Non tralascerò nulla, ogni cosa è degna di essere ricordata. Non ometterò nemmeno il particolare più insignificante, insulso, frivolo e sciocco (per il semplice motivo che non ve ne sono, troverete tutto piuttosto interessante). Ogni parola di quello che sto per svelarvi è degna di essere analizzata, sminuzzata, scomposta  e, infine, riferita a quante più persone possibile. Riporterò ogni mia singola azione e mio singolo pensiero. Perciò preparatevi perché sto per narrarvi del mio incredibile incontro con una forma di vita potenzialmente aliena.

Tuttavia, prima di procedere e raccontare gli stani fatti accaduti nel condominio di Via Octavia Butler 23, una domenica di luglio alle ore 17,25 e 00 secondi è necessario chiarire alcune cose.

Prima di tutto va posta la seguente domanda: è possibile che sulla Terra, in alcune circostanze, si creino dei varchi spazio temporali?

Assolutamente sì.

Come posso esserne certo? Beh, prima di tutto è provato da numerose cronache che nel corso dei secoli tali fenomeni sono sempre accaduti (basti pensare a ciò che successe la mattina del 25 Ottobre nel 1593 a Città del Messico o alla distorsione spazio temporale del 22 Gennaio 1854 in Westfalia).

Recentemente, inoltre, la scienza è riuscita a trovare diverse spiegazioni per questi rari prodigi; negli ultimi tempi è stata sempre più studiata la teoria dei cosiddetti Wormhole (tunnel che conducono verso uno spazio iperdimensionale e che ridurrebbero immensamente i tempi di spostamento da una parte all’altra dell’Universo). Se, quindi, civiltà extraterrestri avessero costruito questa sorta di metropolitana interstellare, sarebbe altamente probabile la presenza sulla Terra di entrate che danno accesso ai Wormhole (per maggiori informazioni leggete i miei articoli pubblicati su ALIEN TODAY).

Ora, sicuramente vi starete chiedendo cosa c’entra la teoria dello spostamento della materia con i fatti che vi voglio raccontare; beh, potreste rimanere sorpresi nell’apprendere che credo di aver individuato l’imboccatura di uno di questi tunnelproprio nel giardino condominiale che affaccia sul mio appartamento. Ma cosa mi spinge a formulare tale ipotesi?

Ebbene sì, sto per rivelarvi la verità. Il 26 Luglio del 2020 alle ore 17.25 esatte il profilo di una creatura, vagamente rassomigliante a un essere umano di sesso femminile, si materializzò improvvisamente al centro del cortile esterno del condominio in cui attualmente abito.

Ma cosa successe esattamente?

Ciò che potrete leggere di seguito è la trascrizione di due fonti di inestimabile valore. La prima è il mio diario cartaceo, la seconda è il mio diario vocale. Dopo essere corso alla finestra per osservare meglio gli avvenimenti, ho registrato ogni mio pensiero in diretta e, su questi fogli, ho riportato tutto, persino il mio respiro.

Morgan Hill

Il diario del Prof. Doc. Hill

Domenica 26 Luglio 2020

Via O. Butler 23, prima palazzina. Attico.

Ore 10.15 e 22 secondi. Temperatura: 32° Umidità: 58% Condizioni di visibilità: pessime. Molto probabilmente questa sera non sarà possibile supervisionare adeguatamente la volta celeste.

L’apparecchiatura appena arrivata da New York sembra intatta, le poche perdite non sono gravi. Inventario:

1 othosgrafo

2 prismi trasmettitori di Kampov

1 indicatore polvere kovis

1 spettroscopio di seconda mano

3 nuove antenne per il radiotelescopio

Finalmente a casa! Non posso dire che non mi sia mancato il mio comodo santuario ma il caldo… no! Quello non mi è mancato per niente! L’atmosfera è pesante, l’umidità mi uccide, riuscirò a sopravvivere qui per un altro mese? Bah!  Dopo essere andato al Polo sarà difficile riprendersi.

Sono appena tornato dai miei viaggi: la prima tappa è stata in Messico (Chichén Itzá e Palenque sono spettacolari. Mi sono commosso. D’altronde non capita tutti i giorni di assistere ad una delle grandi testimonianze del contatto tra la razza umana e quella aliena! Devo assolutamente scriverci un articolo!), la seconda in Antartide (sembrava ci fosse una stazione extraterrestre nascosta sotto i ghiacci e mi hanno chiamato per investigare).

Credo che oggi impiegherò la mattinata a ordinare i dati raccolti dalla strumentazione in mia assenza, spero di scoprire qualcosa di eccitante!

PS: Devo ricordarmi di ritirare la nuova camicia in tessuto schermante per protezione da elettrosmog.

Morgan

Ore 13.02 e 47 secondi. Nulla di nuovo o di estremamente interessante. Che noooooooooia. Torno, dopo due settimane di assenza (!) e scopro che non c’è stata nemmeno la più piccola variazione nell’atmosfera registrata dall’uranoscopio! Che delusione. Ah! Almeno ho  Kenneth Arnold e  Benzodiazepine che mi danno consolazione, sono cresciute così tanto!

Morgan

Ore 15.38 e 03 secondi. Ho dovuto rinchiudere FreackyFred in camera mia perché non fa altro che strusciarsi sulla mia sofisticata apparecchiatura. Che maleducato!

