Pellegrini
Pellegrini, amanti sconosciuti
Vestiamo con veli d’ipocrisia
Le nostre nude passioni.
Dissetiamo con fiumi d’indifferenza
La nostra sete di presenza.
Che farne ora, del nostro sole
Eclissato dalla distanza?
ELEONORA PAPOTTO
Pellegrini, amanti sconosciuti
Vestiamo con veli d’ipocrisia
Le nostre nude passioni.
Dissetiamo con fiumi d’indifferenza
La nostra sete di presenza.
Che farne ora, del nostro sole
Eclissato dalla distanza?
ELEONORA PAPOTTO
E giocare con le ore
Con Te lontana, Amore
Tripudio di lancette
Tlick Tlack, ora perfette!
Angolo giro, gira l’angolo
Una piena, uno meno
Eccoci all’albore
Di un sole pieno!! Continua a leggere
Uranico Dolore.
Sanguigno pianto d’Autunno.
Il Silenzio immobile dilaga nella mente
L’Occasione è fuggita
Si pèrdono, di tedio motivate
Foglie difformi di crepuscolare acero
Soffia l’ultime gocce di una sacca vuota
Eòlo, la speranza ha ultimato
la sua freschezza Continua a leggere
Quel delicato muoversi dei tuoi
occhi sulle mie parole
– stanche,
lo conosco; e loro conoscono le
storie scritte sul mio
corpo; e loro sanno di
Io equilibrista sul filo del volere altrui,
Piuma al vento delle vostre decisioni;
Voi fin troppo abili
Puntate l’arma sulle mie debolezze,
prendete la mira e colpite. Continua a leggere
Perduto. Nel tempio dell’artificiosità
Saluto il riflesso di me stesso
Abbattuto su un vetro poco spesso
Penetrato in mille falsità. Continua a leggere
Artistica. Musa di Apollo.
Variopinta. Figlia dell’Arcobaleno.
Dolce. Essenza del colore
Quiete solare, felicità splendente
Quando torna il sereno Continua a leggere
Sole,
che mi accarezza la pelle.
Riflessi,
che colorano le lenti dei miei occhiali.
Cielo,
così limpido,
che mi cattura lo sguardo.
Rondini,
volano mostrandomi la libertà.
Alberi,
oscillano lenti al dolce vento.
Primavera,
semplicemente una parola
che ne racchiude infinite.
GAIA R.
Impregnata di elettricità sembra
Volgersi l’aria
Stanca e risentita, frizzante e inviperita
In questa serata d’indaco vestita
Che scuote i nervi d’un umore che varia
Di mille gradazioni di lapislazzulo è dipinta
Si respira ièmale l’oscura tinta
Che pare provenga dispersa dal mare
Sicuro e sereno del suo colorare
L’estremo confìn mi gusta mirar
Di un acceso rossore comincia a fumigar
Che si attenua nel roseo color d’un dito
Forse dell’Alba pel greco mito
Nubi compatte rubàn l’cielo
Di color cinereo hanno posato il lor telo
Lo stesso che profuma i capelli tuoi
Del sapor inebriante che hai quando vuoi
E negli occhi s’è rifugiato l’cielo
Cerulei e azzurri, leggero come un velo
Ogni tuo movimento esprime sensibilità
Dono più grande della tua beltà
Nella sera la tua anima riluce
La malinconia ombrosa che porti dentro
La guancia rorida di una lacrima al centro
Desidero carezzar con la tua man che mi conduce
E sfiorandoti il viso con dolcezza
La mia anima si congiunge alla tua, fragile d’onore
Un torpore mi invade di ebrezza
E nell’indaco vado ad assaporar l’amore
OMICRON
Tutti a guardar le stelle
Nessuno che si perde
Nel bianco mantello delle nuvole.
Tutti a cercare la luce nel buio
Nessuno che ammira la luce
Quando luce c’è già.
ELEONORA PAPOTTO