LA PLAYLIST

Siamo arrivati quasi alla fine del tortuoso cammino che è stato l’anno scolastico corrente, ci restano solo pochi mesi prima che la scuola chiuda i portoni dando il via all’estate, fino ad ora il tempo è scorso velocemente e ci è scivolato fra le dita, siamo stati fra i banchi relativamente poco, il lungo strascico portato da questa Pandemia pian piano sta ingurgitando la nostra adolescenza senza pietà, perciò mentre tutto ciò accade ci vuole almeno una buona colonna sonora.

“Mannequins”- Bilk: Questo brano del 2019 proveniente dall’EP “Chipped out” della suddetta band britannica proveniente dall’Essex, per me si può riassumere nella parola energia, racchiudendo al suo interno i principi del Punk mischiandolo al Rap si ottiene un mix esplosivo, il quale aggiunto ai loro testi ironici e talvolta crudi favorisce un ascolto complessivamente interessante.

Genere: Rap/Punk

“Breezeblocks”- Alt-J: Brano datato 2012 dall’album “An awesome wave” della band indie-rock britannica che nel decennio scorso ha sbancato le classifiche a livello mondiale, ricevendo però poco riscontro in Italia, come purtroppo spesso accade. Strumentalmente si può percepire un crescendo continuo, aggiungendo man mano che si va avanti nuove componenti in grado di catalizzare l’attenzione dell’ascoltatore, il testo d’altro canto racconta un amore tossico e tormentato, nella quale il “narratore” abusa costantemente psicologicamente della sua compagna, essendone cosciente ma non al punto di riuscire a fermarsi, costringendola a scappare e implorandola di rimanere dandoci un quadro alquanto chiaro e struggente di una relazione non sana. Tutto ciò rende questo brano a tratti malinconico, come se fosse un pianto disperato ignorato in una stanza con troppa confusione.

Generi: Indie/Pop, Art Rock

“Mr. Sun (miss da sun)”- Greentea Peng: Brano del 2019 tratto dall’EP “Rising” di quest’artista britannica con una vocalità singolare e immediatamente riconoscibile in grado di soddisfare il suo pubblico con ogni sua nuova uscita. Questa canzone, in particolare, la trovo estremamente d’impatto per il suo sound che fonde Jazz e musica Elettronica in maniera delicata, caratterizzato da un cantato molto elegante con un testo avvolgente anche se criptico, nella quale l’artista racconta al pubblico il suo bisogno di trovare luce al fine di vivere in felicità, come se fosse una pianta che sente ancora la necessità di crescere, intrappolata nella sua mente descritta da lei stessa come una Babilonia senza Sole.

Generi: Elettronica, Jazz

“Acid Brain”- Bad Waitress: Brano del 2018 dall’album “Party Bangers: volume 1” di questa band canadese completamente al femminile pronta a portare in alto il nome del punk anche dalla prospettiva delle donne. Questa canzone a livello strumentale presenta una linea costante ma molto potente e vigorosa, non ridondante grazie alla scelta della forte distorsione della chitarra e la durata ridotta del brano. Il testo rappresenta l’insicurezza e l’incertezza di vivere alla giornata, non sapendo comporre la propria vita in maniera ordinata, lasciando però perdere la speranza di riuscire a poter sistemare qualcosa che oramai è in frantumi ed è molto più semplice assecondare che contrastare.

Generi: Punk, Alternative/Indie

“April in Paris”- Billie Holiday: Quest’artista non penso abbia bisogno di introduzioni, in quanto figura iconica della scena Jazz, e come lei anche questa canzone del 1956, cover di un brano del 1932 tratto dal musical “Walk a little faster”, che con avvolgente raffinatezza trasporta l’ascoltatore in un limbo lontano nel tempo, dove il mondo che ci circonda caldamente ci invita a danzare, dimenticando i nostri crucci quotidiani.

