Ultima possibilità

Dal 2008 il Pallone d’oro non ha conosciuto padroni diversi da Messi e Ronaldo, vincitori del trofeo per cinque volte ciascuno e detentori del titolo di calciatori che ne hanno vinti di più. Sono loro due che hanno segnato l’epoca recente del calcio, monopolizzando letteralmente il premio più ambito per un calciatore oppure aggiudicandosi, con i rispettivi club, più e più volte campionati, Champions, coppe nazionali e intercontinentali. Apparentemente nulla potrebbe essere rimproverato a due simili icone del calcio.

Eppure la carriera di ogni calciatore di alto livello è costituita da due sentieri paralleli, la carriera nei club e quella nella propria Nazionale.

Ronaldo si è rivelato il trascinatore del Portogallo che, dalla finale persa in casa nell’Europeo del 2004 contro la Grecia e dal quarto posto del Mondiale 2006, ha subito un cambio generazionale che lo ha consacrato più che mai, divenendo il più rappresentativo dei lusitani. Così, dopo essere uscito in semifinale ad Euro 2012 e dopo un Mondiale opaco nel 2014, ha portato il Portogallo sul tetto d’Europa, conquistando il primo grande trofeo della sua storia, vendicandosi dodici anni dopo con la Francia, castigandola nella finale di Parigi.

Messi invece, con la sua Nazionale, ci è sempre andato vicino, ma non ha mai vinto niente più di un poco significativo oro olimpico a Pechino 2008. È questo che gli è sempre stato rimproverato e che lo ha esposto al paragone con Maradona, che (da solo) nel 1986 decise di trascinare l’Albiceleste alla seconda vittoria mondiale della sua storia, lasciando impresso il ricordo di sé, tra una recorrida memorable e una mano de Dios.

Lionel invece ha collezionato solo una valanga di secondi posti che per lui hanno avuto un sapore tanto amaro da averlo convinto (per poi cambiare idea poco dopo) a lasciare la Selección. L’asso del Barça ha infatti perso ben quattro finali di Copa America e una finale mondiale, l’ultima, in cui si è dovuto inchinare al lampo di Mario Götze e della sua Germania.

Tuttavia, il fatto che questi due siano i migliori marcatori della storia delle loro Nazionali, nonché i capitani, significa anche che di anni dal loro esordio ne sono passati parecchi. È questo il motivo per cui, con molta probabilità, saranno questi gli ultimi Mondiali in cui li vedremo protagonisti: Ronaldo giocherebbe il prossimo a 37 anni e mezzo, mentre Messi a 35. Improbabile. Nonostante Portogallo e Argentina non siano tra le compagini più attrezzate per arrivare fino alla finale in programma al Lužniki di Mosca, Messi e Ronaldo hanno un’ultima possibilità per compiere l’impresa che li eleverebbe, quasi all’unanimità, al titolo di miglior calciatore della storia. In particolare a Messi, che non ha mai ottenuto nemmeno un trofeo continentale con la Nazionale, si palesa l’opportunità di scrollarsi di dosso definitivamente il paragone col Pibe de oro che ha pesato come un macigno sulla schiena del talento di Rosario. E chissà che non sia passata la stessa idea nella sua testa, data l’imbarazzante prova di forza dimostrata quando l’Argentina si trovava con le spalle al muro, appena qualche mese fa, avendo corso seriamente il rischio di non arrivarci nemmeno in Russia. Il tutto finché Messi non ha deciso di caricarsi sulle spalle un’intera nazione, segnandone tre all’Ecuador e scacciando via i fantasmi.

L’auspicio di chi questi Mondiali dovrà guardarseli da casa, senza essere nemmeno coinvolto direttamente (qualsiasi riferimento a fatti e/o persone NON è assolutamente casuale), consiste nel moto di orgoglio che potrebbe instaurarsi nell’animo di queste due leggende, alla loro ultima apparizione. Se riusciranno a portare in alto le loro Nazionali, vivremo dei Mondiali assai intensi: quest’anno sembrano essere riemerse importanti squadre come Francia e Brasile, che hanno dato modo di crescere a generazioni tanto forti quanto giovani, apparentemente intenzionate a lasciare le briciole agli avversari nei prossimi anni, in particolar modo Les Bleus. Anche Spagna e Germania compaiono tra le favorite, non solo per questioni di organico, ma anche perché hanno vinto le ultime due manifestazioni. È certo che i più giovani abbiano fretta di prendere il posto di chi il calcio lo ha comandato finora, scalzando definitivamente i due; ed è altrettanto certo che le potenzialità per farlo hanno dimostrato di avercele già da adesso.

Messi e Ronaldo sono dunque arrivati all’apice della loro carriera in Nazionale e per scrivere la storia non è rimasto più molto tempo. Se Ronaldo avrà intenzione di conquistare, dopo l’Europeo, anche il Mondiale (per quella che sarebbe la prima volta del Portogallo), non avrà altre occasioni. Se Leo vorrà riportare la Coppa del Mondo in Argentina, sarà costretto a prendersela in Russia. Per lui è giunto il momento di invertire la rotta, per entrare di diritto nell’Olimpo del calcio, appaiandosi al mito di Diego, vicino al quale nessuno ha mai osato nemmeno immaginarsi. Lui invece può permettersi di essere tanto arrogante da collocarvisi. E ci proverà per l’ultima volta. Qualora dovesse riuscirci, nessuno avrebbe più il coraggio di rimproverargli qualcosa, anzi acquisirebbe quel potere straordinario, proprio di pochissimi calciatori, di avere unito intere tifoserie e convertito in estimatori anche i più maliziosi dissidenti.

ANDREAS KATSARAS

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