Il #freeBritney: essere schiavi della propria immagine

Era il 2008 quando Britney Spears, famosa cantane americana, ebbe una grave crisi nervosa di cui tutt’oggi ricordiamo le foto. In seguito a ciò fu sottoposta ad un trattamento sanitario obbligatorio e il controllo delle finanze fu affidato al padre Jamie.

Ripercorriamo, però, quello che è stato il percorso della star americana e di come, in realtà, la sua crisi sia stata solamente la reale conseguenza dei vari soprusi che ha subito sin dalla tenera età.

Britney diventò famosa nel 1999 con il celebre album …Baby one more time che riscosse talmente tanto successo da essere, tuttora, l’album pop femminile più venduto di sempre. Da qui la sua scalata verso la fama si è evoluta precocemente, approdando anche nel cinema (anche nella celebre serie tv How i met your mother) e producendo diversi album, tutti di successo. Parallelamente a ciò la teen star iniziò ad essere dipendente dalla droga ed ebbe diversi problemi familiari. Tutto questo la portò ad una crisi nervosa, un “crollo” che la costrinse a trattamenti sanitari obbligatori e ricoveri in centri di riabilitazione. Le fu tolta la custodia dei figli, affidati al padre Kevin Federline, e il patrimonio gestito dal padre.

 Il crollo fu un momento drammatico per Britney, tanto che lei stessa affermò: “Ho davvero toccato il fondo. Ora non penso che il mio problema fosse alcol o depressione. […] ero come una bambina affetta da ADHD che corre in giro». Nonostante ciò, la cantante si riprese tanto da riottenere la custodia dei figli nel 2015, sette anni dopo l’accaduto.

La tutela del patrimonio prende nome di Conservatorship ed è una tutela temporanea ma James Spears e il suo avvocato la resero permanente.

Dobbiamo andare avanti di circa una decina di anni per vedere come la situazione si sia complicata: il 2018.

Il padre viene ricoverato per un intervento e la cantante annulla il tour. Poco dopo si annuncia che la star è stata ricoverata in una clinica per ragioni di salute mentale, sembra essere “devastata” dalla malattia del padre. Le voci iniziano a circolare: vari podcast, post su instagram iniziano a speculare sul fatto che, forse, dietro il ricovero della cantante e l’annullamento del tour non ci fosse il volere di Britney, ma del padre. Inizia a diffondersi l’idea che il padre non stesse gestendo solo il patrimonio della cantane ma tutta la sua vita, imponendole decisioni sulla carriera e sulla vita privata.

Nel settembre 2019 l’ex marito Federline ottiene un ordine restrittivo contro James Spears accusandolo di aver aggredito fisicamente uno dei suoi figli.

Nasce il movimento #FreeBritney che riceve l’appoggio di numerose celebrità, tra cui Miley Cirus, Cher, Chiara Ferragni e Paris Hilton.

Insomma, si leva un grido contro un padre approfittatore, aggressivo e abusivo che mostra la sua natura: denuncia i vari blogger che scrivono periodicamente contro di lui e in tribunale chiede l’estensione della conservatorship.

La storia ha un epilogo. Nel 2020 il tribunale prende una decisone: accetta una mozione attraverso la quale viene richiesta la rimozione del padre di Britney dal ruolo di tutore legale della cantante e la sostituzione permanente con Jodi Montgomery e il mese successivo viene accolta la richiesta che il patrimonio della cantante venga co-gestito da una società finanziaria esperta, la Bessemer Trust Company.

Dai documenti legali presentati dal legale della Spears si evince, inoltre, che la Spears non tornerà a lavorare finché non si sarà liberata della tutela del padre.

Per concludere una piccola riflessione: Britney Spears è stata una delle prime teen star, è stata resa un oggetto, una macchina per i soldi sin dalla tenera età. Le sue vicende, anche le più intime, sono sempre state di dominio pubblico. Se da un lato si è arricchita di soldi dall’altro si è impoverita di vita, è stata resa schiava della sua stessa immagine e questo la ha portata inevitabilmente ad “esplodere” non appena la sua persona non coincideva più con la sua nomea.

B. T.

Rispondi