Genere: Jazz

“Où va le monde”- La Femme: Brano del 2016 tratto dall’album “Mystère” di questo gruppo francese dalle sonorità peculiari. La strumentale resa dinamica dallo stile accomunabile al rock psichedelico tardi anni ’60, accoglie il testo in maniera eccelsa. Il testo infatti proposto come un lungo flusso di coscienza a proposito del proprio scopo nel mondo e della mancanza dilagante di obbiettivi, traspone l’insieme come se si stesse assistendo ad un monologo recitato in presa diretta a tempo con la musica.

Generi:French Pop, Psychedelic Rock, Psychedelic Pop, Surf  Rock

“Lonesome Town”- Ricky Nelson: Celebre brano rilasciato nel 1958 di quest’artista statunitense dall’album “Ricky sings again”. Tutto ciò che questa canzone trasmette è l’emblema di quello che molti di noi stiamo sperimentando in questo periodo, la solitudine e il rinchiudersi dentro sè stessi solo per trovare un piccolo mondo privato dove potersi sfogare e  soffrire senza essere visti, un posto dove tutti vanno ma nessuno mai si incontra, partendo dalla strumentale emblematica del tempo, in grado di conferire a quel senso di vuoto espresso dalla linea vocale ed il testo una cassa di risonanza che amplifica tutto ciò che percepiamo.

Genere:Rock and Roll

“Common People”- Pulp: Brano del 1995 di questa band inglese la quale ha segnato la storia del Brit Pop tratto dall’album “Different Class”, è una delle tracce simbolo di questo periodo musicale con il suo sound inconfondibile e lo stile di scrittura dei testi, che come quello di questa canzone, parlano di quotidianità e realtà tangibili traendo ispirazione dagli stereotipi della società britannica degli anni ’90, smontandoli o rimodellandoli come solo gli artisti del tempo erano in grado di fare.

Generi: Brit Pop, Alternative Rock

“White teeth teens”- Lorde: Questo brano del 2013 facente parte dell’album di debutto “Pure Heorine” di questa famosissima artista neo zelandese, racconta attraverso le note tipiche del Pop quanto la vera e propria cultura pop legata al mondo dello spettacolo, specialmente Hollywood e i suoi capi saldi, abbiano rovinato la sua generazione, basando il giudizio nei confronti dell’altra persona sull’apparenza, in questo caso nel testo viene fatto riferimento ai denti bianchi di coloro che vengono definiti i “popolari”, essendo la cura dei denti simbolo principale di ricchezza secondo lo stereotipo moderno di agiatezza. La maniera in cui Lorde esprime il suo giudizio sembra quasi sarcastico, mischiando un velo d’invidia per le possibilità che gli altri hanno in più di chi non se lo può permettere e, in maniera quasi impercettibile, il bisogno che sente colui che non ha pari opportunità e considerazione, di voler somigliare a loro per poter simboleggiare una versione migliore di chi cerca di osteggiarlo.

Generi: Electropop, Pop

“Boredom”- Tyler, The Creator feat. Rex Orange County, Anna Of The North: Brano del 2017 facente parte dell’album “Flower Boy” di quest’artista statunitense geniale, accompagnato da due voci appartenenti a due correnti musicali apparentemente lontane dalla sua, le quali sono rispettivamente R&B ed Electropop. Questo brano ho deciso di metterlo a chiusura di questa playlist per conferirgli il ruolo più importante, ovvero di rappresentanza ufficiale di questo lasso di tempo in cui tutto sembra essersi fermato nelle nostre vite ma veloce a scorrere per il mondo, poiché la sua vena Hip Hop che vira sul soul in alcuni punti, il testo che racconta l’effettivo senso della noia intesa come ampio spazio da riempire e le vocalità di questi tre artisti le quali trasmettono serenità, riescono nell’insieme a narrare in modo chiaro e coinciso il ruolo che la mancanza di impegni gioca nella nostra vita attuale.

Generi: Contemporary Soul, Hip Hop/Rap

SERENA MAVROVIC

Rispondi