Normalità

La società ci impone di conformare il nostro pensiero all’ambiente che frequentiamo: ma è davvero giusto vedere il mondo sempre con lo stesso filtro?

Tutta la nostra vita è condizionata, e non per forza negativamente, dall’ambiente in cui viviamo. Sembra la solita frase banale, ma fidati, continua a leggere.

Non troverai mai un pariolino che ti dica che è meglio la maniera di vestirsi di Tor Bella Monaca rispetto a quella del suo quartiere. E viceversa. Quasi tutti asseriscono che il modo di vestirsi diffuso nella propria zona sia il migliore della città e che non lo cambierebbe con nessun altro. Mi fa ridere, attribuendo a questo termine un’accezione amara, il fatto che la gente insulti le persone per la propria razza o provenienza. Non sanno che se fossero nati di quella razza o in quel luogo sarebbero stati “dall’altra parte”.

Molti tifosi delle squadre romane cantano “Vesuvio lavali col fuoco” durante le partite contro il Napoli. Mica lo sanno che se fossero nati a Napoli ora starebbero, a loro volta, insultando i romani, per il semplice fatto di essere nati da un’altra parte e di aver acquisito l’idea che il proprio posto sia il migliore.

La gente del Sud dice che è meglio il Sud.

La gente del Nord dice che è meglio il Nord.

Come il concetto della curva di Gauss, il vocabolario e la statistica confermano, la “norma” è la “modalità caratterizzata dalla maggiore frequenza”. È scontato dire che ciò che qui è normale da un’altra parte è strano, e viceversa. A Roma è normale non pagare il biglietto dell’autobus oppure entrare e scendere da tutte le porte del veicolo. Non lo è. È solo ciò che accade con maggior frequenza.

Siamo nati in Italia, quindi è normale essere cattolici. Nel senso che se non sei agnostico è l’unica religione di Stato, ovviamente. In America saremmo stati protestanti, in Arabia musulmani, in Israele ebrei. E avremmo basato la vita totalmente su altre teorie. La nostra intera esistenza, magari, è imperniata su qualcosa solo perché siamo nati qui e ci è sempre stato detto che è giusto e normale, a partire dalle piccole cose come il cibo. Scusate la ripetitività, ma in Francia sarebbe stato all’ordine del giorno mangiare le lumache. Sentendo questa frase, se voi foste stati francesi, anziché pensare “Che schifo!”, stareste pensando “Che buone!”, per la semplice ragione di essere stati abituati a mangiarle.

Alla fine basta aprire la mente, guardare tutto da una prospettiva diversa. Il mondo, fuori da ciò che è normale, o più semplice, o più comodo, è infinito e davvero bello.

LEONARDO MUSIO

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