Trono de che?

“Come faccio convincere delle persone che non mi conoscono che un nemico in cui nessuno crede sta venendo ad ucciderli tutti?” così chiede Jon Snow, uno dei personaggi principali di Game of Thrones. La serie del 2011 prodotta dalla HBO narra le storie di personaggi fantastici, intrighi di potere, draghi ed estranei.

Chi sono gli estranei? Creature, letteralmente, non morte, che portano con loro un’ondata di buio e freddo. L’arrivo del temuto inverno che può durare svariati anni incombe già dai primi episodi della serie, portato, appunto, dagli estranei.
Può essere attuale una serie tv che parla di sovrani che si scontrano tra loro, cavalieri che combattono, draghi e non morti? In realtà sì, più di quanto si possa immaginare.
Di cosa parla davvero il Trono di Spade?
C’è una minaccia che incombe su una nazione governata da un re, con casate che si fanno la guerra tra loro senza pensare che c’è qualcosa di molto più grande e molto più pericoloso che renderà le loro guerre inutili. Eppure tra tutti i sovrani, nessuno ci crede e nessuno se ne preoccupa, perché se la minaccia non è visibile nel breve termine e tangibile noi non ce ne preoccupiamo.
Vi ricorda qualcosa?
Avranno importanza le rotte commerciali, le discussioni tra capi di stato, l’educazione, se c’è un qualcosa di più grande e più forte che potrebbe schiacciarci tutti?
Che importanza avrà rafforzare l’esercito, consentire ai cittadini di possedere armi legittimamente, fare propaganda su un’invasione di migranti, o per così dire, “estranei”, se tanto qualsiasi terra, qualsiasi oceano, questo stesso pianeta diventerà invivibile?
Sono i migranti i veri estranei?
Così sembra sostenere Giorgia Meloni, che ha strumentalizzato la serie tv per propaganda, paragonando l’invasione degli estranei a quella dei migranti (come mostrato nell’immagine).

A parte il cattivo gusto, possiamo affermare con certezza che la Meloni non ha colto il messaggio della serie tv. Nonostante i dissidi politici, (quasi) tutte le casate di Westeros alla fine decidono di unirsi contro una minaccia comune, mettendo da parte ognuno le proprie rivalità, perdendoci ognuno qualcosa. Il trono di Spade è in questo senso un grande simbolo di unità ed intelligenza, che forse nella realtà non riusciremo mai ad emulare.
Il Trono di Spade non parla di migranti, parla del cambiamento climatico.
Una minaccia che porta letteralmente il buio ed il freddo, e che porterà l’umanità intera alla distruzione, se non si agisce per tempo. I personaggi di Game of Thrones hanno avuto 8 stagioni per pensarci e alla fine hanno presso le misure necessarie, a noi mancano 11 anni per raggiungere l’irreversibile, che cosa stiamo aspettando?
Al cambiamento climatico, come agli estranei, non interessa se noi ci crediamo o no, se noi ci armiamo o no, perché tanto presto o tardi, arriverà ad un punto di non ritorno.
Purtroppo l’uomo fa fatica ad impegnarsi per combattere una minaccia che non è imminente, dovremmo fare uno sforzo ed imparare da Jon Snow, che è un po’ la nostra Greta Thunberg, e agire, tutti insieme, adesso.

ARIANNA BELUARDO

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