Mi trovo attualmente sul tetto del condominio. Dato che non ho questioni urgenti da sbrigare ho deciso di aggiornare le mie annotazioni sugli abitanti del luogo. Prima di tutto sospetto che uno di loro sia un robot spia, poi quello che abita al primo piano non me la dà a bere, secondo me nasconde qualcosa. Sto inoltre osservando la tizia della palazzina accanto: nuove indagini fanno credere che possa essere una rifugiata russa il cui vero nome sarebbe Antonida Vassil’evna Tarasseviceva. Devo tenerla d’occhio.

Dovrei anche controllare le trappole appiccicose che avevo piazzato per catturare i Piccoli Grigi. Sono forme di vita scaltre, ma io so come raggirarle: secondo una recente teoria, infatti, gli extraterrestri di taglia più piccola…  *Parte delirante del diario omessa per preservare la sanità mentale del lettore*

Morgan

Ore 17.20 e 00 secondi.

Lievi, quasi inesistenti variazioni nel campo magnetico terrestre. Ci sarà bisogno di investigare?

Sto tenendo sotto controllo gli altri tipi di onde, l’oscillazione delle suddette sembra parecchio… anomala. Prima di saltare a conclusioni affrettate meglio aspettare l’othosgrafia.

Ore 17.24

Ok, questo è strano. Tutta l’apparecchiatura sembra improvvisamente impazzita. Non capisco cosa stia accadendo.

L’esame dell’othosgrafia è un groviglio confuso. L’oscillazione delle onde è sempre più… particolare. Che stia avvenendo un improvviso contatto con la civiltà aliena? Gli uccelli stando dando di matto, FreakyFred miagola isterico. La musica nel mio appartamento si è fermata. I miei apparecchi gracchiano. Non ho molto tempo, devo assolutamente analizz…

…

-Qui si interrompe improvvisamente il diario, quello che segue è tratto dalle registrazioni del prof. Doc. Hill

Registrazione N°1

* il nastro inizia con urla isteriche *

 Huff huff  -fiatone- 

Non… posso… crederci. Aahhh  non posso… davvero… crederci. S-st… sta succedendo veramente!

HI! HI! HI! HI! HI! HI! questa, questa è una rivoluzione! MAI era accaduta una cosa del genere dalla scoperta dei Piccoli Grigi.

S-si è fatto tutto buio, non… non riesco a vedere niente… aaaahhh aaaaahhhh mi gira la testa.

Ok, calma e sangue freddo. Quali sono i miei sintomi? H-ho problemi a respirare… il mio c-c aahh co-corpo non risponde ai miei comandi. Il, il cuore? H-ha superato i 170 battiti al minuto. Il mio stomaco si contorce. Devo… restare -huff huff- calmo. 

L’apparecchiatura è attiva, grazie a dio. Se tutto va come previsto avrà registrato tutte le anomalie. Spero solo, spero… ahhhh ahhh… che non ci siano i-interferenze. l’aria è pesante, sento u-un lieve ro-ronzio; co-come se si stesse facendo un grande uso di energia elettromagnetica. Anche la bu-bussola di mia invenzione è impazzita.

AAAAAAAAAAAH!! * Morgan ha una realizzazione improvvisa *

P-po… possibile? Possibile che si tratti di un salto quantico? MA Sì! È OVVIO! Opp- ahhhh huff o-oppure… oppure… no! Non oso pensare alle implicazioni di un tale avvenimento! Tuttavia… u-un Wormhole? P-possibbile?

Coff coff coff… *attacco di tosse isterica*

Registrazione N°2

P-perdonatemi! H-ho nervi un po’ sc-sco… scossi aaaaaaghh aah

I-il cuore non si, si fe-feh, ferma! I-il treee… ahhh tremm- tremore pe- peggiora. Il respiro è aff- aff ahhhh affannoso…

AGGIORNAMENTO DELLA SITUAZIONE: l-le nuvole c-co aahh coprono il cielo. L’oscurità è OVUNQUE. Uomini e animali so-sono sotto shock. I, i corvi gracchiano e gli uomini si, si ahhh af-af affacciano co-confusi.

I-io…

BAAAAAA-DUMMMMMM

– La seconda registrazione si conclude a causa di uno schianto secco seguito da un assordante fragore, se prima Morgan aveva i nervi a pezzi ora è in una condizione pietosa (N.d.o.e.)1

Registrazione N°3

vngjhgjhvrehgvjgghgcgf   * lamenti incomprensibili *

*silenzio*

Il varco è aperto  *voce seria*

Il… varco… è stato… aperto  *respiro affannoso*

L’aria è calda, irrespirabile. Una scossa elettrica ha come forzato il mondo in un silenzio insostenibile. Un, un rumore insopportabile viene dal centro de-del giardino.  Un ru-ru ahhh rumore ha fe-fermato per un attimo il ba-battito del mio cuo-cuooo ahh cuore.

Al… centro del giardino… è stato aperto un varco intradimensionale (credo).

St-sto alla finestra. Non ne posso fare a meno. Devo vedere! È, è come s-se una maaa-mano invisibile m-mi cooo- ahhh costringesse a tenere, tenere spalancati gli occhi. Devo vedere, devovedere, DEVO VEDERE! È insopportabile!!

Sono sporto dalla finestra. C-ci sono tutt- tutti i condomini affacciati. Tutti guardano. Un… unico… punto.

