Pantera Nera, molto più che un supereroe

Black Panther, film prodotto dai Marvel Studios, ha vinto tre premi Oscar: per la scenografia, i costumi e la colonna sonora. Aveva ricevuto ben sette nomination tra cui, da sottolineare, quella per il Miglior Film.

Un film di supereroi agli Oscar? Si, proprio così. E sinceramente sono contento di questa scelta. Io sono un grande fan della Marvel e appena ho sentito la notizia ho fatto salti di gioia. Poi mi sono fermato e ho cercato di riflettere sul perché di questa scelta. In effetti candidare all’Oscar un film con cast quasi del tutto composto da afroamericani è una scelta coraggiosa, visto cosa sta succedendo in America con Trump e la nuova ondata di razzismo. Ma facciamo un passo indietro. Chi è Black Panther? Creato da Stan “The Man” Lee e Jack “The King” Kirby nel 1966, T’Challa (il vero nome di Black Panther) è il re del Wakanda, uno stato fittizio dell’Africa centrale. Grazie al vibranio, un materiale indistruttibile contenuto in un meteorite, T’Challa si costruisce un’armatura ed entra ufficialmente a far parte dell’universo Marvel. Il primo supereroe africano della storia dei fumetti. Successivamente il personaggio è stato accantonato fino al 2016, quando Ta Nehisi Coates, autore di molti libri sul razzismo in America e vincitore del Premio Pulitzer con il saggio “Tra me e il mondo”, riceve l’incarico di sceneggiare le nuove storie di T’Challa. A coronare il ritorno in auge di Pantera Nera nei fumetti, arriva il già citato “Black Panther” di Ryan Coogler. In questo film la cura dei dettagli è importantissima. Dai costumi, ideati da Ruth E. Carter, la più importante costumista afroamericana, alla musica di Kendrik Lamar, vincitore del Premio Pulitzer nel 2018 con la canzone “Damn”. Lo sforzo è stato ripagato. Infatti il film è subito un successo di pubblico e critica. Black Panther ha attirato su di sé l’attenzione dei media perché arriva quasi a completare un percorso di rinascita dei movimenti contro la discriminazione razziale avvenuta negli ultimi anni. Ad esempio le iniziative “Black Lives Matter” e “Take a Knee”, nate a causa dell’indignazione suscitata dall’assoluzione di alcuni poliziotti accusati di aver ucciso degli innocenti solo per il colore della pelle. Addirittura la ex First Lady Michelle Obama afferma che  “Black Panther è molto importante per le nuove generazioni di afroamericani, perché finalmente si trovano davanti ad un supereroe simile a loro”.

Tornando alla domanda iniziale :“Un film di supereroi agli Oscar?” Sì, perché Black Panther non è solo un film di supereroi ma si è rivelato un prodotto culturale di alto livello che tocca temi di scottante attualità negli Stati Uniti e forse non solo lì.     

ALESSANDRO PETRASSI

 

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