Lesbians & gays support the miners

È il 1984, e la PremierMargaret Thatcher non si aggiudica la simpatia di molti sindacati a causa delle sue inconsistenti politiche sociali. Tra i lavoratori che protestano vi sono i minatori, che prendono la decisione di scioperare.

Prideè un film uscito nel 2014, realizzato dal regista Matthew Warchus: tratta del supporto che attivisti gay e lesbiche diedero alla protesta dei minatori.

In occasione del Pride del 1984, Mark Ashton, membro della componente giovanile del Partito Comunista Britannico, ha l’idea di formare un gruppo in sostegno alla causa dei minatori. È così che nasce Lesbians and GaysSupport the Miners(LGSM), un’inaspettata collaborazione tra lesbiche, gay e minatori. Gli attivisti cercano all’inizio di relazionarsi con i sindacati, i quali però ricevono molto freddamente il gruppo che vuole offrire loro aiuto. Pertanto, essi decidono di rivolgersi direttamente ai minatori, recandosi in un paesino minerario del Sud del Galles.

Non tutti i minatori sono al principio entusiasti di questo appoggio, considerando l’alleanza un po’ stravagante. Ci troviamo inoltre in un paesino che segue un pensiero molto tradizionalista: negli anni ’80, infatti, l’omofobia era all’ordine del giorno e gli stessi minatori hanno molti pregiudizi nei confronti dei nuovi arrivati. Soprattutto, la domanda che in molti di loro si fa strada è: cosa abbiamo noi lavoratori in comune con la comunità di lesbiche e gay?

LGSM riesce però a risolvere i problemi interni e a fronteggiare a testa altagli insulti esterni che riceve dai paesani e dalla stampa; tramite un grande concerto di beneficienza riescono a ricavare molte donazioni in supporto dei lavoratori. Minatori e attivisti si conoscono, dialogano e si confrontano: nasce così un grande rapporto di amicizia, basato sulla solidarietà reciproca.

È proprio di solidarietà che parla questo film. E non di una solidarietà offerta da un gruppo che si trova in una posizione privilegiata rispetto a quella dei minatori.Per rispondere alla domanda precedente, i minatori e la comunità gay non hanno nulla in comune, i loro obiettivi sono diversi: i primi cercano una condizione lavorativa dignitosa, i secondi vogliono essere riconosciuti come persone normali e non subire odio e violenza.Ciò che hanno in comune è l’essere entrambi denigrati da una società che li esclude, che non li protegge, che li dimentica. Mark Ashton decide di formare questa collaborazione perché rivede nei minatori una condizione simile a quella degli omosessuali, completamente emarginati dalla linea politica di Margaret Thatcher.

Difendere se stessi ed essere ascoltati non è semplice, quando la società che dovrebbe ascoltarti è la stessa che ti impedisce di parlare. Se sei discriminato, con molta difficoltà riceverai aiuto da chi ti discrimina. Ciò che puoi fare, dunque, è farti avanti quando hai l’occasione e la possibilità di aiutare qualcun altro che subisce un altro tipo di ingiustizia. Il film mostra come sia fondamentale lottare insieme per i diritti civili e per i diritti sociali, un messaggio ancora oggi di grandissima attualità. I traguardi che i minatori raggiungono non sono favori concessi dall’alto, ma sono frutto di una dura lotta che due comunità denigrate affrontano da sole, mosse solamente dal sentimento della solidarietà. E posso aggiungere (senza anticipare la fine del film) che i minatori non dimenticheranno l’aiuto di Lesbians and Gayssupport the Miners, e saranno pronti a offrire loro appoggio quando vi sarà bisogno.

MARIA GUERRIERI

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