Haff haff hafff  *respiro affannoso *

La, la mia frequenza ca-cardiaca ha ha superato i 200 battiti al minuto, ma, ma cerch… aahh cercherò di parlare in modo più chiaro po-possibile.

S-si muove a scatti. Sembra nuda. La, la testa è chin… china, i capelli toccano terra e, e co-coprono il volto. È acc-ac accovacciata, quasi gobba. Anche dall’alto della mia finestra posso intravedere le venature sotto la pelle lucida, violacea.  Emette un suono rasposo, inumano. La sento, posso sentirla. Il suo respiro affannoso si sincronizza con il mio.

La sto guardando, affascinato. La guardo. Non posso distogliere lo sguardo…

CRASH!

– Morgan si fa improvvisamente bianco come un cencio, i suoi occhi sono fuori dalle orbite (cioè, più del normale, intendo). Chiude di scatto la finestra (N.d.o.e.)1–

Registrazione N°4

ahi ahi ahi! * rumori di cose che si frantumano rumorosamente *

Lei, lei mi ha guardato! Mi-mi ha guardato! Mihaguardato! Affh affh affh

I suoi occhi… i suoi occhi… i suoi occhi!! Hanno guardato dentro di me! Mi hanno trafitto e ha-hanno messo a nudo… ogni. Ogni cosa…

Lei mi ha guardato, con quegli occhi! Lei mi ha guardato con una nostalgia infinita! Con una tristezza infinita! Insopportabile! Lei mi ha guardato! Co-con così tanto dolore…

Con quegli occhi… con quegli occhi rossi…

Con quegli occhi… si muoveva a scatti. Imprigionata nel nostro spazio, nel nostro tempo, co-come se non potesse andare in sincronia con questa dimensione. Come se l’unica cosa che potesse fare fosse guardare dentro i nostri cuori… con quegli occhi. Con così tanta sofferenza. INSOPPORTABILE!

Ho dovuto distogliere lo sguardo, ho dovuto chi-chiudere la finestra p-prima che mi consumasse. Con… quegli… occhi…

…

Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

[complete]

–Fine del nastro-

– 26 Luglio 2020: quello fu uno strano pomeriggio d’estate per gli abitanti di Via Octavia Butler 23. Verso le 17.25 il cielo si annuvolò improvvisamente mandando in confusione tutti i comuni mortali che si aspettavano una normale, soffocante, giornata estiva. Poi, più tardi, verso le 17. 40 circa, i condomini giurano d’aver visto la donna delle pulizie dello stabile uscire dal giardino condominiale con aria colpevole dopo aver fatto crollare i materiali per la ristrutturazione del condominio.Riportano inoltre di aver udito un vociare sconnesso dall’attico culminante in urla inquietanti, a seguito delle quali venne chiamata un ambulanza.

Subito dopo l’ambulanza portava via un uomo in stato confusionale….

(N.d.o.e.)1

 1. Nota di un osservatore esterno

B. DELLA GUERRA

Il bacio del corvo

Le mattonelle azzurre e grigie del pavimento a scacchiera erano fredde sotto le piante dei piedi nudi della ragazza che non era a conoscenza, o ignorava completamente, il luogo in cui si trovava. La stanza era umida e polverosa e il soffitto altissimo era sorretto da antiche colonne che rimandavano alle ancestrali leggende dei giganti di pietra, che pareva popolassero proprio quella silente sala. Nella parete opposta al letto una grande finestra era incorniciata da due pesanti tende odorose di muffa e chiusa da spesse tapparelle. La ragazza dondolando si avvicinò con l’intento di aprirla, anche se nella sua testa nemmeno sperava di far filtrare un poco di luce in quella camera annegata nell’oscurità; anzi, poteva già vedere un grande disco bianco e triste risplendere di una fioca luce rubata nel mezzo di un cielo nero, scuro come la sala in cui si trovava, e nudo, come i suoi propri piedi. Scostò i pesanti drappi e sollevò le tapparelle e con sorpresa vide raggi di sole infilzare l’aria polverosa, i suoi capelli, e tutta la stanza che subito si andava mascherando di colori vivaci e stoffe tinte di caldi pigmenti rossi e arancioni. Gli occhi allora le si riempirono di vita , dalla finestra vide un’ampia, lunga e morbida vallata coccolata da un sole tenero e tondo che stava per tramontare oltre le colline su cui si snodavano lunghe file di ulivi. Decise di uscire per non perdersi la magica ora e così scese per le scale di legno che scricchiolarono rumorosamente al suo passaggio come in un lungo mormorio. La casa sembrava essere in uno stato di abbandono, ai bordi dei pavimenti si erano accumulati due dita spesse di calcinacci caduti dalle pareti e dal soffitto, e ovunque c’erano travi di legno e tegole raccolte in grandi mucchi. Già prima di superare l’uscio venne sollevata dall’alito fresco di Zefiro e dalle sue ali, portatrici di brezze frizzanti. Uscita fuori dal grande portone di legno centenario vide che quell’abitazione era stata, tempo prima, un imponente casale, ormai divorato dai tarli e dalle erbacce. Non c’era la minima presenza umana o animale: tutt’intorno, la vallata e ogni cosa sembravano giacere assopiti sotto un incantesimo potente. Decise di recarsi nei campi sottostanti dove tutto andava colorandosi di oro. Si fermò lì, girando lo sguardo ovunque intorno a lei, lungo i campi arati coperti di zolle di terra scura. Un suono di una campana che rintoccava l’ora giunse debole come un’eco, come se provenisse da una chiesa sconsacrata di una città fantasma. Poi, improvvisamente, rumori da dietro due ulivi , il campo dorato di spighe si riempie di corvi, grandi e neri, dal becco anch’esso fosco, e in mezzo a loro, da dietro, che li insegue, un uomo alto e vestito anche lui tutto di nero, con un cappello nero, in contrasto con il grano. L’aria si fa tesa e il vento sembra voler minacciare una tempesta, l’uomo cammina sbandato e in modo agitato urla, senza notare la ragazza che immobile si sente ancorata tra il grano e la terra aspra; ammutolita assiste alla scena. Gli occhi sembrano accecati, come non vedenti, e in questa nebulosa confusione l’uomo urla ai corvi sventolando una pistola che sbuca dalla lunga manica nera; “venite qui! Venite qui, dovete darmi un bacio! Dovete darmi un bacio!” grida mentre faticosamente cerca di acchiapparne uno, o mille, non fa alcuna differenza. “Datemi un bacio o vi faccio vedere io che cosa succede!” A questo punto si ferma e ne prende uno, lo tiene fermo sotto il braccio, stretto verso il petto. Il corvo cerca di divincolarsi dalla stretta dell’uomo che gli punta, sulla pancia, la piccola pistola.
Accade tutto in un secondo, lo sparo squarcia il corvo, il cielo, la valle, il silenzio, le orecchie. Davanti la ragazza si presenta la cruda scena dell’uccello colpito, del sangue e della carne che ricoprono le mani del carnefice. Sconcertata e impressionata domanda ad alta voce tra sé e sé “ma perché quell’uomo vuole il bacio di un corvo?” e accanto a lei compare dal nulla (oppure c’è sempre stato?) uno spaventapasseri dalle sembianze molto umane che dolcemente le risponde “sai, solo il bacio di un corvo toglie la pazzia dagli uomini“.


