COMPONIMENTI CREATIVI

Come un’ombra

Era sola. Il sole illuminava la sabbia attorno a lei. Era di spalle, di lei si vedeva solo la sua figura. Il rosso del crepuscolo delineava i suoi contorni. Era come un’ombra. Era ferma, mentre vedeva il mondo muoversi e cambiare colore. Era paziente, mentre aspettava il sopraggiungere della notte. Chi era? Forse un’illusa, forse un’ingenua.

O forse era semplicemente viva.

MARIA GUERRIERI

Posso dirti

Non posso dirti

che ti cercavo,

non possi dirti

che ti ho trovato.

Non ho mai realizzato

che avevo sempre capito.

Ti ho sempre detto addio,

senza mai salutarti.

Non posso dirti che eri una speranza,

meno che mai una certezza.

Ma eri una bella illusione,

questo ti posso dire.

L.

Lo specchio opaco dell’infinito

Indistinti

sono i colori offuscati dalla nebbia,

sovrastati dal grigiore del cielo.

Indistinti

sono gli sguardi di chi mi circonda,

e i loro volti coperti.

Eppure in questa città

turbata dalla pioggia,

ritrovo il suono delle lacrime

di chi piange di gioia,

e il suono delle lacrime

che bagnano il volto di colui che invece

cerca riparo e conforto

nella pace del temporale.

Il suono di chi ha fretta,

di chi è fermo nel traffico,

il suono di una bambina

che scopre il mondo

nel riflesso di una pozzanghera.

Ritrovo il suono degli affanni,

dei turbamenti, dei dilemmi,

delle speranze.

Ritrovo il suono della vita.

Lo specchio opaco dell’infinito

è un pentagramma,

e il rumore delle gocce

è la musica.

MARIA GUERRIERI

Lungo il fiume

Un uomo, preso da una grande tristezza, aveva preso a viaggiare con i suoi due bambini intorno al mondo intero, interrogandosi sul senso della vita e del susseguirsi degli eventi.

Quando lo sconforto più profondo stava corrodendogli l’animo, un posto risvegliò la sua coscienza.

L’acqua era parte integrante di quel piccolo paese, il suo nucleo si potrebbe dire. Scorreva inesorabile insieme alle vite degli abitanti che quando non sapevano con chi parlare, si rivolgevano al loro angelo custode in terra: il fiume dalle mille braccia. Il corso d’acqua da secoli era stato testimone di amori proibiti e incontri segreti, amico dei pazzi, nutrimento di poeti e sognatori, confessore per i più disperati e vita per ogni uomo. In quelle sponde, tra le increspature dell’acqua giacevano assopiti i sogni dei bambini, le angosce dei soldati, i peccati più osceni e i desideri mai confessati…se non al fiume. “L’acqua ha memoria, l’acqua ricorda, assiste alla storia degli uomini e scorre, va oltre, ma non dimentica.” In un sussurro l’uomo, a cui si era rivelata la verità, svelò così il segreto del fiume ai due bambini che accarezzavano la superficie dell’acqua e osservavano i mulinelli e i vortici girare. Si sdraiò sulla riva poggiandosi sui gomiti, finalmente rasserenato. Il giorno stava per terminare, una leggera brezza rinfrescava l’aria preannunciando la sera e all’orizzonte una nuvola bianca grande come una balena stava mutando in una dolce pennellata rosa. Abbassò lo sguardo al fiume, lo guardava come l’uomo che prima di spegnere la luce e addormentarsi osserva la sua amata, perché non si sa mai quel che può accadere.

Gli rivolse uno sguardo dolce e familiare, come quello che si rivolge a chi si conosce ormai da tempo, l’osservava come una vecchia ed elegante signora che continuava a ballare la sua danza senza che il tempo, o nessun altro, potessero fermare i suoi passi. E quello, bisogna dire, era un ballo tutto suo: suo il tempo, sua la musica, il ritmo, sue tutte le regole. Ma era anche lo sguardo di chi aveva capito il senso di quella danza, di chi era riuscito a svelarne l’essenza. Era lo sguardo che solo i disperati, i romantici o gli ubriachi malinconici erano riusciti a rivolgere a quello specchio del cielo e di ogni vita. Era lo sguardo di chi tanto aveva amato quella placida tempesta, di chi aveva trovato il senso della vita.

Dopo lungo vagare, era finalmente tornato a casa.

MOA

Consapevolezza

E d’un tratto

l’infinito si svela,

e lo vedi: il viaggio

che compiamo, unico nostro bagaglio

la Speranza.

E l’impegno, che come alleato ci si mostra,

non è altro che un passatempo.

Un giocattolo che ci concediamo,

mentre l’Universo si muove.

Una benda che ci mettiamo,

nell’oscurità della nostra ignoranza

infinita.

L’ipocrita fama di chi

non va da nessuna parte,

camminando tutta la vita.

Significhiamo nulla e mai

ci sarà concesso il diritto di incidere.

Così, l’infinito si svela:

la consapevolezza è una prigione,

la curiosità, il nostro carceriere.

JACOPO F. AUGENTI

Fine

L’irricordabile vuoto del buio profondo

si conclude in un’esplosione:

Principio di tutto.

Sentimenti, emozioni, paura,

sofferenze: momenti dapprima

sconosciuti, ti circondano, ti travolgono,

ti soffocano.

Mentre il Tempo, 

inesorabile come

la spada di un Boia zelante,

ti ricorda quanto sia 

effimero il bagliore di quella 

esplosione.

La Vita è un viaggio

che si conclude con una partenza.

JACOPO F. AUGENTI

La mafia

C’è gente che si nasconde,
approfitta delle nostre paure,
il loro dominio si diffonde;
Ma noi non ci faremo
Abbattere da queste sciagure

La mafia c’è ed esiste,
crede di essere forte
E ci minaccia;
Ma noi insieme
Con il cuore in mano
Non ci arrendiamo

G. PITA

Intervista al covid-19

Sei arrivato all’improvviso da lontano
Saltando da un animale in un corpo umano.
E da lì non ti sei più fermato
Hai infettato il nostro pianeta globalizzato.
Hai portato morte, dolore e disperazione,
ansie, psicosi e aberrazione.
Ma non solo, con la crisi economica che hai generato,
l’intero sistema mondiale è collassato.
Adesso però una domanda ti voglio fare:
Perché hai causato tutto questo male?
“Mia cara, io sono un virus non ho le gambe e non so volare!
È stato l’uomo a farmi arrabbiare!
Ha distrutto la natura e l’ecosistema
Su questa terra ha lanciato un anatema.
Ha occupato tutti gli spazi che ci ha donato la natura,
ha inquinato mari, cieli, sottosuolo ed ogni radura.
La verità è che avete sprecato la vostra intelligenza,
vi siete persi nella vostra incoerenza.
Soltanto alla vostra ingordigia avete pensato
ed ora il conto vi ho presentato!
Posso darti un consiglio anche se potrò sembrare un po’ duro?
Cambiate registro oppure non avrete un futuro”.

CONTESSA

                                             

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