Ama il prossimo tuo

“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Mt 22,35-40)

Aveva scritto sul manifesto una frase cristiana, una frase tratta dallo stesso vangelo su cui Salvini aveva giurato tempo fa, Jacopo Valsecchi ha pensato di mostrare al ministro dell’interno e a tutto il suo pubblico l’ipocrisia e l’incoerenza che li caratterizza. “Ama il prossimo tuo” un cartellone innocuo, che spiegava quanto un uomo – pronto a difendere a spada tratta le croci, i presepi e tutti i simboli della religione cristiana, potesse essere ipocrita e chiudendo i porti al prossimo suo, che ogni giorno per la sola speranza di una vita migliore muore in mare.

Jacopo quella mattina ha deciso di andare alla manifestazione della lega a Roma per esprimere il suo dissenso e per farlo si è portato un cartello, per farsi vedere da più persone possibili. Dopo neanche 30 secondi, il video fatto dal giornalista Diego “Zoro” Bianchi mostra due uomini vestiti di nero che si avvicinano e lo trascinano via, dopo aver chiesto loro chi fossero questi, dopo la terza volta, gli rispondono “polizia” senza mostrare tesserino, si vede chiaramente che gli impediscono di urlare e prendendolo per il collo se lo portano via. Circa un minuto dopo compaiono due agenti in divisa, il ragazzo si calma immediatamente e va verso di loro, per scampare alla rissa; si mostra sollevato per l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

Insieme alla sua ragazza voleva far capire al vicepremier che lui non era tra i 60 milioni di italiani che egli invoca come garanzia della legittimità delle sue azioni, come se il volere popolare possa essere al di sopra della giustizia o della Costituzione.

La libera espressione è un diritto costituzionalmente garantito (e sì Matteo, la costituzione è più importante del vangelo in questo caso) ed a questo ragazzo è stato vietato da due signori, due squadristi del terzo millennio.

Tutto questo mi fa pensare. Mi fa pensare alle occupazioni delle fabbriche del biennio rosso messe a tacere dai fasci che senza alcuna autorità sparavano e uccidevano quelli che non la pensavano come loro, penso all’omicidio di Matteotti, l’ultimo campanello d’allarme – costato una vita – che gli italiani non hanno ascoltato. Dove vogliamo andare a finire? I socialisti perdono in tutto il mondo, l’unità, la pace, non sta piacendo agli elettori che, per colpa dell’ignoranza e delle fake news, pensano che l’unico modo per cambiare sia distruggere. Il nostro governo alimenta odio nei confronti di tutte le minoranze, i più deboli vengono messi a tacere con ceffoni, i diversi vengono strozzati, ma è colpa degli immigrati. Sta per essere approvata una legge di bilancio che ci farà accumulare altro debito (attualmente si tratta di 2350 miliardi), che quindi per forza renderà necessario l’aumento della pressione fiscale, a discapito delle famiglie meno abbienti, ma è colpa degli immigrati. Dunque ministro, dobbiamo amare il prossimo nostro solo se non è straniero, mussulmano, ebreo, gay, comunista, rompicoglioni? Inizia il medioevo culturale che, se non fermiamo, porterà la nostra nazione ad essere una palude di divieti, morti e diritti negati.

La morte. L’odio ha portato e porta sempre e solo a questo, uno dei due prevale, l’altro soccombe o muore; loro non ci odiano, dopo dieci anni a piedi arrivano al mare e spendono tutti i loro soldi per sperare di sopravvivere ad un viaggio che porta all’odio, alla negazione dei diritti fondamentali, spesso alla morte. Il nazionalismo, al contrario di quanto si possa pensare, non è l’amore innato per i valori o le tradizioni di uno stato, ma è piuttosto l’odio, il rancore, spesso l’invidia che si provano nei confronti dello straniero; esso ha sempre portato a guerre, contrasti e morti e se viene eccessivamente sprigionato mette in moto azioni pericolosissime per lo stato, è il passato, un esperimento non riuscito che continua da ormai 15 mila anni. Se vogliamo andare avanti accogliamo, ci uniamo, abbattiamo i muri delle nostre menti, nati da millenni di odio e rabbia nei confronti di noi stessi.

Perciò  io, da ateo convinto, riconosco saggezza nelle parole di Cristo e rilancio l’appello di Jacopo, Salvini ama il prossimo tuo, o almeno non ucciderlo.

JACOPO F. AUGENTI

 

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