Nora ora

Negli ultimi giorni ho amato Tolomeo come grande geografo.

E chi lo conosceva così?!

Negli ultimi giorni ho amato una donna morta, trascinata dall’amore di chi la ricordava.

Avrebbe compiuto cento anni questa donna. Si chiamava Nora.

Avrei voluto essere nata negli anni ’50, così da conoscerla. Però mi sarebbe piaciuto anche essere nata in Alessandria, per conoscere Tolomeo.

Tolomeo ha avuto una triste fine, ora tutti se lo ricordano per quello che ha sbagliato.

Lui però delle cose giuste le ha scritte, l’aveva capita, lui, la latitudine. Ringraziando anche Talete.

Ci si incontra a grandi distanze nei ricordi, loro non incontrano me, però.

Sto amando Eleuteria Verardi, questo nome gliel’ha dato Attilio, il padre, morto in Grecia, finalmente garibaldino.

Pensa, Nora ha insegnato nella scuola dove ha insegnato dopo di lei anche un suo studente, e il suo studente ci ha mandato la figlia e la figlia stava in classe con mio papà e adesso ci vado io, pensa. Pensa, dicono che Nora se l’è inventato lei il nome della scuola, ma c’è chi dice di no.

Forse qui non se la ricorda più nessuno. Qualcuno Tolomeo se lo ricorda, e anche Talete. Eleuteria non lo so, forse lei se l’è inventata Evangelisti.

“Di negativo permangono diverse cose, che non riguardano questa o quella riunione, ma direi tutte. La difficoltà di concentrarsi, la leggerezza (sottolineo, leggerezza) con cui alcuni considerano uno strumento musicale un giocattolo da toccare a sproposito; la leggerezza, quando è necessario il silenzio, con cui alcuni continuano tranquillamente a farsi discorsetti personali come se in queste riunioni si potesse sprecare il tempo; le frasi che volano per dire le cose più inutili del mondo; la scarsa sensibilità con cui si pensa che, chissà per quale miracolo, tutto potrà andare nei migliore dei modi, mentre non di pensa che invece tutto va nel migliore dei modi nella misura in cui ognuno si sente investito della responsabilità individuale di collaborare perché il gioco riesca bene. C’è sempre l’idea alquanto rozza che tutto dipenda dagli altri e non da ognuno di noi.”

Nora stava cercando di esprimere “l’infinito con i suoni” facendo un viaggio lontano dalla terra con i ragazzi a cui insegnava. Nora l’ha scritta a quei ragazzi quella lettera. “Non si può educare se non si ha una grande visione”. Diceva.

SOFIA

 

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