La ragazza torna indietro e il casale non sembra più essere abbandonato ma una folla di bambini sta dando una colorata festa, le cicale cantano in tranquillità, il sole ancora risplende e il cielo non è macchiato di sangue. Come, è stato tutto un sogno?

MOA

un’ancora nel mare di incertezze

È da ormai otto mesi che abbiamo trasformato la nostra vita in una continua ricerca di informazioni, di provvedimenti, di autorizzazioni. La nostra piccola quotidianità è radicalmente cambiata da quando una calamità ha investito tutto il mondo, e tutti i nostri piani, le nostre certezze, i nostri progetti sono diventati delle vaghe e lontane aspirazioni, delle possibilità, dei sogni irrealizzabili. Il contatto umano si è trasformato in un’arma, i nostri migliori amici in potenziali nemici. Nessuno se lo aspettava, nessuno avrebbe mai pensato che da un giorno all’altro ci saremmo trovati a dover scegliere tra la vita sociale e la vita stessa. Eppure è successo, e come accade in ogni tragica situazione, abbiamo imparato ad adattarci, a fare sacrifici e a navigare a vista.
Ovviamente ognuno di noi ha vissuto questi mesi in modo diverso. Non voglio paragonare la mia situazione a chi è stato male, a chi ha perso amici o parenti o a chi si è ritrovato senza un lavoro. Ma penso che per tutti noi un mondo che già prima era privo di stabilità si sia trasformato in un mare di incertezze.
Noi ragazzi siamo tornati tra i banchi, ma non sappiamo se ci resteremo, quanto ci resteremo; ogni giorno cambiano le linee guida, ogni settimana siamo in attesa di DPCM, di provvedimenti, di stabilità. A ciò si aggiunge per molti di noi la normale preoccupazione per l’esame e per la scelta del nostro futuro, entrambe tappe importantissime, che però risultano vaghe e sfumate dalla mancanza di conoscenza di come vivremo i prossimi mesi.
Come sottostare a questa quotidiana incertezza? Semplice, aggrappandoci con tutte le nostre forze a ciò che ci dà stabilità e voglia di sognare il futuro. Alle nostre ambizioni, alla nostra voglia di crescere, ai nostri interessi. Alla scrittura, e nel nostro piccolo a questo giornale, che da anni consente a noi studenti di poter esprimere le nostre idee e la nostra interiorità.
Ora come ora possiamo solo sperare che nel futuro questa sventura ci aiuterà a rivalutare ciò che diamo per scontato: la salute, l’ambiente, i contatti umani, l’istruzione. E sperare che: “per aspera ad astra”.

MARIA GUERRIERI

prospettiva italia: sogni o realtà?

Dopo la folcloristica caduta del governo giallo-verde, annunciata in un comizio di Salvini, ricorderemo tutti che si aprì una fase politica molto incerta.

A seguito di estenuanti trattative, infatti, il capo dello stato Sergio Mattarella, affidò l’incarico di formare il nuovo governo al premier uscente Giuseppe Conte che sancì la nascita, non senza difficoltà, dell’attuale governo giallo-rosso.

Il ConteBis si è trovato di fronte una situazione economica grave, resa drammatica anche dalla pandemia tuttora in corso.

Tali difficoltà sono state strumentalizzate dall’opposizione per capitalizzare consensi.

