Editoriali dei direttori – Giugno 2017

Care lettrici e cari lettori,

eccoci qui. Colgo l’occasione di questo editoriale per fare sia saluti che ringraziamenti. Saluto questo liceo, i suoi corridoi ormai familiari come quelli di casa, le sue aule così cariche di ricordi, i suoi buffi “abitanti” e la sua aria che, a partire per un luogo sconosciuto e a ritornare al Manara tra dieci anni ancora la riconoscerei. Saluto i compiti in classe, le interrogazioni e le sfuriate degli insegnanti. Saluto poi La Lucciola, che mi vede lavorare per lei per l’ultima volta con questo numero, dopo avermi procurato notti (quasi) insonni per farla venire alla luce, ma anche e soprattutto soddisfazioni, come la possibilità di partecipare lo scorso anno al Viaggio della Memoria organizzato dal Miur, riportandone l’esperienza, e quella di effettuare un interessantissimo stage a La Repubblica che è oggetto del breve dossier che apre la presente uscita.

Pertanto La Lucciola la saluto, sì, ma a lei dedico il primo dei miei ringraziamenti per avermi, nelle maniere elencate e non, arricchito personalmente. Il secondo ringraziamento va poi a tutte le persone che hanno collaborato con questa pubblicazione nel corso di questo anno e dei precedenti e – perché no? – anche di chi se ne occuperà in futuro. Un ringraziamento particolare al buon Vigezzi, di cui raccogliamo l’eredità e che è stato per noi un grande esempio. Un ringraziamento, infine, a tutti i lettori de La Lucciola, sia occasionali che stabili, sia chi ha letto un articolo estemporaneamente che chi invece ne ha gustati molti più d’uno: tutti voi avete contribuito a questo progetto e lasciatemi esprimere la mia contentezza per tutto ciò.

E con queste parole vi lascio, come sempre ma per l’ultima volta, alla lettura di questo numero.

FRANCESCO PASSARETTI

 

“Nella mia fine il mio inizio”

Per la prima volta dall’inizio della mia “carriera” di direttore del La Lucciola, giunta alla fine proprio con questo numero, mi trovo a iniziare un editoriale con una citazione non inventata ad hoc, ma con il motto che Mary I di Scozia portava ricamato sul retro del suo stendardo. Lei, fervente cattolica, intendeva chiaramente la fine della propria vita mortale e l’inizio di quella ultraterrena; io, cattolico meno fervente e molto meno invasato di timor mortis, volevo semplicemente sparare una frase ad effetto abbastanza grossa per chiudere questo anno – e per quanto riguarda me e tanti altri, questo ciclo – scolastico. Ma bando ai sentimentalismi! Voglio piuttosto utilizzare queste poche righe a mia disposizione per ringraziare ancora una volta tutti voi stoici lettori per il supporto e l’interesse che ci avete dimostrato, e che ben è testimoniato dal numero spropositato di occasioni in cui mi sono sentito ripetere la fatidica domanda: “Ma la Lucciola quando esce?”.  Ma, soprattutto volevo vantarmi degli obiettivi che il nostro giornale è riuscito a conseguire, al netto di qualche difficoltà: La Lucciola ha infatti visto attivarsi sulle sue pagine numerosi nuovi redattori, molti giovanissimi e talentuosi, e la sua veste grafica è stata, numero dopo numero, rivista e migliorata, tanto che adesso assomiglia ai mensili che potete trovare nelle edicole. Ed è proprio con questa piccola ma sentita professione di orgoglio che io e Francesco vogliamo lasciarvi nelle mani dei nostri successori, senza dimenticare di augurarvi, come al solito, delle buone vacanze!

DAVIDE RUBINETTI

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