Otto del mattino
La guardavo in estasi, le braccia sottili, capelli lunghi svolazzanti al vento. La mattina calcolavo meticolosamente il momento in cui sarebbe passata. Allora camminavano insieme per un tratto di strada, poi io giravo da una parte, lei svoltava dall’altra. Avanzava spavalda, elegante, con quello sguardo acuto. Io l’amavo, nessun dubbio. Non la conoscevo eppure l’amavo, l’amavo, l’amavo. Continua a leggere