Navigando a vista tra mille ostacoli, il governo ConteBis ha ottenuto un notevole ed innegabile successo: 209 miliardi di euro di Recovery found stanziati dall’UE.

In questo clima politico così teso siamo arrivati all’election day del 20 settembre in cui gli Italiani sono stati chiamati alle urne per il referendum sulla diminuzione dei parlamentari, per il rinnovo di sette consigli regionali e molti comuni.

I leader dell’opposizione (o pseudo tali) Meloni e Salvini contavano di poter conseguire una vittoria schiacciante per poter chiedere nuove elezioni.

Malgrado i sondaggi prevedessero una netta affermazione della destra persino nella roccaforte rossa della regione Toscana, l’esito di queste consultazioni, sorprendendo un po’ tutti, si è concluso con un sostanziale pareggio per le regioni e una netta affermazioni dei candidati del centro sinistra nelle elezioni dei nuovi sindaci; mentre per il referendum costituzionale, gli Italiani, in larga maggioranza, hanno confermato la volontà di ridurre il numero dei parlamentari.

Tuttavia appare evidente che la sola riduzione dei parlamentari, aldilà di facili slogan demagogici, è del tutto insufficiente se non accompagnata da una nuova stagione di riforme. Vi è infatti il rischio che per risparmiare quel famoso “caffè al giorno” venga notevolmente umiliato il vincolo di rappresentanza che lega i deputati eletti al proprio territorio.

L’attuale maggioranza, uscita rinforzata dall’election day, ha modificato i decreti sicurezza fortemente voluti dall’ex ministro dell’interno Matteo Salvini intervenendo in particolare sulle attività di salvataggio dei migranti in mare operate dalle O.N.G ; queste ultime infatti non saranno più  soggette a sanzioni elevatissime a condizione che rispettino le procedure prescritte dalle autorità nazionali.

Anche sul fronte della sicurezza interna sono state introdotte significative modifiche con la previsione dell’istituzione di un nuovo Daspo urbano, sulla scia dell’omicidio del giovane Willy, per tenere lontani i violenti dai luoghi di intrattenimento, l’aumento delle pene per il reato di rissa e nuove norme per oscurare i siti del dark web.

In tema di sicurezza è molto importante ricordare la proposta di legge contro l’omotransfobia che giace sepolta nei regali cassetti della camera dei deputati. Sarebbe auspicabile riuscire a colmare il ritardo che abbiamo rispetto agli altri paesi più avanti di noi in questa delicata materia.

Infine mi permetto di citare una “telenovela” giunta a lieto fine: L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto che non sarà più necessaria la prescrizione medica per vendere la cosiddetta “pillola del giorno dopo” in farmacia, libero acquisto che sarà consentito anche alle minorenni.

La prossima scadenza cruciale sarà nell’autunno, quando il governo dovrà presentare alla commissione europea un piano triennale di sviluppo per l’ottenimento dei 209 miliardi di euro (recovery plan nazionale). Sarà fondamentale per l’ottenimento di questi fondi prevedere dei notevoli investimenti per rilanciare l’economia, riformare la giustizia, il fisco e il mondo del lavoro, dirigendosi verso un modello di green economy e digitalizzazione generalizzata.

Nell’ottica di un rilancio dell’impianto economico del nostro paese non si può ignorare lo stato della sanità pubblica, umiliata dai tagli dell’ultimo ventennio. Soltanto adesso, infatti, i governi occidentali, flagellati dalla pandemia, si sono resi conto del grave errore commesso.

Appare irrinunciabile che il nostro paese richieda quei 37 miliardi del M.E.S da destinare alla sanità, per rilanciarla e modificarla profondamente, invertendo la direzione di marcia fin qui adottata, potenziando le strutture ospedaliere e assumendo nuovo personale medico e paramedico.

CAMILLA MARCONI

make america great again?

È un fatto inconfutabile che la scelta dei cittadini americani sul proprio presidente avrà una grande

rilevanza storica e internazionale; considerando oltretutto la delicata fase che l’intero globo sta attraversando a causa della pandemia. La nostra vita è stata radicalmente cambiata da un nuovo stile di vita e ciò ha avuto naturalmente ripercussioni in ogni ambito. Anche sul processo elettorale americano, il quale giungerà al termine il 3 di Novembre di quest’anno. Ma per chi fosse meno ferrato in questo tema,

permettetemi illustrarvi la campagna elettorale e le due figure che si contenderanno l’ambito Studio Ovale della Casa Bianca. E nel caso non fosse chiaro il sistema elettorale statunitense, cercherò di spiegarlo brevemente. La politica americana prevede che i movimenti politici si raccolgano, a seconda delle proprie affinità nei punti programmatici (ed esigenze), in due poli fondamentali: i Democratici (blu)e i Repubblicani (rosso) {ovviamente possono esistere anche candidati indipendenti}. Data la varietà che può esistere all’interno di tali partiti, ciascun schieramento prima di partire con la campagna elettorale, dovrà individuare il proprio candidato per le presidenziali. In seguito si partirà con il vero confronto per

ottenere più voti possibili. Però il vincitore della contesa non è colui che ottiene più voti, bensì colui che

