Author Archives: Alessandro Vigezzi

Da Hokusai a Leiji Matsumoto: il manga nella storia

Contrariamente a quanto si pensa, il manga non nasce recentemente, ma agli inizi degli anni ‘50, come il fumetto statunitense. Per dirla alla giapponese “日本の漫画”, per i profani il nihao no manga, ( o, per quelli ancora più profani, il manga) era una forma di intrattenimento per ragazzi: vignette comiche in cui i personaggi erano delle figure umane buffe e goffe, che si scambiavano delle semplici battute. In seguito questa corrente del fumetto è cresciuta sempre di più, cambiando temi, storie, disegni e sceneggiatura, diventando una vera e propria arte in tutta la sua complessità, e famosa in tutto il mondo. Chi non conosce capolavori come “OnePiece”,“Dragon Ball” o “Capitan Harlock”? Continua a leggere

Dio perdona, Riga Nò

Per l’Italia azzurra è iniziata una nuova era. Il disastro mondiale ha finalmente fatto capire a Prandelli che era il caso di fare spazio e andare a sbandierare il Codice etico da un’altra parte. Anche se forse la Turchia non era il posto migliore per farlo, perché quando ti trovi davanti a fedine penali come quelle di Pandev e Selçuk Inan l’etica serve a poco. Ma comunque non è questo che ci interessa. L’importante è che noi abbiamo cambiato panchina. Conte è un vincente, uno che va avanti e non guarda in faccia nessuno, neanche la moglie a casa. La sorpresa, anche se poi ce l’aspettavano tutti, è arrivata, ed è stata l’esclusione di Balotelli dalle qualificazioni europee. E pensare che le mafie azere e bulgare si erano già organizzate con lui per portare a termine un paio di lavoretti puliti. Continua a leggere

A volte tornano

A volte tornano, avvolti da incantevoli melodie vestite di note cangianti.

Il loro scivolar lieve sulle pareti della mente, quasi sensibilmente inaccostabili.

Son lì, permangono.

Si percepiscono, quelle note. Attimi eterni per tentare di comprenderle.

Ma nell’istante, più straordinari della precedente meraviglia, nello scorgerli dietro barlumi di lucente profumo. Nel riconoscere quei ricordi avvolti da incantevoli melodie.

 

 

ARIA

Opera d’arte

Illuminata da un fascio di luce

in mille granelli di polvere muta la

mina.

Inizia a guardarti e si diffonde

il colore, diventa reale e pronuncia

sospiri,

 

derivando da un’improvvisa

ispirazione: fra le dita un prurito,

sul palmo della mano un continuo

pizzicorino.

Spazia immersa nel bianco

la mente, annega nelle ombre e nei

colori;

Ripreso solo quando ormai è sera

il fiato, il foglio ruvido ha dimenticato la sua

opacità.

 

BETTA

Dolore

A volte provo un dolore che parte dalla testa e si irradia alla punta delle dita. Un dolore che mi fa aprire gli occhi e mi urla qualcosa di preciso e ineluttabile. Un dolore che è un sottotesto quasi cutaneo. Lo posseggo vibrante tra le vene e i muscoli. Un dolore non meglio precisato che mi terrorizza.

Ma tace, talvolta. Ed è nei suoi momenti di silenzio che riesco a vivere (ridere, scherzare, stupirmi, gioire). Un dolore che sembra sempre essere troppo poco, che lo è sempre sembrato. Lo cullo come un cucciolo ferito, a volte lo nutro e poi provo rimorso per averlo dimenticato in quell’angolo. E’ il dolore che mi nomina. E’ il mio. E’ la mia fisiologia del dolore. Come quella volta in altalena, quando niente mi sembrava più che bello che dondolare, eppure dopo un po’ non mi bastava più. E’ quella canzone meravigliosa che pensi non ti stancherà mai. E’un segreto che ricaccio nel fondo e chiudo con ottocentomila lucchetti. Ed è sempre lì.

 

 ARIANNA BONORI

« Vecchi articoli Recent Entries »