Uno “speciale” ritorno per Tim Burton

Una serie di vecchie foto, stravaganti e bizzarre, che raccontano di ragazzi altrettanto strani: questo il punto di partenza de “La casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine”, dello scrittore americano Ransom Riggs. Costruito con immagini a volte inquietanti, pieno di personaggi intriganti che affascinano con caratteristiche davvero fuori dal comune, Miss Peregrine è un’opera che gioca con ciò che è reale e con ciò che è fantastico, scatenando nel lettore un vortice di domande.

Come molti altri romanzi contemporanei è caratterizzato da una scrittura fluida ma non troppo veloce, fantastica per gli amanti del punto fermo e delle letture ricche di descrizioni. Un libro in cui sono presenti due realtà, dove i personaggi sono ragazzi e bambini che sono, a loro modo, vecchi.

Il romanzo vede come protagonista Jacob, un ragazzo che non riesce a relazionarsi con suoi coetanei. Dopo la morte misteriosa del nonno, la sua unica vera persona cara, Jacob attraversa un periodo di forte stress.

Perché vede cose che gli altri non vedono? Perché vede i mostri di cui erano popolate le storie del nonno?  In un susseguirsi di eventi inaspettati Jacob scoprirà fino a che punto era speciale suo nonno, riuscendo finalmente a capire la sua vita piena di segreti.

Intercalando la narrazione con le immagini fotografiche, con “La casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine” e con i due sequel “Hollow city” e “La biblioteca delle anime”, Riggs riesce a creare una saga fantasy davvero appassionante.

Sebbene sia stato molto criticato (ingiustamente, a parer mio), penso sia un film da vedere. I tratti inquietanti della storia di Riggs ben si accordano con l’atmosfera tipica delle proiezioni di Burton. Inoltre è una pellicola che offre innumerevoli spunti. Sicuramente è un film sulle diversità che vanno protette, ma ci sono veramente moltissimi altri messaggi. Tanti piccoli elementi che, nell’insieme, portano a riflettere. Qualche esempio? Siate speciali, è questo che “La casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine” vuole dire, perché ognuno è speciale a suo modo, ognuno ha la sua particolarità.Le pagine del libro hanno preso vita sul grande schermo grazie alla regia di Tim Burton e a un cast davvero eccellente. Ovviamente, pur essendo tratto dal libro, il film presenta molte differenze da quest’ultimo, ma è pur vero che ciò succede nella maggior parte dei film tratti da libri, senza contare che il film è stato scritto in modo che non ci potesse essere un sequel.

Oppure la simbologia legata agli occhi. Chiunque abbia visto il film avrà notato che alcuni dei personaggi hanno gli occhi quasi smisuratamente grandi (la stessa Miss Peregrine, ad esempio), e cosa contraddistingue i “cattivi”? Proprio i loro occhi. Inoltre gli spiriti vacui (creature che danno la caccia ai ragazzi speciali) sono invisibili alla vista, e per tornare umani si cibano appunto degli occhi degli “speciali”. Da questi molteplici riferimenti alla vista penso che si possano trarre altrettanti significati di libera interpretazione, ma in linea generale lo si può interpretare come un’esortazione ad aprire gli occhi. Per capire il mondo, a volte basta guardarsi intorno.

BIANCA DELLA GUERRA

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