riesce ad ottenere i famosi 270 voti dei Grandi Elettori. Essi sono assegnati dai Grandi Elettori (la cui quantità varia a seconda della popolazione del singolo Stato, ma rispettando il minimo di 2 grandi elettori) di ogni Stato Federale al candidato che ha ottenuto più voti in quello stesso Stato. Attenzione però l’ufficializzazione del futuro presidente avverrà solamente quando riuniti (quest’anno il 4 Dicembre) nel Collegio Elettorale degli Stati Uniti, i Grandi Elettori indicheranno la propria preferenza per un candidato. I grandi elettori, prima di essere scelti, esprimono al pubblico la propria preferenza ma hanno comunque il diritto di cambiarla, anche se raramente succede. Perciò potrete ben capire quanto sia complesso vincere, considerando oltretutto l’imprevedibilità dei cosiddetti “Swing States” i quali tendono a cambiare posizione ad ogni tornata elettorale. Ad esempio nel 2016 hanno sfavorito candidata democratica Hilary Clinton che, pur ottenendo quasi 3 milioni di voti in più rispetto al repubblicano Trump, non è riuscita ad insediarsi alla Casa Bianca. E ora, dopo 4 anni di amministrazione Trump e del suo vice Mike Pence, è giunto il momento per gli americani di riaffermarne l’operato o di scegliere come presidente Joe Biden e la sua vicepresidente Kamala Harris. Dunque vi sono molteplici fattori che influiscono in queste elezioni. Il primo in assoluto è il Covid-19 che grava profondamente in America sia per la quantità abnorme di contagi e di morti sia perché rende più difficile la partecipazione attiva dei cittadini alle elezioni. Infatti per quanto riguarda la partecipazione, usufruendo della possibilità di votare per posta o in maniera anticipata sebbene quest’ultima sia consentita solo in determinati Stati, si sta cercando di evitare che nell’Election Day si creino assembramenti o problemi logistici non garantendo così il diritto di voto. È già con questo punto continuano ad avanzare le polemiche generate in questo caso da Trump che mostra totale diffidenza del voto via posta, prima di tutto perché potrebbero esserci annullamenti di voti a causa di errate procedure e sarebbe impossibile che il sistema postale statunitense riesca a gestire la elevata quantità di tessere elettorali. Bisogna dire che questa modalità esisteva già da molto tempo, ora il lavoro da fare è molto più complesso infatti giudici federali hanno disposto che il materiale elettorale sia di priorità massima, così da agevolare   l’efficienza per il conteggio. Prima si poteva votare con questa modalità solamente su richiesta, mentre oggi alcuni Stati hanno deciso di inviare ad ogni cittadino la tessera elettorale. Qui inizia la mia analisi che mira ad individuare i punti a favore per ciascun candidato e per quanto possibile dare un giudizio su ciò che l’America e anche il mondo necessitano dal prossimo presidente. Partiamo dal presupposto che i due candidati presentano due visioni del paese completamente differenti, aspetto interessante poiché ci permette di capire come l’America profondamente divisa e logorata dalle tensioni sociali che in questi anni sono aumentate. Oltre i vari comizi durante la campagna elettorale, ciò è risultato evidente nel dibattito televisivo a cui hanno partecipato il 30 settembre i candidati presidenziali. Certo però che i toni utilizzati da entrambi sono stati veramente poco appropriati considerando lo stato emergenziale in cui versa l’America. D’altronde i dati indicano l’alto numero dei morti (200.000, il più alto al mondo) e quello dei contagi, il crollo vertiginoso dell’economia durante la pandemia. TraTra i vari parametri, il più preoccupante è il passaggio del tasso di disoccupazione dal 3.8% di Febbraio al 14.4% di Aprile (anche se in questo periodo il tasso medio di disoccupazione è al 7.9%). Ma procediamo con ordine. Un tema fondamentale, infatti è stato il primo, è quello riguardante la Corte Suprema. Tenete presente che svolge un ruolo di vitale importanza per il sistema americano giurisdizionale, politico e sociale.{In qualche modo potrebbe paragonarsi alla funzione dei referendum in Italia che incidono in maniera determinante su argomenti controversi o comunque importanti.} Dunque la polemica è scaturita immediatamente poichè alla morte dell’autorevole giudice Ruth Vader Ginsburg, il presidente Trump, avente sì pieno diritto di scegliere il nuovo giudice a vita, col consenso del Senato, ha cercato prontamente di fare nominare come nuove giudice Amy Coney Barrett, donna tendente all’area conservatrice. Da ciò scaturisce l’accusa da parte di Biden e dalle opposizioni secondo cui questa donna rompa l’equilibrio che deve essere mantenuto nella prestigiosa e fondamentale istituzione oltre ad essere una scelta frettolosa e poco meditata con esclusive finalità politiche, e dunque sarebbe giusto che per una decisione così importante sia proprio il popolo americano attraverso il voto e la figura del futuro presidente a nominare il nuovo giudice. Mossa seppur lecita costituzionalmente, a mio avviso ritengo che debba essere approfonditamente meditata anche basandosi sul basilare concetto che la giustizia deve garantire valori fondamentali per tutti i cittadini, considerando inoltre che un terzo del Senato (che ha potere decisionale riguardo la nomina) e la totalità della Camera dei Rappresentanti saranno soggetti al voto il 3 Novembre. Certamente è un tema complesso che vede chiaramente possibili implicazioni politiche che potrebbero compromettere la storica sentenza del ’78 inerente all’aborto (Roe Vs Wade) e la sentenza sulla controversa riforma sanitaria voluta da Obama (Obamacare) che è stata definita come lecita a livello costituzionale. Perciò molti indicano come sia la scelta riguardante la giudice Barrett di Trump, il quale, tramite proposta in votazione al Senato, aveva tempo fa provato ad abrogare la riforma sanitaria per ben due volte (la prima cercava di eliminarla in toto, la seconda parzialmente) per poi in futuro sostituirla “con un sistema più economico e più efficiente”, senza però ottenere alcun risultato (nonostante avesse la maggioranza in quella sede istituzionale). Riguardo ciò Biden promette di ampliare, infatti al centro del dibattito è stato fatto presente come il sistema americano, a differenza di molti paesi come il nostro, non abbia un sistema di salute pubblico e dunque ad esempio gli alti costi di tamponi, se un cittadino fosse privo di assicurazione sanitaria, gli sarebbero imposti se risultasse negativo. E ai cittadini meno abbienti cosa dovrebbe accadere? Molte persone che potrebbero aver perso il lavoro, non si possono permettere tali spese, e così nasce un problema difficile da risolvere. Anche a livello epidemiologico diventa più complesso tracciare contagi e aggiornare i dati se non tutte le persone sono sottoposte allo stesso trattamento o comunque non vi sono le verifiche adeguate e necessarie. I due interlocutori riferendosi al tema della salute