Scossa…? Va bene!

C’è un momento di grande tensione nelle nostre vite, nel quale ognuno di noi è davvero curioso di sapere quale sarà l’esito della situazione, e non è quando la prof dice che ha riportato i compiti. Ovviamente è quando Carlo Conti fa la fatidica domanda “Scossa?” nel corso del programma “L’eredità”.

Pensate che in diversi Paesi stranieri sono state create trasmissioni sul modello di quella di Rai1, come succede in Italia con “X Factor”, ispirantesi al format inglese. Per esempio “L’eredità” in Spagna, Argentina e Messico si chiama “El legado”, e in Polonia “Gilotyna”, prendendo il nome da una fase del gioco: la “ghigliottina” (non me ne vogliano i polacchi ma a mio parere, pur premettendo che guardo il programma circa una volta ogni 2-3 anni, non è questa la fase di spannung della trasmissione). Coloro che hanno partecipato al viaggio del progetto “New Generation European Parliament” a Strasburgo hanno contribuito a far sapere al mondo, a cominciare dal Parlamento Europeo, che il grande successo di questo quiz, tale da essere quello con più puntate della storia della televisione italiana, è dovuto al grande gioco della “Scossa”; e che “Va Bene!”.

Poiché Amadeus, conduttore di tale programma, è stato capace di partecipare ad uno dei momenti più alti della televisione mondiale – ossia il suo dialogo con Pedro detto “Cipolla” (per chi non lo ha mai visto, godetevelo su YouTube) –, mi piace filosoficizzare questo gioco, e pensare che dietro ci sia tutto un ragionamento complesso e degno delle spiegazioni del prof. Vernaglione. Mi piace credere che quel grande personaggio che ha inventato la trasmissione abbia ideato il gioco “Scossa” pensando che la vita funzioni come un sisma, ma girato al contrario.  Magari Amadeus intendeva dire che la nostra esistenza spesso ci fa precipitare in situazioni dolorose, come se ci desse delle “scosse”, durante le quali è opportuno decidere se accettare e metabolizzare la sfortuna impegnandoci per superarle, o se invece lamentarci. Sta a noi in  questi  istanti  selezionare  la  risposta: “Va bene!” oppure “Aiaiaiai”.  Mi piace credere che per il conduttore, alla fine, le due reazioni alla domanda “Scossa?” siano entrambe positive, ma in maniera differente. Se noi reagiamo al primo piccolo “sisma”, optando subito per “Va bene”,  miglioriamo sicuramente la circostanza infausta. Se, al contrario, alcune volte prediligiamo l’opzione “Aiaiaiai”, autocommiserandoci, e solo all’ennesima scossa, quando le cose sono peggiorate ulteriormente , scegliamo la risposta “Va Bene”, mettendoci farina del nostro saccoper neutralizzare la situazione che ci causa dolore, avremo accumulato talmente tanta resistenza e resilienza da essere ben più determinati a vincere ciò che ci causa tali scosse. Magari Amadeus voleva dirci che se, quando siamo distrutti, ci alziamo e combattiamo, capiamo che il dolore, una volta che lo si supera, alla lunga è utile: grazie adesso, infatti, si riesce ad apprezzare maggiormente il resto. E il “Va bene!”, magari, diventa dieci volte più potente di prima.

Ragazzi, concludo dicendovi una cosa: i progetti MUN (al quale purtroppo, per mancanza di tempo, non posso partecipare, e ciò mi dispiace) e “New Generation European Parliament”, dei quali è promotrice la grande prof. Isabella Marinaro (meglio conosciuta come Maribel Maribel), sono fantastici e vi danno l’opportunità di migliorare tantissimo il vostro inglese, oltre che di vivere esperienze ’ccezionali e ‘ncredibili in giro per il mondo (e di fare un bel po’ di ore di Alternanza Scuola-Lavoro). E, grazie a prof come la magica Paola Vitelli (più nota come Pavi  Vipa) e l’inimitabile Antonio Covello,  respirerete un’atmosfera in cui si pensa consapevolmente al proprio futuro, e nel frattempo ci si diverte. Se i professori vi diranno che saltate troppe ore di lezione per questa ragione, voi rispondete che, più avanti, magari li ringrazierete per avervi dato un po’ di scosse.

LEONARDO MUSIO

 

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