PROTESTE IN COLOMBIA

La Colombia è stata recentemente al centro di una vera e propria violazione dei diritti umani. Dal 28 aprile sono cominciate proteste contro la riforma fiscale proposta dal governo di Ivan Duque. Lo scopo era quello di cercare di risollevare il paese a seguito della crisi economica causata dalla pandemia. Ma se già l’emergenza sanitaria ha gravato molto sulla situazione economica e sociale del popolo colombiano, questa proposta di riforma è ancora più a discapito della classe medio-bassa, andando invece a favorire i ceti ricchi. Secondo quanto afferma l’articolo 37 della Costituzione colombiana “Tutte le parti del popolo possono riunirsi e manifestare pubblicamente e pacificamente. Solo la legge può stabilire i casi in cui l’esercizio di tale diritto può essere limitato”. La protesta colombiana è iniziata in modo pacifico, ma la situazione si è aggravata da quando la Polizia ha cominciato ad abusare della propria forza, trasformandola così in violenza. La città in cui la repressione della polizia risulta più feroce è Cali, dove sono stati denunciati spari ad altezza d’uomo contro i cittadini. Oltretutto anche un segmento del ceto più agiato della popolazione si è schierato al fianco della repressione con attacchi verso i manifestanti. Morti, violenze fisiche e psicologiche, arresti arbitrari e sequestri si sono susseguiti nei giorni di protesta, per non parlare della difficoltà di approvvigionamento di farmaci e bombole d’ossigeno per la lotta contro il Covid, causata dai blocchi connessi. Alla fine la riforma è stata ritirata, ma si è continuato a manifestare per chiedere di fare maggiore giustizia nel paese e di colmare l’abisso delle disuguaglianze tra poveri e ricchi. È intervenuto a proposito delle tensioni  l’United Nations Office of the High Commissioner for Human Rights dicendo: «Siamo profondamente allarmati per gli sviluppi nella città di Cali in Colombia, dove la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti che protestavano contro le riforme fiscali, uccidendo e ferendo un certo numero di persone . Il nostro ufficio in Colombia sta lavorando per verificare il numero esatto di vittime e stabilire come sia avvenuto questo terribile incidente a Cali. Anche i difensori dei diritti umani riferiscono di essere stati molestati e minacciati. Esprimiamo il nostro profondo shock per quegli eventi e sottolineiamo la nostra solidarietà con coloro che hanno perso la vita, così come i feriti e le loro famiglie».

È importante che si sappia delle gravi violenze che si sono verificate e che sono state sminuite dalla censura dei media.

CHIARA ALBONETTI

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