Io, Favola

#è una voce esterna che sussurra, in scena cadono, come neve, foglietti di carta. La luce è accesa, neon. I foglietti cadono sulla testa di chi guarda.

Io sono qualcosa che nel tempo passa, io sarò tutto e niente.

Io piango per quello che conosco e anche per quello che non conosco, perché non potrò capirlo. Tu mi crei e tu mi modelli. Tu mi logori, tu mi scordi.

Io sono il tuo ricordo che non sai di avere. Tu farai di me la malinconia delle parole care. Tu farai di me il rimpianto di tempi vissuti. Dentro di me nascoste, grandi verità, mai scoperte, mai volute scoprire. Racconto di grandi gesta, grandi persone, anche piccole ma dentro me grandi, e se tu decidi ancora più grandi. Racconto bugie. Mi raccontano. Mi racconterai. Io sono qualcosa che conosci da sempre. Bene o male.
Sono la struttura dei tuoi sogni, lo scheletro da cui vivono, il corpo da cui fuggono. Il corpo nel cui muoiono.
Io sono nuda e vengo vestita da te, quando mi ascolti da voci gentili. Vengo vestita di immagini sgargianti quanto la tua immaginazione. E spogliata se raccontata ancora. E vestita e spogliata. Il mio corpo cambia colore e forma. Il mio scheletro rimane invariato, non mi nascondo. Mi scordi. Mi fai nascere anche, come sai vestirmi. Ti sei innamorato di me bambino. Ma le tue fantasie ora sono in qualcos’altro. I tuoi sogni troppo veri, i tuoi desideri realizzabili. Non più io la tua musa.

 #buio.

SOFIA NAGLIERI

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