Kim Jong-un, tra violenza e follia

Una sinossi delle presunte atrocità commesse dal giovanissimo dittatore coreano

L’insieme delle informazioni ricavabili dalla rete su Kim Jong-un, leader della Corea del Nord, delinea un quadro veramente impressionante. È infatti dal 18 dicembre 2011 che Kim Jong-un ne combina di cotte e di crude. Il dittatore, arrivato al potere grazie al legame parentale, si sarebbe reso ridicolo con numerosissime atrocità e follie. Parliamo di un personaggio alquanto bizzarro. Si racconta di una fissa poco nota che avrebbe per il look dei suoi connazionali, infatti – secondo molte fonti – sarebbe arrivato al punto di stabilire 28 acconciature per uomo e donna da lui approvate e nel 2014 ad obbligare tutti gli scolari di sesso maschile a tagliarsi i capelli come lui. Inoltre, le stesse fonti aggiungono che, oltre ai capelli, abbia deciso anche riguardo al vestiario: a quanto pare, i maschi non potrebbero mettere vestiti con scritte di altri Paesi e le donne indossare i pantaloni, e ovviamente tutti sarebbero costretti ad indossare una spilla con l’effige di lui o di suo padre, altrimenti si rischia la galera. Per coronare ancora di più il suo stile, si legge poi delle sue ben quattro nomine a “Uomo con il vestito più bello della Corea del Nord”.

Sembra, in secondo luogo, che il giovane dittatore si sia sporcato anche di ignobili delitti come l’uccisione della sua ex-fidanzata (Hyon Song-wol), quella del ministro della difesa, Hyon Yong-Chol, l’aprile scorso quella di Yong-Chol (ucciso a 66 anni in un campo militare), quella di suo zio, Jang Song-thaek, e tuttora ci sarebbero uomini in attesa di giudizio perché accusati di non aver applaudito o di non averlo fatto con abbastanza convinzione. Oltre ai vari omicidi il leader si sarebbe divertito ad assegnarsi numerose cariche quali: “leader supremo della Corea”, “presidente della commissione per gli Affari di Stato”, “presidente del Partito del Lavoro”, “comandante supremo dell’Armata Popolare Coreana”, “presidente della commissione militare centrale”, “primo segretario del Partito e presidente della Commissione di difesa”.

Quest’uomo è poi famoso soprattutto per la sua simpatia verso l’atomico. Infatti, proprio a settembre, Kim Jong-un avrebbe ordinato tre test sulla bomba atomica e anche uno sulla famosa bomba H, che a differenza della prima è molto più potente. Inoltre, la Corea del Nord minaccia spesso di utilizzare armi atomiche contro Europa o America ma, come ben sappiamo – sebbene alcune fonti riportino di esperimenti nucleari condotti dalla Corea del Nord relativi ad una bomba da 10 chilotoni (dieci volte mille tonnellate di tritolo) – l’America è al momento la potenza più forte atomicamente parlando e non solo, quindi da questo punto di vista i nordcoreani sono anni luce dagli americani. Questo perché, anche se i nordcoreani raggiungessero una notevole potenza in tale campo, rimarrebbero comunque molto distanti dall’America (le testate atomiche registrate statunitensi sarebbero 7700).

Il dittatore coreano ha stretto dei rapporti con la Cina e questo ce lo dimostra il recente divieto in Cina – come riportato dal web – circa l’effettuazione di ricerche in rete che ironizzassero sul leader, frutto di mesi di colloqui diplomatici: del resto tra dittature bisogna pur aiutarsi! La stampa online riporta anche che il 16 novembre il comandante avrebbe promesso che, con l’allenamento, i giocatori nordcoreani sarebbero diventati più forti di Lionel Messi (“la pulce” del Barcellona, uno dei giocatori più forti del mondo), ma poi volando basso avrebbe detto: “prima, però, pensiamo ad essere i migliori nel nostro continente”. È pur vero che nel 1966 la Corea del Nord eliminò l’Italia dai mondiali d’Inghilterra, ora però si ritrovano al 126esimo posto FIFA!

Tra i record del tiranno asiatico sono emerse dalla rete 134 esecuzioni in 5 anni scarsi, un ipotetico record per la Corea realizzato battendo di gran lunga quello di suo padre. Tra le altre sue riforme “molto innovative” troviamo il bando delle merendine al cioccolato ed il fuso orario di Pyongyang da lui inventato spostando le lancette dell’orologio di 30 minuti in anticipo rispetto a quello di Tokio e Seul. Questo regime dittatoriale sta soffocando la vita delle persone che sempre più numerose stanno scappando dal regime fuggendo verso sud. Le persone che hanno attraversato il confine sarebbero aumentate del 15% rispetto all’anno passato, ma parliamo di dati in crescita, e per la fine dell’anno si prevedono oltre 1500 fuggitivi. Vedendo questa situazione, Kim Jong-un ha deciso di rinforzare il blocco alla frontiera ma, nonostante la pena di morte (prevista per un simile “crimine”), la gente preferisce rischiare la vita per la libertà, pur di non restare rinchiusa in questa dittatura.

ANDREA DE STEFANO

 

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