I versi sparsi di Cielo Terso – n°01 – Aprile 2018

Giovinezza

Arbusto
Se ne sta
Lievemente
Fragile e crudo
Spoglio e vulnerabile
Così

Sono
Da quando non sei
Più qui
Lento e inesorabile fluire
Dei giorni
Incessanti
Annientano, attendono ti
Sublimano
Stai sulle
Foglie
Luce secca si stacca
Non è così che
Appare
Ma una porta rimane
Aperta
Sta
Ti illumina e
Lascia
Un fulgido fragore
Una porta pavida
Una porta possente
Sì ma mo’ chiudila ché sto a morì de freddo.

CIELO TERSO


Vecchiaia

E di botto
Si coglie
Il fluire
Degli anni
Inerme sensazione

Ineluttabile realtà

Di far

Parte di
Qualche cosa
Di grande
Di sfuggente
Di meccanico
Procede
Il fluire
Degli anni
Scivola
Il fluire
Degli anni
Vabbè famme sta attento a ‘ndo metto i piedi che sennò me sfragno pe’ terra.

 

CIELO TERSO


Ostacolo

 

Terrore ti prende

Pavido ti rende

Ostacolo ti tende

Non vedi

Più
Fra la moltitudine si oppone
Si frappone all’opposto
Desiderio di
Guardare
La verità
Si nun te levi da davanti giuro che te sdrumo

Malissimo.

 

CIELO TERSO

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