hanno più volte manifestato punti di vista opposti: il candidato democratico ha dimostrato riluttanza nel riaprire e allentare le misure di restrizioni poiché ritiene che i cittadini siano preoccupati riguardo la propria salute e che il presidente non abbia mai adottato né misure adeguate né abbia avuto un piano convincente. Invece Trump ha espresso la sua preoccupazione su questo atteggiamento di Biden che vuole solamente tenere chiuso il paese e non tutelare l’economia e le libertà individuali. Due posizioni nettamente contrastanti che di certo rendono la situazione più problematica da gestire. Ma devono essere apprezzate le dichiarazioni di Biden riguardo a cosa dovrebbe esser fatto a livello politico, sedersi a discutere tra democratici e repubblicani e cercare compromessi sui provvedimenti da attuare. Questo concetto di unità nazionale per la collaborazione nell’interesse comune è stato ricalcato dallo stesso Biden sui temi sociali di pubblica sicurezza e razzismo. Tutti siamo stati testimoni tramite giornali, foto, video della brutalità e la violenza che hanno caratterizzato questi ultimi mesi in varie città per tutti gli Stati Uniti. Una situazione che è giunta al culmine con le inumane ed efferate morti di cittadini di colore i quali, coinvolti in controverse situazioni con agenti di polizia, hanno perso la vita. Ciò ha inasprito gravemente il disagio sociale causato dal razzismo e ha visto come risposta delle proteste la nascita di movimenti come “Black Lives Matter” che in alcune città hanno paralizzato interi distretti causando importanti disagi, in cerca di concrete risposte dalla politica. Purtroppo in alcuni casi si è arrivati all’uso della violenza, che deve essere sempre condannata, ma che in questo caso è evidente sia una conseguenza terribile per un problema al quale la società americana non è mai riuscita a dare una soluzione. Sarebbe troppo semplicistico condannare la violenza di entrambi le parti e andare avanti, quando la rabbia sociale cresce sempre di più per ogni cittadino che muore in circostanze riprovevoli e abominevoli. Anche per questo argomento le posizioni assunte entrano in pieno contrasto. Trump non ha alcuna intenzione di tollerare la violenza e ritiene sia necessario un intervento congiunto per sedare le proteste. D’altra parte Biden ha parlato d’ingiustizia nei confronti dei cittadini di colore radicata nel sistema e nelle forze dell’ordine, ha messo in evidenza che molti svolgano un lavoro degno di rispetto ma che alcuni in relazione al loro comportamento, siano il contrario della maggioranza. Perciò il democrata ha determinato che l’unica soluzione è il compromesso discusso tra le varie parti in questione, e non eliminando per completo il sistema delle forze dell’ordine. Persino nel campo economico hanno piani radicalmente incompatibili. Trump ha affermato con sicurezza ache sotto la sua amministrazione l’economia sia in costante crescita e prosperità, assicurando che con Biden non si potrebbe garantire la stessa stabilità. Invece l’avversario indica che siano solamente i ricchi ad aver prosperato mentre la classe lavoratrice ha dovuto passare momenti molto duri. In aggiunta, secondo Biden, il suo focus sarà quello di un’economia green, che sia in grado di contrastare il cambiamento climatico. Vorrebbe investire su una politica con tasse imposte sui più ricchi, per poi investire su chi più ha bisogno così da poter creare lavoro e tutelando i prodotti americani per favorire la crescita economica. Quest’ultima però è stata brutalmente colpita dall’andamento della pandemia. E il Covid di certo continuerà a condizionare le vite di tutti. Perciò al di là delle inutili polemiche personali, che ritengo alquanto inopportune, è di vitale importanza cercare di mediare tra i vari settori avendo come priorità la salute di ogni cittadino; L’America e il mondo non si possono permettere di vacillare in questo momento. Abbiamo osservato le due figure che si credono capaci di gestire la complicata situazione sociale, economica, sanitaria e climatica. Il presidente Trump abbiamo imparato a conoscerlo, un uomo che si presenta come il business man americano, l’uomo fuori dagli schemi politici, più che capace di amministrare e gestire qualsiasi cosa anche nel caso non ne sappia nulla al riguardo. Questo approccio che si basa su un pragmatismo becero, lo ha reso più volte protagonista a livello internazionale di scene imbarazzanti e poco piacevoli da vedere. Anche in questa campagna elettorale, nonostante le criticità, non si è fatto minimamente alcun problema nel presentarsi ai comizi più volte privo di mascherina, addirittura rivendicando la quantità di persone presenti, senza tenere conto del distanziamento sociale necessario. Ha lasciato incancrenire   i dissidi sociali e la paura dei cittadini per poi proporre misure insufficienti che non puntano a risolvere in assoluto, ma limitandosi a dire di volere ordine. Molti lo considerano razzista, io invece ritengo faccia un lavoro ancora più subdolo: quello di sussurrare a chi odia, a coloro che nella disperazione si aggrappano alla prima cosa che trovano, oltre a preferire gli slogan alla realtà. Ma dobbiamo comprendere anche il perché della sua vittoria se vogliamo veramente elevare il dibattito politico. Se non fosse rieletto, non sarà possibile ai Democratici far finta di niente, e continuare senza questionare il proprio operato. Perché sicuramente Trump è stato in grado di cogliere e indirizzare il malcontento di alcuni classi sociali contro i propri avversari. Ha commesso l’errore di evidenziare problemi  ma avrebbe dovuto risolverli, non alimentarli. D’altra parte Joe Biden rappresenta un Partito Democratico molto più moderato rispetto sia allo schieramento avversario sia all’interno tra i propri collaboratori. Un uomo che ha cercato di non rispecchiare la descrizione che Trump ha voluto dare di lui durante la campagna, dell’uomo in bilico con poco sostegno persino tra i suoi colleghi. Probabilmente Biden per certi aspetti non accontenta pienamente le aspettative dell’intero partito. Ma la sua moderazione e la costante ricerca di unità sono il suo grande punto di forza. Tali aspetti però possono essere apprezzati solamente se accompagnati da un arduo lavoro.  Il candidato democratico ha alle spalle ben 47 anni di carriera politica, ciò avrà due effetti: chi si sentirà rassicurato dalla sua esperienza, chi diffiderà da essa. Soprattutto anche se non vincesse si spera riesca a trasmettere ad ogni movimento politico che è il momento di smettere di andare uno contro l’altro, che chi entrerà nella Casa Bianca non governerà solo i cittadini che lo hanno votato bensì un’intera nazione. Un paese multiculturale, con un sistema complesso che deve essere migliorato, che deve far fronte non solo a sé stesso ma al mondo intero.  Non resta che attendere l’esito elettorale e riguardo a ciò lasciare alla storia e “Ai posteri l’ardua sentenza”.

