LA BATTAGLIA DEI SESSI (NEL MONDO DEL CINEMA)
La tradizione del cinema Hollywoodiano – paradigma di molto del cinema occidentale – ha spesso messo al centro delle sue storie figure femminili forti e protagoniste.
Addirittura nei titoli di alcuni dei film più famosi della storia del cinema è spesso presente il nome della protagonista femminile, da “Gilda” a “La regina Cristina” fino ai più recenti “Colette” e “Jackie”. Da questo possiamo dedurne che il mondo del cinema è aperto alle istanze del movimento femminista e più in generale a una attenzione alla rappresentazione reale e contemporanea della donna? Forse le cose non sono così semplici come sembrano. Basti pensare ad uno dei film più misogini e sessisti della storia del cinema che si intitola “Donne”.
Partiamo da una considerazione oggettiva: il mondo del cinema è senza dubbio governato dagli uomini e per darvene una prova basta fare un semplice esempio: in ben novantadue edizioni degli Oscar, solo una volta, nel 2010 (quindi pochi anni fa) a vincere il premio per la miglior regia è stata una donna, ovvero Kathryn Bigelow per il film “The Hurt Locker”, tra l’altro pellicola dalla trama decisamente non “rosa”.
Nonostante ciò, però, negli ultimi anni, sono usciti in sala alcune pellicole con protagoniste femminili diverse dalle solite. Vi starete chiedendo quale sia la differenza tra i personaggi di oggi e quelli di ieri, beh eccola qui: per molto tempo siamo stati abituati a figure femminili passive, che subivano le storie raccontate e che alla fine non facevano altro che tornare dal proprio uomo mostrando allo spettatore, per l’ennesima volta, come doveva comportarsi una brava donna (e se ciò non accadeva la trama si concludeva con la morte della protagonista).
Ora la situazione sta cambiando e abbiamo la possibilità di vedere personaggi che prendono in mano la storia e che con scelte proprie e decisioni prese senza sottostare agli ordini di nessuno stravolgono la narrazione e cambiano il corso degli eventi. Alcuni di questi film hanno come protagoniste donne realmente esistite, donne che hanno in qualche modo cambiato la storia.
A cosa o a chi dobbiamo questa svolta nel mondo del cinema? Sicuramente in buona parte alle stesse donne di Hollywood che con le loro proteste e le loro accuse contro alcuni degli uomini più potenti del settore hanno lanciato movimenti come “Me Too” per cercare di cambiare le cose.
Queste pellicole hanno come protagoniste donne che tutti noi conosciamo, ma forse di loro sappiamo solo il nome e non la storia e ne è un perfetto esempio il film “Coco avant Chanel”, con una meravigliosa Audrey Tautou, che ci fa scoprire le origini di uno dei personaggi più rivoluzionari della storia della moda.
Alcuni film parlano di donne famose e conosciute, come la regina Elisabetta I in “Elizabeth”, ma altri ci fanno conoscere le storie di figure femminili che stavano dietro le quinte, nell’ombra, come per esempio le protagoniste del film “Il diritto di contare”, tre donne di colore che negli anni 60 collaborarono all’operazione spaziale degli Stati Uniti alla NASA.
Certamente da ciò che vi sto raccontando potreste pensare che si siano raggiunti gli obbiettivi posti, quindi la parità di genere nel mondo del cinema, ma purtroppo ancora non si può cantare vittoria; infatti nonostante vi siano pellicole che portano avanti ideali femministi, molte di queste sono dirette da uomini. Sono veramente poche le registe che riescono a farsi un nome ad Hollywood, mentre nuotano in un mare popolato principalmente da registi uomini; uno dei nomi più recenti che mi viene in mente è Greta Gerwig, regista rivelazione di “Lady Bird” e dell’ultima trasposizione cinematografica di “Piccole Donne”. Un’altra regista che si è imposta con la sua bravura ad Hollywood è Sofia Coppola che per esempio con il suo film “Marie Antoinette” racconta la storia della più amata e odiata regina di Francia enfatizzando il suo amore per lo sfarzo e la bella vita, ma anche la sua fragilità e vulnerabilità e regalando allo spettatore un coloratissimo film sulla vita della sovrana.
Capita spesso che alcune delle storie narrate abbiano come protagoniste donne schiacciate da una società maschilista che hanno lottato per rimanere in piedi, come Judy Garland famosissima cantante e attrice degli anni 40/50 con una vita piena di molestie e soprusi, le cui vicende sono state magistralmente raccontate nel film dell’anno scorso “Judy”, con una strabiliante Renée Zellweger vincitrice dell’Oscar come miglior attrice per la sua performance. Proprio questa ultima pellicola mostra perfettamente come il mondo di Hollywood imponga standard estetici e di performance alle artiste, o di come per esempio dopo una certa età per una donna, anche se grande attrice, si faccia ardua la ricerca di un lavoro; questo però non vale per gli attori di sesso maschile, che nonostante l’età hanno molte più occasioni. Per una Meryl Streep o Glenn Close che continuano a lavorare dopo i cinquant’anni ci sono decine di Robert De Niro e Al Pacino che superati i settant’anni riescono tranquillamente a passare dalle commedie agli action movie.
Il mondo del cinema si sta facendo vecchio, ormai le serie tv stanno prendendo il posto dei film, già prima dell’emergenza Covid-19 e ancora di più dopo, ed è molto interessante notare come il mondo delle serie tv sia in mano alle donne: infatti sono molto numerose le registe, produttrici e sceneggiatrici di serie che hanno dato vita ad alcuni dei programmi più conosciuti di sempre come “Grey’s Anatomy”, “Le regole del delitto perfetto”, “Orange is the new black” o “Scandal”; alcune di queste grandi donne sono per esempio Shonda Rhimes, Jenji Kohan, Ava DuVernay e molte altre ancora. Questi personaggi sono pioniere di un’ondata di freschezza nel mondo televisivo e promuovono messaggi di inclusione e girl power.
In conclusione è evidente che c’è ancora bisogno di lavorare riguardo la parità di genere nel mondo del cinema; si sta procedendo, ma lo si sta facendo lentamente. Ogni film diretto, scritto, prodotto e interpretato da una donna è un passo avanti e siamo anche noi spettatori e spettatrici, in quanto consumatori di prodotti cinematografici, a poter orientare le scelte della settima arte e prima o poi si sfonderà finalmente questo tetto di cristallo.
CESARE NARDELLA