Author Archives: Alessandro Vigezzi

Oriundi: problema o risorsa?

Esiste un termine italiano che senza alcun dubbio la stragrande maggioranza di voi avrà udito moltissime volte, il cui significato originario si è esteso all’ambito sportivo tanto da esserne completamente assorbito: chi al giorno d’oggi non associa immediatamente la parola “oriundo” al calciatore straniero che, per qualche oscuro motivo, indossa la maglia della nostra Nazionale e ne rappresenta i colori di fronte al mondo, difendendo sul campo sportivo lo spirito e il sentimento nazionale? Continua a leggere

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E dunque si naviga
affannati
nella Marea, alta ed imponente.

Si cerca di resistere
alla potenza immensa.

Stelle, però
accompagnano questi eterni viaggi,
brillano e bruciano,
illuminano tra le onde
simili, uguali, alla vista.

Si scorge vita,
energia di reazione.
Mutamenti.

Tale affanno si trasforma in quiete
dei sensi.
La Marea, dama profonda e severa,
culla e placa, con lieve andamento.

E si rimane
immobili
con lo sguardo al manto
che tutto avvolge e protegge.

 ARIA

Armonia tra le forme

Due sfere, lisce, scorrono,
Rotolano l’una sull’altra come fluidi;
Sinuose e senza limiti di movimento.
Come uccelli in volo, che con i loro becchi
Continuamente si sfiorano,
Non si toccano mai del tutto
Per non precipitare, secondo
Le leggi del cielo.

 

Nella foga, le due si toccano,
Si allontanano,
Si scontrano e
Si inseguono,
Ma la rotondità delle forme impedisce che entrino l’una nell’altra;
Il desiderio non basta
Per farle combaciare.

 

Dicono che la sfera sia la forma perfetta, regolare nell’aspetto e
Nel comportamento, eppure
Non si sente completa,
Sempre insoddisfatta.

Forse una sfera ha bisogno di spigoli per essere perfetta.

 

BETTA

Risveglio

Schiudendosi pian piano, i sensi, come i petali di un fiore, lasciavano filtrare via il sonno e riprendevano, così, coscienza del mondo ormai dimenticato dalla sera prima. Lentamente, ogni centimetro di pelle, ogni nervo, veniva invaso dall’impercettibile forza vitale che, passivamente, tutti i giorni, spingeva Mary a trascinare avanti le ruote cigolanti della sua vita, talvolta troppo arrugginita. Continua a leggere

Disfacimento

Sentiva qualcosa premere dal profondo. Tentava di soffocare il sorriso che le irrompeva viso. Lo sguardo, quasi timido, rivolto verso il basso. Si aggiustò con la mano un ciocca di capelli dietro l’orecchio. Un lieve rossore albeggiava sulle guance. Non riusciva a non essere felice. Una sensazione così remota da apparire nuova. Espirò sollevata. Ogni tanto un qualche pensiero più oscuro le veleggiava sotto forma di nuvole nella testa, ma subito si adoperava per soffiarlo lontano. Il piede si muoveva ritmicamente impaziente. Nell’aria vibrava energia mista a un certo sentore di malinconia che per il momento non la riguardava. Ancora no. Ancora per poco, questioni di minuti. Le persone attorno a lei invece sbuffavano, alcuni in preda all’ansia, altri in meticolosa concentrazione. “Concentrati” si diceva… ma l’euforia del momento prevaricava prepotentemente qualsiasi tentativo di serietà. Era l’ultima versione di greco della sua vita.

(Sopravvivremo. Speriamo non esca Tacito)

 FELIX

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