DILLAN MONCAYO

new entry nella corte suprema statunitense

La Corte suprema degli Stati Uniti, istituita il 24 settembre 1789, è la più alta corte federale degli Stati Uniti, disciplinata dalla Costituzione. Leggi statali e federali passano per la Corte suprema. La peculiarità della Corte suprema statunitense sta nel fatto che questa rappresenta tutte le diversità culturali, etniche e religiose dei vari stati statunitensi; infatti, lo schieramento ideologico dei giudici è prevalente nello stabilire le tendenze, progressiste o conservatrici che siano.

 Questa è composta da nove giudici, tra cui un presidente (attualmente John Glover Roberts), che sono nominati a vita. I nove membri possono decidere di ritirarsi qualora non si dovessero ritenere più adeguati a ricoprire il mandato. In tal caso il posto diviene vacante e a provvedere ad una nuova nomina è il Presidente degli Stati Uniti con il consenso del Senato.

Il 18 settembre 2020 Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte suprema, si è spenta per un tumore al pancreas, lasciando così un posto vacante nella Corte suprema. Ginsburg è stata definita “il volto e la voce progressista” della corte, è stata una attivista per la parità tra gli uomini e donne, e nel corso della sua carriera da giurista ha affrontato numerosi casi riguardanti i diritti delle donne. Il Presidente Donald Trump ha presentato la proposta al senato per la nuova giudice della corte: Amy Coney Barrett. Barrett, giudice cattolico e anti-abortista, è una conservatrice ad hoc; quasi l’antitesi dell’icona liberal Ginsburg. Amy Coney Barrett ha accettato la nomina, affermando di avere un profondo rispetto per lo stato di diritto e che i tribunali hanno l’importante responsabilità di farlo rispettare, sebbene questi non possano correggere e risolvere ogni errore della vita pubblica, aggiungendo inoltre che il compito di legiferare spetta ai politici. Il Presidente Donald Trump nel corso di un solo mandato ha avuto modo di provvedere a tre mandati; al momento della morte di Ginsburg la corte era suddivisa in quattro progressisti e cinque conservatori, per Trump così si apre adesso la possibilità di rafforzare il ramo conservatore e di dare una direzione precisa al paese per gli anni a venire. Ciò ha destato nei sostenitori dei diritti LGBTQ e delle norme che regolano l’aborto non poche preoccupazioni, questi, infatti, temono un’inversione di marcia rispetto a quanto ottenuto negli ultimi decenni.

LA PENNA COL BAFFO ARANCIONE

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