L’importanza di un voto

Si possono avere dubbi su cosa votare, oggi? Basta guardare la meravigliosa luce di questa giornata di primavera, il verde smeraldino delle piante, i colori smaglianti dei fiori, immaginare i boschi rigogliosi e le fertili campagne che si perdono all’orizzonte, al di fuori delle città, le nevi perenni delle montagne, i mari dal colore così azzurro e sfolgorante in cui amiamo immergerci nella stagione calda, ricchi di pesci squisiti. E’ sufficiente imbrattare nella propria mente l’acqua con quel pulviscolo dal penetrante odore di catrame, prodotto dalla combustione che avviene all’interno dei milioni di motori dell’umanità, e vedere i pesci salire a galla a migliaia, boccheggianti. Non serve altro che immaginarsi ogni molecola di gas serra salire, una alla volta, per secondi, mesi, anni, fino a trasformare il nostro mondo nell’unica serra in cui la vita non cresce. Figuriamoci il verde ridotto a deserto, le piante polverizzate a causa del caldo torrido, le montagne brune e scavate, e il cielo increspato da tempeste simili a quelle di altri pianeti meno ospitali, a ricordarci dove sono finiti i ghiacci montani. Allora apparirà chiaro che coloro che parlano di difesa dei posti di lavoro, di valorizzazione delle risorse nazionali, di indipendenza energetica, di realpolitik, hanno altro in mente. Costoro dicono che è assurdo immaginare che da domani le nostre macchine andranno a biocarburanti e le risorse rinnovabili daranno energia per illuminare le nostre case, e affermano che bisogna competere sul mercato, per non permettere che altri ci vendano il petrolio. Continuiamo pure immaginare che domani non sarà possibile, così non lo sarà neanche dopodomani e neanche fra trent’anni. Allora sarà troppo tardi, e non penseremo a quotazioni azionarie o a investimenti da attrarre, ma a maledire noi stessi e la nostra imbecillità, prima di morire.

Si possono avere dubbi sull’andare a votare o meno, oggi? Basta pensare a tutte le volte che abbiamo preso una macchina, acceso un interruttore, comprato un prodotto industriale, finanziato senza volerlo, saperlo, o volerlo sapere una lobby del petrolio. E’ sufficiente richiamare alla mente tutte le volte che non abbiamo fatto il nostro dovere di cittadini, ricordarsi di ogni volta in cui siamo restati a guardare mentre qualcuno infrangeva i nostri diritti, opprimendoci, e rivivere tutti i momenti in cui non abbiamo potuto o voluto provare a cambiare le cose. Oggi forse non cambieremo il destino della Terra, ma, semplicemente facendo un piccolo tratto di penna, potremmo essere persone d’onore. La nostra democrazia ci offre una scelta. Non disonoriamola. Altrimenti sarà il nostro pianeta a farcela pagare, e con gli interessi. Siamo stati indifferenti troppe volte. Proviamo, per una volta, a non esserlo. Così, per vedere l’effetto che fa. Non c’è posta in gioco più alta, né meta più degna, ne dilemma più limpido. Bisogna votare, e votare sì. E fermare le trivelle.

ALESSANDRO VIGEZZI

 

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